<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giancarlo Meo, Autore presso</title>
	<atom:link href="https://www.expost.blog/author/giancarlo-meo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.expost.blog/author/giancarlo-meo/</link>
	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Jul 2026 18:25:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/cropped-site-Icon-512x512-bluette.OK_.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Giancarlo Meo, Autore presso</title>
	<link>https://www.expost.blog/author/giancarlo-meo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">175323120</site>	<item>
		<title>Il produttore intransigente</title>
		<link>https://www.expost.blog/il-produttore-intransigente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-produttore-intransigente</link>
					<comments>https://www.expost.blog/il-produttore-intransigente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Meo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[dialoghi non doppiati]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Post]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[inseguimenti al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[produttore cinematografico]]></category>
		<category><![CDATA[scene al buio]]></category>
		<category><![CDATA[scritte di un film illeggibili]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1909</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scene al buio, dialoghi non doppiati, inseguimenti e scritte finali: ecco un breve elenco delle scelte dei registi che risultano incomprensibili agli spettatori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-produttore-intransigente/">Il produttore intransigente</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sono un cinefilo e spesso mi trovo &#8211; come tanti &#8211; a subire scelte dei registi che trovo incomprensibili. E ho pensato di stilare un breve elenco di quegli aspetti nella realizzazione di un film su cui sarei intransigente se fossi un produttore:</p>



<h3 class="wp-block-heading">SCENE AL BUIO</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni film si sceglie di girare numerose scene al buio per rendere più realistica la vicenda o, più spesso, per creare un ambiente di suspense. È ovvio che il buio stimoli certi angoli della nostra mente collegati alla paura, probabilmente perché i residui del nostro istinto animale ricordano che molti predatori cacciano di notte, ed è quindi probabile che il regista adotti questo espediente tecnico con quel preciso obiettivo. Il problema è che un film è arte visiva e, se non si vede niente, difficilmente si potrà seguire lo sviluppo della trama e avere una qualsiasi reazione emotiva. Magari un’illuminazione artificiale potrebbe risultare poco realistica in certi contesti, ma è forse meglio che lo spettatore segua con difficoltà quello che succede? Tra l’altro, né Hitchcock né Brian De Palma, i principali maestri della suspence, ricorrevano a scene girate al buio pesto per mettere paura: se sei bravo, la tensione la crei anche in piena luce.</p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="624" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=980%2C624&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1007 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=1024%2C652&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=300%2C191&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=768%2C489&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=640%2C407&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?resize=785%2C500&amp;ssl=1 785w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Hitch1copia.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Hitchcock e Brian De Palma non ricorrevano a scene girate al buio pesto per mettere paura: se sei bravo, la tensione la crei anche in piena luce</p>
</blockquote>
</div></div>



<h3 class="wp-block-heading">DIALOGHI NON DOPPIATI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa è una pecca in particolare di alcuni film italiani alla ricerca del realismo, come ad esempio in alcune pellicole di Pupi Avati. In moltissimi film le scene con dialoghi sono doppiate in post produzione, per rendere il suono pulito e perfettamente comprensibile. Alcuni registi però ritengono che i dialoghi in presa diretta siano più naturali. Una considerazione condivisibile, a patto che nel cast ci siano Vittorio Gassman o Arnoldo Foà, attori con impostazione teatrale in grado di scandire le battute e tenere al tempo stesso il tono della voce abbastanza alto da essere perfettamente comprensibile anche per lo spettatore seduto in ultima fila. Quando la presa diretta viene adottata in film nei quali recitano attori alle prime armi, se non addirittura semi-professionisti, intere battute &#8211; magari fondamentali per lo sviluppo dei personaggi o per la comprensione della trama – potrebbero risultare del tutto incomprensibili, a meno di non disporre dei sottotitoli. &nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading">INSEGUIMENTI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chiunque abbia visto almeno un film d’azione, soprattutto made in Usa, ha dovuto assistere ad un inseguimento in auto più o meno catastrofico che può coinvolgere dalle 2 alle 500 auto (il record è di un film della serie Transformer con 532 auto danneggiate in un’unica sequenza). Solitamente, inoltre, buona parte dell’inseguimento avviene nella corsia di marcia opposta. Trattandosi di uno standard usato in centinaia di film, anche adottando le più avanzate tecnologie digitali, un inseguimento che superi i 3 minuti – a meno che non sia il primo film del genere che vedi in vita tua &#8211; diventa francamente noioso e appare un semplice pretesto per riempire tempo, senza aggiungere niente alla narrazione o all’emozione. Poco cambia che ad inseguirsi siano auto, camion, moto, slitte o astronavi, o che gli stuntman sporgano quasi interamente dai finestrini o salgano in piedi sul tetto del veicolo: al quarto minuto di inseguimento parte lo sbadiglio o si cerca il tasto per andare avanti velocemente….</p>



