<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Umberto Gargiulo, Autore presso</title>
	<atom:link href="https://www.expost.blog/author/umberto-gargiulo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.expost.blog/author/umberto-gargiulo/</link>
	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 16:14:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/cropped-site-Icon-512x512-bluette.OK_.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Umberto Gargiulo, Autore presso</title>
	<link>https://www.expost.blog/author/umberto-gargiulo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">175323120</site>	<item>
		<title>L&#8217;app&#8230;(arenza) inganna</title>
		<link>https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lapp-arenza-inganna</link>
					<comments>https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Gargiulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2020 09:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Excursus]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[evasori]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Immuni]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1203</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho scaricato l’app Immuni. Sperando che serva a qualcosa. Ma gli italiani hanno molti dubbi. Ogni giorno clicchiamo centinaia di volte su "accetta", senza leggere le informative sulla privacy, ma di "Immuni" non ci fidiamo. Forse temiamo che scoprano che, mentre chiediamo scuole più moderne e servizi più efficienti, evadiamo il fisco. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/">L&#8217;app&#8230;(arenza) inganna</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho scaricato l’app <em>Immuni</em>. Sperando che serva a qualcosa. Sì, perché in giro non vedo molta voglia di fare altrettanto e poi gli esperti hanno detto che se non la scarica almeno il 60% degli italiani non serve a nulla…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero che hanno detto anche il contrario… Ed è vero che poi non hanno detto più nulla…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sto aspettando che il prof. Zangrillo dica che per tracciare il virus basta aprire <em>Spotify</em> e scaricare <em>We Will Rock You</em> dei Queen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vabbè, intanto io faccio la mia parte.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1206" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho scaricato la app &#8220;Immuni&#8221; sperando che serva a qualcosa. I colori non mi piacciono. Non mi chiede foto, età. Ma i miei dati chi li gestirà? I servizi segreti? </p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il 60% degli italiani? Ma questa percentuale considera il fatto che molti non hanno uno smartphone? Conteggia anche mia madre, che osserva il suo cellulare con la stessa diffidenza di un capo Apache dinanzi al treno a vapore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È con questi dubbi che scarico l’applicazione. I colori non mi piacciono, ma fa niente. Non mi chiede foto, età … Mah!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due mesi che se ne parla e ho sentito molti diffidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo alcuni c’è un problema di privacy, secondo altri il vero tema è chi gestirà questa enorme mole di dati. E sarà vero che li cancelleranno? E i servizi segreti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande legittime, per carità, se a porcele non fossimo noi (lo so, questa frase l’ho detta come Titina De Filippo in <em>Totò, Peppino e i fuorilegge</em>): noi che ogni giorno diamo decine di consensi, clicchiamo centinaia di volte su “accetto”, senza neppure leggere l’informativa in tema di <em>cookies</em> (che avendo il nome di un biscotto al cioccolato non ci spaventano affatto): del resto chi ha il tempo e la vista per leggere due pagine, in carattere punto 6, di notizie tecniche incomprensibili sull’utilizzo dei nostri dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restiamo solo vagamente sorpresi quando, di tanto in tanto, il nostro telefono ci consiglia un ristorante di sushi o la pizzeria che ha appena aperto in zona. Giusto il tempo di domandarci: come avrà fatto a sapere che avevo voglia di una margherita…?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="653" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=980%2C653&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1217" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=750%2C500&amp;ssl=1 750w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ogni giorno clicchiamo centinaia di volte su &#8220;accetto&#8221; senza leggere le informative sulla privacy, regalando i nostri dati ad agenzie di viaggi e Pornhub. invece con &#8220;immuni&#8221; siamo diffidenti</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il dubbio (non è un vero e proprio timore) dura pochi secondi. «È la tecnologia, bellezza!», ripetiamo a noi stessi. E giù a cliccare altri consensi, a spargere in giro altre informazioni, notizie che dicono come la pensiamo, cosa ci piace, cosa ci fa paura, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto sento ragionare di sfiducia nella gestione dei dati da parte di persone che, nello stesso tempo, non hanno difficoltà a regalarli a siti di viaggi, all’applicazione che consiglia agriturismi, per non parlare delle visite a <em>Pornhub</em>: ma questo non lo ammetterà quasi nessuno, salvo chiedersi chi sono i 44 miliardi di accessi del 2019. Probabilmente li ha fatti tutti quel porco del piano di sopra!