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	<title>Covid 19 Archivi |</title>
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	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
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	<title>Covid 19 Archivi |</title>
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		<title>L&#8217;app&#8230;(arenza) inganna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Umberto Gargiulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2020 09:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Excursus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho scaricato l’app Immuni. Sperando che serva a qualcosa. Ma gli italiani hanno molti dubbi. Ogni giorno clicchiamo centinaia di volte su "accetta", senza leggere le informative sulla privacy, ma di "Immuni" non ci fidiamo. Forse temiamo che scoprano che, mentre chiediamo scuole più moderne e servizi più efficienti, evadiamo il fisco. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/lapp-arenza-inganna/">L&#8217;app&#8230;(arenza) inganna</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho scaricato l’app <em>Immuni</em>. Sperando che serva a qualcosa. Sì, perché in giro non vedo molta voglia di fare altrettanto e poi gli esperti hanno detto che se non la scarica almeno il 60% degli italiani non serve a nulla…</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero che hanno detto anche il contrario… Ed è vero che poi non hanno detto più nulla…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora sto aspettando che il prof. Zangrillo dica che per tracciare il virus basta aprire <em>Spotify</em> e scaricare <em>We Will Rock You</em> dei Queen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vabbè, intanto io faccio la mia parte.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1206" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Immuni.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho scaricato la app &#8220;Immuni&#8221; sperando che serva a qualcosa. I colori non mi piacciono. Non mi chiede foto, età. Ma i miei dati chi li gestirà? I servizi segreti? </p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il 60% degli italiani? Ma questa percentuale considera il fatto che molti non hanno uno smartphone? Conteggia anche mia madre, che osserva il suo cellulare con la stessa diffidenza di un capo Apache dinanzi al treno a vapore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È con questi dubbi che scarico l’applicazione. I colori non mi piacciono, ma fa niente. Non mi chiede foto, età … Mah!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono due mesi che se ne parla e ho sentito molti diffidenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo alcuni c’è un problema di privacy, secondo altri il vero tema è chi gestirà questa enorme mole di dati. E sarà vero che li cancelleranno? E i servizi segreti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande legittime, per carità, se a porcele non fossimo noi (lo so, questa frase l’ho detta come Titina De Filippo in <em>Totò, Peppino e i fuorilegge</em>): noi che ogni giorno diamo decine di consensi, clicchiamo centinaia di volte su “accetto”, senza neppure leggere l’informativa in tema di <em>cookies</em> (che avendo il nome di un biscotto al cioccolato non ci spaventano affatto): del resto chi ha il tempo e la vista per leggere due pagine, in carattere punto 6, di notizie tecniche incomprensibili sull’utilizzo dei nostri dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restiamo solo vagamente sorpresi quando, di tanto in tanto, il nostro telefono ci consiglia un ristorante di sushi o la pizzeria che ha appena aperto in zona. Giusto il tempo di domandarci: come avrà fatto a sapere che avevo voglia di una margherita…?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="653" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=980%2C653&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1217" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=1024%2C682&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=640%2C427&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?resize=750%2C500&amp;ssl=1 750w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/mobile-phone-1917737_1280.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ogni giorno clicchiamo centinaia di volte su &#8220;accetto&#8221; senza leggere le informative sulla privacy, regalando i nostri dati ad agenzie di viaggi e Pornhub. invece con &#8220;immuni&#8221; siamo diffidenti</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il dubbio (non è un vero e proprio timore) dura pochi secondi. «È la tecnologia, bellezza!», ripetiamo a noi stessi. E giù a cliccare altri consensi, a spargere in giro altre informazioni, notizie che dicono come la pensiamo, cosa ci piace, cosa ci fa paura, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto sento ragionare di sfiducia nella gestione dei dati da parte di persone che, nello stesso tempo, non hanno difficoltà a regalarli a siti di viaggi, all’applicazione che consiglia agriturismi, per non parlare delle visite a <em>Pornhub</em>: ma questo non lo ammetterà quasi nessuno, salvo chiedersi chi sono i 44 miliardi di accessi del 2019. Probabilmente li ha fatti tutti quel porco del piano di sopra!