<div class="wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Un inseguimento che superi i 3 minuti diventa noioso. Al quarto minuto parte lo sbadiglio o si cerca il tasto per andare avanti velocemente</p>
</blockquote>
</div><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="606" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/07/Schermata-2026-07-14-alle-20.10.17.png?resize=980%2C606&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1915 size-full"/></figure></div>



<h3 class="wp-block-heading">SCRITTE FINALI</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è l’aspetto più irritante di tutti, in grado di cambiare il giudizio su un film che magari era stato molto bello. In qualche caso, soprattutto quando è tratto da una storia vera, alla fine del film, poco prima che scorrano i titoli di coda, appaiono delle scritte che spiegano allo spettatore l’evoluzione della storia. In effetti, è più che lecito pretendere di sapere quale sia stato l’epilogo di una vicenda alla quale si sono dedicate quasi 2 ore della propria vita, anche quando il regista ha deciso di farcelo conoscere non con immagini in movimento ma con scritte esplicative. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero mistero, però, è perché queste scritte, decisive, siano alternativamente o contemporaneamente: troppo piccole, troppo veloci, troppo sintetiche. Si potrebbe avere almeno il buon gusto di informare lo spettatore con scritte a caratteri sufficientemente grossi da essere leggibili per una popolazione mediamente anziana e che appaiano sullo schermo per una durata sufficiente a consentirne la lettura integrale. E passi quando il film lo vediamo in tv, sul tablet o sul pc, e possiamo mettere in pausa per poter leggere su un fermo immagine, ma per il cinema non c’è nessuna scelta artistica o espediente tecnico che tenga: si tratta di incuria e mancanza di rispetto per lo spettatore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se fossi un produttore, bloccherei l’uscita di un film finché le scritte finali non fossero rese sufficientemente leggibili per tutto il tempo necessario ad un bambino di seconda elementare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-produttore-intransigente/">Il produttore intransigente</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/il-produttore-intransigente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1909</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Diego come Prometeo, portatore di luce punito dagli dei</title>
		<link>https://www.expost.blog/diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei</link>
					<comments>https://www.expost.blog/diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Meo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 18:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[D10s]]></category>
		<category><![CDATA[Diego]]></category>
		<category><![CDATA[Efesto]]></category>
		<category><![CDATA[Epimeteo]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Kapadia]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[miracoli]]></category>
		<category><![CDATA[Prometeo]]></category>
		<category><![CDATA[Titano]]></category>
		<category><![CDATA[Vesuvio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1350</guid>

					<description><![CDATA[<p>In molti hanno sempre considerato Maradona alla stregua di una divinità. Ma quale? Probabilmente, quella che ha più punti di contatto con Diego è il Titano Prometeo [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei/">Diego come Prometeo, portatore di luce punito dagli dei</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In molti hanno sempre considerato Diego Maradona alla stregua di una divinità, a maggior ragione dopo la sua morte: in Argentina c’è la Chiesa Maradoniana, a Napoli si trovano vari tabernacoli a lui dedicati nelle strade del centro, in tutto il mondo semplicemente si trasforma il soprannome “El Diez” in “D10S”.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma che tipo di divinità può essere uno che faceva indubbiamente dei miracoli in campo, ma senza mai rinunciare al proprio lato umano? Probabilmente la divinità che ha più punti di contatto con Diego è il Titano Prometeo, figura della mitologia greca, un dio che avrebbe potuto godere tranquillamente del suo status, ma preferisce invece lottare a favore degli uomini finendo per inimicarsi gli dei. Il primo punto di contatto è la dualità del Titano rispetto al suo gemello Epimeteo, con gli stessi nomi a rilevare le qualità dei due fratelli: Prometeo è “colui che riflette prima”, il gemello è “colui che riflette dopo”, cioè agisce con avventatezza. Nel film di Kapadia è ben spiegato il dualismo tra Diego, un giovane ragazzo povero che trova nel calcio la possibilità