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così, tra un’ipocrisia e l’altra, continuiamo allegramente a far funzionare la tecnologia, entusiasti di fronte alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Io tra questi, per carità. Del resto sono anni che vedo il bicchiere mezzo pieno, non accetterò mai di riconoscere come distopico un futuro nel quale una tecnologia che gestisce masse di informazioni (i c.d. <em>big data</em>, che detta così fa anche più figo), asseconda e anticipa i miei desideri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse c’è anche un’altra paura: siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e… evasori fiscali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non temete, non sarà così che scopriranno che chiedete una scuola più moderna, una sanità più efficiente, trasporti più veloci, ma poi avete un ISEE che vi consente di mettervi in fila a ricevere i buoni-pasto per indigenti. Non sarà con l’<em>app</em> del coronavirus che vi beccheranno a denunciare al fisco un fatturato di 8.000 euro l’anno e dichiarare alla <em>Vita in diretta</em> che ne avete persi 20.000 solo nell’ultimo mese. A fregarvi potrebbero essere proprio le ricerche su Tripadvisor, le prenotazioni su Just Eat, le visite al sito della concessionaria. Comunque nessuno le andrà a verificare, state tranquilli, sarebbe troppo facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo, però, non parliamo volentieri. Di <em>Immuni</em> e della sua pericolosità, invece, discorrono in tanti. Se ti permetti di obiettare che in quel caso, però, è lo Stato (il Ministero della Salute) che gestisce le informazioni, il viso dell’interlocutore ti guarda come se avessi 8 anni e sembra quasi dire: appunto!</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="626" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=980%2C626&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1208" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=1024%2C654&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=768%2C491&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=640%2C409&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=782%2C500&amp;ssl=1 782w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ma non temete. Non sarà con &#8220;Immuni&#8221; che scopriranno che, mentre chiedete una scuola più moderna o sanità e trasporti più efficienti, evadete il fisco</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, forse il problema è proprio questo. Del resto perché dovremmo fidarci di uno Stato che in questi settant’anni ce ne ha fatte vedere di tutti i colori. Se a Via Fani, come si legge negli atti di una commissione parlamentare d’inchiesta, c’erano “anche” le Brigate Rosse; se dopo la morte del generale Dalla Chiesa la sua cassaforte in Prefettura fu svuotata mentre il corpo era ancora in strada; se abbiamo avuto fedeli servitori in divisa che discutevano con i capi-mafia di quanto fossero ragionevoli le richieste contenute nei loro pizzini. E si potrebbe andare avanti per diverse pagine. Pochi giorni fa, poi, abbiamo festeggiato pure 40 anni da Ustica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto, allora, è proprio questo: che del nostro Stato ci fidiamo poco, meno del sito di un ristorante o di una piattaforma per appuntamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo Stato, il nostro, è una Repubblica e, insomma, non è la stessa cosa. Alcune delle cose che ho ricordato si sanno perché erano uomini dello Stato quelli che hanno indagato su altri uomini dello Stato, perché mi piace pensare che Aldo Moro o Giorgio Ambrosoli, se fossero vivi, scaricherebbero l’<em>app</em> nella convinzione che alcune cose vanno fatte, semplicemente, per il bene di tutti, perché il bene di tutti non è mai la somma aritmetica del bene di ciascuno. Perché questo significa essere una Repubblica, appunto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/">L&#8217;app&#8230;(arenza) inganna</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1203</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il giallo del pisello digitale nella scuola virtuale di mio figlio</title>
		<link>https://www.expost.blog/il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio</link>
					<comments>https://www.expost.blog/il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Gargiulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 21:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[chat delle mamme]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[lavagna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavagna virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[Pisello]]></category>
		<category><![CDATA[Pisello digitale]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Zoom]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=906</guid>

					<description><![CDATA[<p>No, non intendo parlare del seme ricco di amidi e proteine, buono con un po’ di guanciale soffritto e, sì, mi riferisco proprio al fallo, per meglio dire al suo simbolo. Il titolo, per la verità, andrebbe riformulato così: il pisello (digitale) sulla lavagna (virtuale). [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio/">Il giallo del pisello digitale nella scuola virtuale di mio figlio</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>No, non intendo parlare del seme ricco di amidi e proteine, buono con un po’ di guanciale soffritto e, sì, mi riferisco proprio al fallo, per meglio dire al suo simbolo. Il titolo, per la verità, andrebbe riformulato così: <em>il pisello</em> (digitale) <em>sulla lavagna</em> (virtuale).