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così, tra un’ipocrisia e l’altra, continuiamo allegramente a far funzionare la tecnologia, entusiasti di fronte alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. Io tra questi, per carità. Del resto sono anni che vedo il bicchiere mezzo pieno, non accetterò mai di riconoscere come distopico un futuro nel quale una tecnologia che gestisce masse di informazioni (i c.d. <em>big data</em>, che detta così fa anche più figo), asseconda e anticipa i miei desideri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse c’è anche un’altra paura: siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e… evasori fiscali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non temete, non sarà così che scopriranno che chiedete una scuola più moderna, una sanità più efficiente, trasporti più veloci, ma poi avete un ISEE che vi consente di mettervi in fila a ricevere i buoni-pasto per indigenti. Non sarà con l’<em>app</em> del coronavirus che vi beccheranno a denunciare al fisco un fatturato di 8.000 euro l’anno e dichiarare alla <em>Vita in diretta</em> che ne avete persi 20.000 solo nell’ultimo mese. A fregarvi potrebbero essere proprio le ricerche su Tripadvisor, le prenotazioni su Just Eat, le visite al sito della concessionaria. Comunque nessuno le andrà a verificare, state tranquilli, sarebbe troppo facile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di questo, però, non parliamo volentieri. Di <em>Immuni</em> e della sua pericolosità, invece, discorrono in tanti. Se ti permetti di obiettare che in quel caso, però, è lo Stato (il Ministero della Salute) che gestisce le informazioni, il viso dell’interlocutore ti guarda come se avessi 8 anni e sembra quasi dire: appunto!</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="626" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=980%2C626&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1208" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=1024%2C654&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=768%2C491&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=640%2C409&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?resize=782%2C500&amp;ssl=1 782w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/anonymous-4165613_1280.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ma non temete. Non sarà con &#8220;Immuni&#8221; che scopriranno che, mentre chiedete una scuola più moderna o sanità e trasporti più efficienti, evadete il fisco</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, forse il problema è proprio questo. Del resto perché dovremmo fidarci di uno Stato che in questi settant’anni ce ne ha fatte vedere di tutti i colori. Se a Via Fani, come si legge negli atti di una commissione parlamentare d’inchiesta, c’erano “anche” le Brigate Rosse; se dopo la morte del generale Dalla Chiesa la sua cassaforte in Prefettura fu svuotata mentre il corpo era ancora in strada; se abbiamo avuto fedeli servitori in divisa che discutevano con i capi-mafia di quanto fossero ragionevoli le richieste contenute nei loro pizzini. E si potrebbe andare avanti per diverse pagine. Pochi giorni fa, poi, abbiamo festeggiato pure 40 anni da Ustica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto, allora, è proprio questo: che del nostro Stato ci fidiamo poco, meno del sito di un ristorante o di una piattaforma per appuntamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma questo Stato, il nostro, è una Repubblica e, insomma, non è la stessa cosa. Alcune delle cose che ho ricordato si sanno perché erano uomini dello Stato quelli che hanno indagato su altri uomini dello Stato, perché mi piace pensare che Aldo Moro o Giorgio Ambrosoli, se fossero vivi, scaricherebbero l’<em>app</em> nella convinzione che alcune cose vanno fatte, semplicemente, per il bene di tutti, perché il bene di tutti non è mai la somma aritmetica del bene di ciascuno. Perché questo significa essere una Repubblica, appunto.</p>
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		<title>Esame di maturità 2020, tra Kafka e Philip K. Dick</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 17:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'esame di maturità è alle porte. Nell’impossibilità di applicare i protocolli (e per risparmiare), al ministero hanno avuto un'idea geniale: i prof dovrebbero autocertificare di non avere la febbre, di non avere avuto sintomi nei giorni precedenti l’esame, di non aver frequentato ammalati di Covid. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/esame-di-maturita-2020-tra-kafka-e-philip-k-dick/">Esame di maturità 2020, tra Kafka e Philip K. Dick</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esame di stato (la maturità), c’è grande preoccupazione nei quotidiani, nelle redazioni delle testate giornalistiche televisive: quest’anno niente titoloni sul tema d’italiano oppure per la versione di greco al classico (corso di studi che rappresenta il tre per cento delle scelte dei ragazzi ma ruba sempre i titoli di testa). Quest’anno lo scritto non si fa. Nel tempo del Covid19 tutto è diverso. Cambierà anche il ritornello della “notte prima degli esami”? Sarà una notte tranquilla?