di comprare una casa ai genitori e mettere su famiglia e il suo alter ego Maradona, il divo mondiale conteso da tutti e da cui tutti vogliono ottenere qualcosa, finendo per rovinargli la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo episodio in cui Prometeo si schiera dalla parte degli uomini è un banchetto a cui l’umanità è invitata a partecipare insieme agli dei: in questa occasione Prometeo nasconde le parti migliori di un bue nella pelle avvizzita e copre le ossa con grasso lucente, per trarre in inganno Zeus, che infatti sceglie le ossa e lascia inconsapevolmente la carne agli uomini. Come non vedere un’analogia di questo episodio con la famosa “mano de dios”, che irride il potente Impero Britannico che ha occupato le Malvinas e vendica i caduti argentini con l’unica arma a disposizione di una nazione più debole, l’astuzia? È proprio in seguito a questo episodio che Zeus infuriato decide di punire gli uomini togliendo loro il fuoco e condannandoli a una vita al buio e al freddo. Prometeo, ancora una volta incurante delle conseguenze delle sue azioni, si reca di nascosto nell’antro di Efesto (il dio Vulcano della mitologia romana che rimanda naturalmente al Vesuvio) per rubare una scintilla e portarla agli uomini, donando loro l’accesso al fuoco. Quando Zeus si accorge del furto e dell’affronto che gli è stato fatto punisce Prometeo facendolo incatenare ad una roccia, mentre un’aquila gli divora il fegato che ricresce di notte per prolungare il supplizio in eterno.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 46%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="344" height="463" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/Maradona-BN.jpg?resize=344%2C463&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1354" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/Maradona-BN.jpg?w=344&amp;ssl=1 344w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/Maradona-BN.jpg?resize=223%2C300&amp;ssl=1 223w" sizes="(max-width: 344px) 100vw, 344px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Come Prometeo, che ruba una scintilla ad Efesto per donare il fuoco agli uomini, Maradona ruba agli dei la scintilla della sua abilità restituendo all&#8217;umanità il fuoco del divertimento</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le analogie con Maradona sono davvero molte: la divinità del calcio che ruba agli dei la scintilla della sua abilità sublime e restituisce all’umanità il fuoco del divertimento, ma anche l’orgoglio agli argentini dopo la sconfitta delle Malvinas e ai napoletani la voglia di rivincita dopo gli anni bui del post terremoto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma come in tutte le tragedie greche l’eroe è vittima del fato e delle proprie scelte. E così come per Prometeo, nonostante le migliori intenzioni, la vita professionale e umana di Maradona è stata una continua serie di cadute seguite da incredibili risalite, proprio come un fegato divorato che miracolosamente ricresce, in un supplizio senza fine. Il passaggio celebrato al Barcellona, una delle squadre più forti d’Europa, seguito da una serie di interruzioni, prima per un’epatite virale e poi con la caviglia magica, la sinistra, devastata da un fallo criminale di un difensore dell’Athletic Bilbao. Il recupero a tempi record e poi la definitiva rottura con l’ambiente catalano nel quale non si era mai sentito a proprio agio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni nel Napoli e nella Nazionale argentina le grandi vittorie costellate da mille piccoli infortuni, sempre rattoppati con infiltrazioni di antidolorifici, perché doveva sempre essere in campo, anche azzoppato, per far paura agli avversari e regalare magie anche da fermo. La lotta contro il proprio metabolismo e le proprie dipendenze ed i continui recuperi di forma, ogni volta che si avvicinava un mondiale, con un’incredibile forza di volontà che prevaleva sulla natura e la debolezza del corpo.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Diego Maradona è il più grande ed il più amato degli eroi epici moderni perché ha vinto sempre “nonostante”</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il ritiro mille cadute, l’obesità, un infarto, l’artrosi, un edema subdurale e ogni volta la forza di rinascere, di rialzarsi e ripartire da una nuova sfida. Diego Maradona è il più grande ed il più amato degli eroi epici moderni perché ha vinto sempre “nonostante”: nonostante non giocasse nelle squadre più forti, nonostante gli infortuni, nonostante le dipendenze, nonostante i limiti del proprio corpo. E come i miti greci è amato proprio perché unisce divinità a umanità, virtù a vizio, vittoria a sconfitta, con la capacità di rialzarsi da tutte le cadute, tranne dall’ultima del 25 novembre 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il mito di Prometeo è ripreso anche da Leopardi nell’operetta morale “La scommessa di Prometeo”, in cui il Titano scommette con il suo amico Momo, sostenendo che il genere umano sia la migliore opera mai realizzata dagli dei e per provarlo si reca in cinque luoghi del mondo abitato alla ricerca delle prove che l’uomo è la più perfetta creatura dell’universo. Purtroppo, dopo aver visitato solo tre dei cinque luoghi stabiliti, Prometeo paga la scommessa all’amico, di fronte all’evidenza della pochezza del genere umano. È un po’ come se Maradona avesse avuto la possibilità di leggere in questi giorni certi vigliacchi commenti