</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima devo spiegare cos’è successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche giorno fa ero a casa a lavorare (anch’io forzatamente in <em>smart working</em>), quando mia moglie mi ha avvisato dell’accaduto. Durante una lezione (a distanza) nella classe (virtuale) di mio figlio era comparso sulla lavagna (telematica) un “pisello” (ovviamente digitale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel giro di cinque minuti la maestra di turno – una delle quattro/cinque, perché ora funziona così, ma non è un male se non hai il maestro Perboni del libro Cuore – ha chiesto sulla <em>chat delle mamme</em> la convocazione di una riunione urgente dei genitori per discutere della comparsa del simbolo fallico sulla schermata di <em>Zoom</em>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I temibili gruppi Whatsapp</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Devo aprire una parentesi: la definizione di <em>chat delle mamme </em>non è mia e non la userei se la ritenessi un’espressione velatamente sessista.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/chat.mamme_-e1589363794181.jpg?resize=263%2C266&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-917" width="263" height="266" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/chat.mamme_-e1589363794181.jpg?w=375&amp;ssl=1 375w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/chat.mamme_-e1589363794181.jpg?resize=297%2C300&amp;ssl=1 297w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>chat delle mamme</em> è chiamata così anche se ci sono iscritti dei papà; dev’essere definita in questo modo per effetto di un dato statistico e cioè che sulla chat di <em>Whatsapp</em> (per ora non ho notizie di chat delle mamme su <em>Telegram</em> o su <em>Signal</em>) scrivono quasi esclusivamente le mamme. I papà vi sono inseriti forzatamente, nel caso di separazione, o per vendetta di altri papà («<em>Ci hanno messo me, devi esserci anche tu!</em>»), ma nella maggior parte dei casi si riconoscono per il loro silenzio o per le risposte, dense di significato, del tipo: sì, no, ok o l’emoticon con il pollice in alto…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente i papà silenziano le notifiche dopo l’arrivo dei primi dieci messaggi per nanosecondo e lo fanno con scuse bieche, quali: «<em>Mi disturbano durante le riunioni, uso il telefono solo per lavoro</em>» e simili. Non è vero nulla: non sono mai disturbati dalla notifica che annuncia l’arrivo dell’ultima foto di Belen.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Le chat delle mamme hanno nomi apparentemente innocui, come «Genitori 3A», ma non fatevi ingannare&#8230;</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire se una vostra amica o collega è iscritta alla <em>chat delle mamme</em> dovete solo attendere l’ora di uscita dei bambini da scuola. Se, dopo meno di cinque minuti, sul telefono della malcapitata arriva una scarica di messaggi pressoché uguali (del tipo: «<em>Cosa si porta domani? Assegno, grazie! Niente matematica?</em>») è entrata in azione la <em>chat delle mamme</em>. Di solito, commento questa raffica di quesiti ansiogeni dicendo (a me stesso, perché temo le reazioni in chat): «<em>… e dategli il tempo di arrivare a casa a ’ste creature…</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <em>chat delle mamme</em> hanno nomi apparentemente innocui e poco fantasiosi, come «<em>Genitori 3A</em>» o, al massimo «<em>Gruppone 5D</em>», ma non fatevi ingannare: nascondono frotte di <em>haters</em>, psicopatici seriali e consumatori di ansiolitici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non divaghiamo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il processo telematico funziona (a scuola)</strong> </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, non appena è arrivata la notifica di convocazione del processo telematico – quello di classe, perché nei tribunali tutto langue in attesa del vaccino contro il coronavirus – sono andato nella stanza accanto per capire il grado di “turbamento” di mio figlio. L’ho trovato praticamente svenuto sulla tastiera del computer. Sono stato sul punto di attivare un defibrillatore per rianimarlo, ma poi è comparsa una traccia di vita quando mi ha accolto con uno sbadiglio (metacomunicazione inequivocabile circa il grado di interesse provocato dall’argomento trattato a lezione) e l’espressione del viso che significa, più o meno: «<em>papàchevuoiètuttokchepalle</em>». In sintesi, non mi è sembrato per nulla segnato dall’accaduto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=342%2C223&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-919" width="342" height="223" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=1024%2C668&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=768%2C501&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=640%2C417&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?resize=767%2C500&amp;ssl=1 767w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/zoom-schermata2.jpg?w=1242&amp;ssl=1 1242w" sizes="(max-width: 342px) 100vw, 342px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, ho comunicato a mia moglie che non avrei partecipato alla riunione su <em>Zoom</em> con la maestra, per non essere costretto a dire ciò che penso, che poi è, più o meno, quello che sto scrivendo in queste righe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per farla breve, alle tredici in punto è iniziata la riunione, introdotta dalla maestra che sembrava Antonio Di Pietro nella requisitoria sul processo a Tangentopoli: una grande chiamata in correità di tutti gli alunni e dei loro già colpevoli genitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto le mamme (c’era anche un papà, ma come ho spiegato si tratta di presenza solitamente irrilevante) si sono divise in tre gruppi: quelle che ridevano sotto i baffi (e in tempo di pandemia, con i centri estetici chiusi, non è un modo di dire), quelle che accusavano l’ignoto colpevole di maleducazione (capirai che novità!) e infine quelle che, in un crescendo rossiniano, vedevano nel gesto incriminato le avvisaglie