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il momento è proprio la fase dell’epidemia che desta le maggiori preoccupazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molteplici le raccolte di firme di chi, studenti e docenti, questo esame in presenza non lo vuole fare. D’altronde è lecito domandarsi: ma tutto questo entusiasmo ministeriale sulla didattica a distanza, come elemento di grande novità, come mai si spegne proprio nel passaggio cruciale?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:auto 53%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="625" height="366" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?resize=625%2C366&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1027" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?w=625&amp;ssl=1 625w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Nel tempo del Covid cambierà il ritornello della &#8220;notte prima degli esami&#8221;?</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le università italiane ce ne hanno dato dimostrazione: sessioni di laurea ed esami a distanza, senza pensarci troppo su. I burocrati del ministero smentiscono loro stessi. Si potrebbe pensare che i docenti siano dei fifoni e che non vogliono l’esame in presenza per banale paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A parte la doverosa constatazione che il “parco” docenti italiano è tra i più vecchi del mondo (quindi maggiormente a rischio), quel che più infastidisce gli insegnanti è il fatto che si sentono presi in giro per l’ennesima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’applicazione dei protocolli di sicurezza, se ci fosse stata la volontà di allinearsi a quelli imposti agli altri luoghi di lavoro, avrebbe comportato delle spese, cosa alla quale i vari governi si dimostrano allergici: da decenni a questa parte la scuola è il luogo dove, quando va bene, non bisogna investire e, quando va male, bisogna tagliare (vedi Gelmini e altri).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?resize=260%2C164&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1029" width="260" height="164" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?resize=300%2C189&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che dà fastidio è il gioco dello scaricabarile. Nell’impossibilità di applicare rigorosamente i protocolli, al ministero si sono inventati l’Autodichiarazione: si dovrebbe autocertificare di non avere la febbre (così risparmio sulla misurazione in presenza), di non avere avuto sintomi pericolosi nei giorni precedenti l’esame, di non essere entrati in contatto, per quanto a conoscenza del povero docente, con persone che avevano sintomi Covid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È chiaro a tutti che, a questo punto, è entrato in scena Kafka. Qualcuno si chiede:</p>



<p class="wp-block-paragraph">a) nel caso in cui si presenti un docente un po’ burlone che dichiarasse di aver avuto 37,5 di febbre due giorni prima cosa accadrebbe? Il presidente dovrebbe bloccare l’esame e sostituirlo e, con i chiari di luna che corrono, se ne passerebbe una settimana;</p>



<p class="wp-block-paragraph">b) come si fa a dichiarare di non aver incontrato alcun infetto se in giro ci sono gli asintomatici? Lo stesso docente burlone potrebbe apporre la seguente firma in calce: il sottoscritto dichiara che, molto probabilmente, nome e cognome sono proprio i suoi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi appello ai lettori: vi appare normale tutto ciò?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="641" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=980%2C641&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1054" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=1024%2C670&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=768%2C502&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=1536%2C1005&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=640%2C419&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=764%2C500&amp;ssl=1 764w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="has-text-align-right wp-block-heading">Qualcuno svolgerà indagini per scoprire se nel passato il prof ha avuto la febbre, tornando indietro con la macchina del tempo</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">L’opposizione dei docenti a questa trovata del ministero nasce per salvaguardare la propria dignità: si sono laureati, qualcuno ha fatto dottorati, si è specializzato (master, seminari, webinar e non webinar), ha superato concorsi e controconcorsi per fare cosa? Autocertificare ciò che è incertificabile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il docente dichiara: due giorni fa ho avuto la febbre, chi svolgerà le indagini nel passato per sapere se dice la verità? Chi misurerà nel presente la febbre del docente dopo due giorni? Ecco che da Kafka si passa alla fantascienza: la soluzione è semplice, direbbe Philip K. Dick, basta procurarsi una macchina del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivato fin qui, e per ragioni di brevità, non ho nulla da aggiungere se non farvi notare che tutto è stato architettato per risparmiare sui test sierologici e sui termometri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A voi il giudizio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Modello-autodichiarazione-5-pdf.jpg?resize=196%2C277&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1047" width="196" height="277"/></figure></div>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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