sulla sua vita da parte di molti che neanche lo hanno mai conosciuto, ma si arrogano comunque il diritto di emettere sentenze senza appello, dal loro rancoroso e misero pulpito, solo per dare un minuto di notorietà alle loro squallide vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie Diego, Titano del calcio, per aver rubato per noi la scintilla, grazie per averci donato il fuoco e perdonaci per non aver mai capito fino in fondo il terribile supplizio a cui sei stato condannato da divinità ingiuste, infuriate perché eri sempre dalla parte dei più umani degli uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei/">Diego come Prometeo, portatore di luce punito dagli dei</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/diego-come-prometeo-portatore-di-luce-punito-dagli-dei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1350</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Tutina, una vera piaga sociale</title>
		<link>https://www.expost.blog/il-tutina-una-vera-piaga-sociale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-tutina-una-vera-piaga-sociale</link>
					<comments>https://www.expost.blog/il-tutina-una-vera-piaga-sociale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Meo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 14:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[ciclista]]></category>
		<category><![CDATA[ciclisti]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[Merckx]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi-Roubaix]]></category>
		<category><![CDATA[Tour de France]]></category>
		<category><![CDATA[tutina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1150</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune regioni d’Italia, soprattutto nei mesi estivi, sono preda di una terribile piaga che rende meno gradita la bella stagione ad automobilisti e pedoni: il ciclista in tutina. Appassionati di ciclismo, che appena il clima lo consente indossano una tutina aderente con tutti gli sponsor possibili come se fossero al Tour de France e scorrazzano liberi, da soli o in gruppo [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-tutina-una-vera-piaga-sociale/">Il Tutina, una vera piaga sociale</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcune regioni d’Italia, soprattutto nei mesi estivi, sono preda di una terribile piaga che rende meno gradita la bella stagione ad automobilisti e pedoni: il ciclista in tutina. Intendiamoci, non si tratta di quegli eroi che vanno a lavorare o in generale si spostano in bici, per motivi ecologici, salutistici o per l’impossibilità economica di permettersi un’auto. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi riferisco invece a quegli appassionati di ciclismo, che appena il clima lo consente indossano una tutina aderente con tutti gli sponsor possibili come se fossero al Tour de France e scorrazzano liberi per le strade statali o provinciali, da soli o in gruppo: per semplicità chiameremo questo fenomeno “il tutina”, visto che è questo connotato che lo distingue dagli altri ciclisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Comportamento in natura del ciclista della domenica</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutina spesso odia indistintamente pedoni ed automobilisti, in quanto rappresentano degli inopportuni ostacoli alla sua attività sportiva, dimenticando che questi si spostano per necessità e non per hobby o piacere. Il tutina solitamente non rispetta il codice stradale: non scende dalla bici se passa sulle strisce pedonali, raramente rispetta la precedenza, si ritiene il padrone incontrastato delle rotatorie.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:auto 48%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="676" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=980%2C676&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1158" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=1024%2C706&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=300%2C207&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=768%2C530&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=640%2C442&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?resize=725%2C500&amp;ssl=1 725w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Ciclisti3.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il tutina è intimamente convinto di trovarsi alla Parigi-Roubaix e scambia gli insulti dei pedoni per incitamenti</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi comportamenti non derivano però da inciviltà o da irresponsabilità: il tutina è intimamente convinto di trovarsi alla Parigi-Roubaix, per cui ritiene inconsciamente di essere seguito dall’ammiraglia e che le strade siano state appositamente chiuse al traffico per la sua performance, tanto che &nbsp;a volte scambia gli insulti dei pedoni per incitamento della folla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mai provare a far notare ad un tutina che le piste ciclabili, pagate con le nostre tasse, hanno quell’aggettivo per un motivo preciso: è per lui un’offesa sanguinosa, come se gli proponeste di aggiungere le rotelline per bambini alla sua bici da 6.000 euro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una vita tra sogno e realtà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Indubbiamente avendo speso tanto per l’attrezzatura e l’abbigliamento è comprensibile che voglia praticare il suo sport nelle condizioni “ottimali” che gli consentano di emulare i suoi idoli: però è un po’ come se un appassionato di tennis acquistasse il completo originale con tanto di sponsor di Federer, una racchetta da qualche migliaio di euro e posizionasse la rete lungo lo spartitraffico tra le due corsie di una strada cittadina, incurante del traffico, solo perché si trova più a suo agio a giocare sulle superfici veloci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure tutto ciò che richiama l’attenzione del tutina alla cruda&nbsp; realtà, in particolare ai pericoli a cui espone se stesso e gli sventurati che lo trovano sul proprio cammino, è concepita come una fastidiosa interferenza al suo mondo onirico: un po’ come se di domenica mattina veniste bruscamente svegliati mentre sognate di stappare champagne circondati da avvenenti vallette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo credo che le reazioni del tutina anche ai richiami più civili siano spesso iraconde e risentite, semplicemente perché forse non vuole risvegliarsi dal sogno consolatorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimostrazione della condizione di parziale sanità mentale del tutina quando inforca la bici è che appena ne è sceso ritorna ad essere una persona assolutamente gentile e ragionevole, come può testimoniare chiunque ne conosca almeno un esemplare.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il mistero del tutina feriale</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno potrebbe ritenermi semplicemente invidioso per la mia condizione di pigro cronico verso chi fa una vita sana: ammetto francamente di provare invidia per tanti sportivi, ma sicuramente non per chi accetta di sedere per chilometri su quei sellini degni dell’inquisizione spagnola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se comunque il tutina si limitasse a circolare nel weekend tutto sommato la cosa sarebbe accettabile: traffico ridotto, nessuna particolare fretta, la giusta esigenza di una vita sana all’aperto. Ma il vero mistero è il tutina feriale: lo si trova dal lunedì al venerdì ad aggredire qualunque strada, possibilmente quelle più strette ed ovviamente negli orari meno caldi della giornata, cioè quando gli automobilisti vanno o tornano dal lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio pensi che si tratti di semi-professionisti in allenamento, ma quando li sorpassi imprecando ti rendi conto dal notevole girovita e dai capelli bianchi che spesso si tratta di pensionati, gente che potrebbe godersi in tanti modi il meritato tempo libero, ma predilige quello che mette più seriamente alla prova il sistema nervoso degli automobilisti.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:46% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1155" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/ciclisti2.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il tutina peggiore è quello che si sposta in gruppo occupando l&#8217;intera corsia stradale e accoglie i clacson come un disturbo</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma si è mai visto un Tour de France a cui partecipasse un unico ciclista? Veniamo così al tutina peggiore, quello che si sposta in gruppo, possibilmente occupando l’intera corsia stradale. Anche in questo caso l’uso del clacson viene accolto come un disturbo inopportuno ad una competizione di livello internazionale cui si ha il privilegio di assistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In queste occasioni, dopo tutto il tempo passato ad aspettare il momento più opportuno per il sorpasso, esplorando nuovi confini dell’imprecazione, confesso che spesso mi accorgo di avere il parabrezza sporco subito dopo aver sopravanzato il gruppo: a questo punto non resisto alla tentazione di azionare gli ugelli spruzzatori per dispensare generosamente il detersivo lavavetri, che in modo del tutto accidentale supera in parte l’auto, fornendo un opportuno refrigerio saponato agli eroi in tutina….</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che Eddie Merckx mi perdoni!!!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/il-tutina-una-vera-piaga-sociale/">Il Tutina, una vera piaga sociale</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/il-tutina-una-vera-piaga-sociale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1150</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La fila giusta in aeroporto: mai stare dietro a donne con stivali borchiati</title>
		<link>https://www.expost.blog/la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati</link>
					<comments>https://www.expost.blog/la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo Meo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 22:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Excursus]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[aereoporto]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[fila]]></category>
		<category><![CDATA[George Clooney]]></category>
		<category><![CDATA[napoletano]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[stivali borchiati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.expost.blog/?p=615</guid>