della prossima esplosione di una mente turbata, il primo delitto di un futuro stupratore seriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è anche una quarta categoria, ovviamente assente: quella delle mamme che non partecipano a questo genere di dibattiti, dicendo che sono al lavoro, hanno la riunione a scuola dell’altro figlio e scuse simili; di solito sono le più simpatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il “processo” è durato circa quarantacinque, interminabili, minuti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Una chat dei papà verrebbe chiusa perché inutilizzata o per intervento della Buoncostume</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, io ho scambiato qualche messaggio con alcuni papà, messaggi individuali, in quanto non esiste una chat dei papà: verrebbe chiusa perché inutilizzata o, al contrario, per intervento della Buoncostume.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I papà, al massimo, possono organizzare un gruppo per andare alla partita e poi, per qualche giorno, approfittare dell’indirizzario per scambiarsi battute grevi e foto oscene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dallo scambio con i “colleghi” è emerso che, con la solita mancanza di fantasia, la pensiamo tutti allo stesso modo e cioè che in fondo un “pisello” sulla lavagna (seppur digitali, sia l’uno che l’altra) non ha mai provocato alcun danno e che se a dieci anni un bambino o una bambina ancora si sconvolge, delle due l’una: o ha un problema o è un grande attore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È emersa anche un’interessante indagine statistica. Dai disegnatori di “piselli” sono venuti fuori scienziati che lavorano al Cern di Ginevra, economisti di fama mondiale, medici di Emergency… I più bravi, quelli che camuffavano il pisello dentro un viso da coniglio, con tanto di orecchie, oggi disegnano graphic novel che vendono milioni di copie…</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Se mio figlio fa filone, non mi avvisate</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Taglio corto. Non farei un dramma se sulla lavagna virtuale compare un “pisello” o qualche frase di troppo sulle abitudini sessuali dell’insegnante. La scoperta del sesso, l’arrivo della pubertà iniziano così e la scuola fa semplicemente la sua parte, quella di sempre… Crea l’occasione. Al di là dei tanti meriti che richiederebbero ben altre risorse e fiducia, la scuola è innanzitutto un “luogo”, dove si impara a conoscere se stessi e gli altri: è una società in miniatura. E io nella società temo gli ipocriti quanto (forse più de) i volgari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un’ultima ragione che mi porta a essere così tollerante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accolgo in genere con entusiasmo le novità tecnologiche, ma alcune innovazioni che riguardano la scuola generano in me un’istintiva diffidenza.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="728" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=980%2C728&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-928" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=1024%2C761&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=300%2C223&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=768%2C571&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=640%2C476&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?resize=672%2C500&amp;ssl=1 672w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/registro.archimede-1.png?w=1135&amp;ssl=1 1135w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="wp-block-heading">Mi lasciano perplessi i diari elettronici: perché deresponsabilizzano. Non diventi autonomo se a casa c&#8217;è qualcuno che prende l&#8217;assegno per te</h3>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi lasciano perplesso i diari elettronici, perché deresponsabilizzano: se non hai preso bene l’assegno sono problemi tuoi e devi rischiare un brutto voto per la distrazione. Certo non aiuta a diventare autonomo se quando torni a casa c’è qualcuno che ha già la lista dei compiti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso con fastidio al momento in cui, tra qualche anno, dal liceo mi arriverà un messaggio sul cellulare con il quale mi avvisano che il ragazzo ha fatto <em>filone</em> (ha marinato la scuola, per intenderci, perché pare che in ogni regione si dica in modo diverso). Mi terrorizza l’idea di potere, volendo, scoprire tramite un’applicazione gps se mio figlio sta pomiciando in riva al mare o è in piazza a giocare a pallone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Crescere significa anche commettere errori, violare qualcuna delle tante regole dettate dagli adulti, ma soprattutto conquistare, un pezzo alla volta, un po’ di libertà. E un controllo costante e pervasivo non serve a far crescere più sicuri i nostri figli, ma solo a renderli meno attenti (tanto c’è chi controlla…) e più vulnerabili (tanto c’è sempre chi veglia su di me…).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per concludere: ben venga un “pisello” alla lavagna se dietro quel disegno – ché è già triste debba essere digitale, disegnato da anonimi pixel, e non tracciato con “stile” personale strisciando un gessetto – dietro quel gesto di ribellione si nasconde una persona che dice la sua, semmai esprime noia ma, almeno, non sta zitto e fermo… a subire ogni lezione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio/">Il giallo del pisello digitale nella scuola virtuale di mio figlio</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/il-giallo-del-pisello-digitale-nella-scuola-virtuale-di-mio-figlio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">906</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