					<description><![CDATA[<p>George Clooney in “Tra le nuvole” è un business man sempre in viaggio, che quindi ha maturato una notevole esperienza in fatto di aeroporti. A un certo punto il protagonista dà consigli sulla fila da scegliere nei controlli di sicurezza, basandosi sulle tipologie di persone presenti in fila [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati/">La fila giusta in aeroporto: mai stare dietro a donne con stivali borchiati</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>George Clooney in “Tra le nuvole” (“Up in the air”) è un business man sempre in viaggio, che quindi ha maturato una notevole esperienza in fatto di aeroporti. A un certo punto il protagonista dà consigli sulla fila da scegliere <strong>nei controlli di sicurezza</strong>, basandosi sulle tipologie di persone presenti in fila e concludendo che la fila da preferire è quella in cui ci sono viaggiatori coreani, sempre rapidi ed efficienti nell’affrontare i controlli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe pensare che chi viaggia per motivi diversi da quelli di lavoro non abbia particolare fretta e quindi non faccia questo tipo di analisi per accelerare i tempi. Ma io sono napoletano. Contrariamente allo stereotipo del napoletano con approccio filosofico della vita, che apprezza i ritmi lenti e deride chi vive sempre di corsa, il napoletano vero è anche frettoloso, irrequieto e decisamente insofferente a file e semafori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi non è di Napoli forse non sa che quando sei fermo al semaforo rosso (sì, contrariamente alla vulgata, a Napoli si rispetta il rosso), immancabilmente senti il clacson di chi è in coda dietro te appena scatta il verde. Anzi in realtà, dove la visibilità dell’incrocio lo consente, il colpo di clacson parte già quando diventa rosso il semaforo di chi viene dall’altro lato dell’incrocio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il napoletano vero (vi assucuro) è frettoloso, irrequieto e decisamente insofferente a file e semafori</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Tralascerò l’enorme inventiva di chi cerca qualunque scusa, anche la più improbabile, per guadagnare anche solo un posto in fila alle Poste o dal medico. È una apparente contraddizione, ma in realtà contraddizione non è. La vita è fatta di momenti in cui siamo noi a scegliere cosa fare e di momenti in cui decidono le circostanze. Il napoletano nel suo senso epicureo della vita e nella sua profonda esigenza di libertà vuole essere l’unico a decidere se e quando “perdere tempo”, anche quando si stratta di perdere giusto qualche secondo in più al semaforo o in una fila.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="289" height="392" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Clloney-up-in-the-air.jpg?resize=289%2C392" alt="" class="wp-image-633" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Clloney-up-in-the-air.jpg?w=289&amp;ssl=1 289w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Clloney-up-in-the-air.jpg?resize=221%2C300&amp;ssl=1 221w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" /><figcaption>Vera Farmiga e George Clooney in una scena del film &#8220;Up in the air&#8221;</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">E qui torniamo ai viaggiatori in coda per passare i controlli di sicurezza in aeroporto. Non importa che stia viaggiando per lavoro, per visitare familiari o per turismo: quando prendo un aereo sono morbosamente attento a scegliere la fila giusta per non perdere tempo in coda e ho quindi anch’io le mie regole <strong>basate su osservazione statistica</strong>. Restano valide le categorie che in generale vanno evitate in coda: famiglie con bambini, carichi di carrozzini, biberon e altri intrugli semi-liquidi che richiedono ripetuti passaggi al metal detector; persone anziane che immancabilmente ripetono il passaggio più volte perché hanno dimenticato in tasca monete, orologi, bombe a mano, granate…</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Al controllo sicurezza, le persone anziane ripetono il passaggio perché dimenticano in tasca monete, orologi, bombe a mano&#8230;</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione alle donne con stivali borchiati, che richiedono un ulteriore passaggio, oltre ai tempi per togliere gli stivali e calzare le protezioni in plastica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fila ideale è quindi quella con molti giovani, con abbigliamento essenziale, zaino invece del trolley, scarpe da runner: in base alla composizione delle varie file bisognerà fare una media ponderata tra il numero di anziani, donne borchiate e famiglie con bambini e il gioco è fatto. Avrete risparmiato quei 40 secondi che passerete in sala d’attesa ad aspettare la partenza del volo in ritardo di 2 ore… &nbsp;</p>


<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" class="img-link"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0" src="https://i0.wp.com/i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/80x15.png?w=980&#038;ssl=1"></a><br />Quest&#8217;opera di <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="https://www.expost.blog" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL">https://www.expost.blog</a> è distribuita con Licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 4.0 Internazionale</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati/">La fila giusta in aeroporto: mai stare dietro a donne con stivali borchiati</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/la-fila-giusta-in-aeroporto-mai-stare-dietro-a-donne-con-stivali-borchiati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">615</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
