<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Napolipiù Archivi |</title>
	<atom:link href="https://www.expost.blog/tag/napolipiu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.expost.blog/tag/napolipiu/</link>
	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Feb 2022 15:19:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/cropped-site-Icon-512x512-bluette.OK_.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Napolipiù Archivi |</title>
	<link>https://www.expost.blog/tag/napolipiu/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">175323120</site>	<item>
		<title>Da Beslan a Kiev, gli occhi chiusi del mondo su Putin</title>
		<link>https://www.expost.blog/da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin</link>
					<comments>https://www.expost.blog/da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Beslan]]></category>
		<category><![CDATA[democrazie]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Napolipiù]]></category>
		<category><![CDATA[orrore]]></category>
		<category><![CDATA[Ossezia]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1563</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 3 settembre del 2004, Vladimir Putin dà l'ordine di effettuare un blitz per liberare 1.200 persone (in prevalenza bambini) tenuti in ostaggio da 32 terroristi in una scuola di Beslan. È stato appena rieletto presidente della Federazione Russa con un plebiscito e fornisce una tragica prova di determinazone e cinismo, che l'Occidente ha poi sottovalutato per quasi vent'anni. [...]  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin/">Da Beslan a Kiev, gli occhi chiusi del mondo su Putin</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«<em>Corpi straziati, bambini che urlano e fuggono nudi senza nemmeno sapere che direzione prendere, madri che portano al collo bimbi senza vita o con il corpo devastato da esplosioni, pallottole, dal crollo del tetto di un edificio o da chissà cos’altro. Il terrore è nei loro occhi che si specchiano con quelli dei padri, pieni di rabbia, disperazione e impotenza. Queste le immagini di un massacro al quale, ieri, il mondo ha assistito con orrore, e per il quale nessuno riesce a trovare una giustificazione possibile</em>.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa non è la cronaca di quello che è successo ieri in Ucraina, ma l’incipit di un articolo che scrissi in occasione della strage di Beslan del 3 settembre 2004. Ovviamente io non ero in Ossezia del Nord ma, pur seguendo la vicenda da Napoli attraverso le agenzie (ero caposervizio del quotidiano Napolipiù), quei fatti mi segnarono profondamente e non riesco a dimenticarli: per me hanno rappresentato la dimostrazione pratica dell’assurdità della “guerra”, mirabilmente descritta da Voltaire nel Dizionario filosofico.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="572" height="88" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan3.png?resize=572%2C88&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1566" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan3.png?w=572&amp;ssl=1 572w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan3.png?resize=300%2C46&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 572px) 100vw, 572px" /><figcaption>Titolo di Napolipiù del 4 settembre 2004, con bilancio provvisoro delle vttime </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quell’episodio mi è tornato alla mente guardando le immagini dell’invasione russa dell’Ucraina. Ed è tornata alla mente anche a chi, come me, in quei giorni dovette decidere cosa pubblicare e cosa non pubblicare, il caporedattore del giornale, Enzo Colimoro, che stamattina mi ha telefonato per sapere se avevo ancora in archivio quelle pagine. Ed in effetti le conservo. In quei giorni, insieme al direttore Giorgio Gradogna, agli altri colleghi della redazione (in particolare al caposervizio di cronaca, Antonio Di Costanzo), discutemmo a lungo sull’opportunità, o meno, di pubblicare le foto dei bambini che piangevano terrorizzati, mentre scappavano nudi, feriti, morti dentro. Erano dei minori, è vero, e la deontologia ci diceva di non pubblicare. Ma, guardando quelle orribili immagini, ebbi l’impressione che difficilmente la loro pubblicazione in una città lontanissima come Napoli avrebbe potuto procurare a quei bimbi un danno ulteriore. Quindi insistei molto, e alla fine le mettemmo in pagina. Fu una scelta dolorosa, ma indispensabile. Non avrei saputo inventare nessuna parola più efficace di quegli occhi smarriti, di quei corpi martoriati per raccontare l’assurdità alla quale stavamo assistendo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan1-1.png?resize=315%2C450&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1571" width="315" height="450" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan1-1.png?w=566&amp;ssl=1 566w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan1-1.png?resize=210%2C300&amp;ssl=1 210w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan1-1.png?resize=350%2C500&amp;ssl=1 350w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /><figcaption>Una delle pagine di Napolipiù del 5 settembre 2004</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Immagini che conservo non solo in archivio, ma precise nella mente. Immagini che oggi non pubblicherò, se non in piccola parte, garantendo che quelle che ometto sono molto peggiori. Non avrebbero senso oggi. Ma forse potrebbe aver senso, purtroppo, nei prossimi giorni, mostrare al mondo che cos’è davvero la guerra, quali ne sono gli effetti reali sulle persone: le cartine con i carrarmati servono per giocare al Risiko non per scuotere coscienze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma cosa successe in quei giorni? Il primo settembre, 32 terroristi (ceceni e islamici) sequestrarono circa 1.200 persone, soprattutto bambini, in una scuola di Beslan (città della regione del Caucaso appartenente alla Federazione Russa). Dopo trattative andate a vuoto, il 3 settembre, i russi entrano nella scuola con un’azione di forza: il bilancio fu di circa 330 morti, 186 dei quali bambini, ed oltre 700 feriti. Sul motivo per il quale i russi decisero il tragico blitz ci sono molte versioni contrastanti (un errore, un’esplosione improvvisa che fece temere per la vita degli ostaggi (provocata da chi?), informazioni sbagliate su quello che stava succedendo nella scuola). Sappiamo però chi diede l’ordine di entrare: fu Vladimir Putin, appena rieletto per la seconda volta presidente della Federazione russa con il 71% dei voti, un plebiscito.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="250" height="227" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan5-1.png?resize=250%2C227&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1570 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>32 terroristi ceceni e islamici sequestrarono 1.200 persone in una scuola, quasi tutti bambini. Dopo due giorni Putin ordinò il blitz: fu una strage</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è dubbio che la responsabilità principale di quelle morti fu dei terroristi, tanto che a Putin e al popolo russo arrivarono le dovute condoglianze di tutti i capi di Stato e di Governo del mondo, ma possiamo affermare con altrettanta certezza (e la stampa internazionale lo fece all’epoca) che in nessuno stato democratico, ed in particolare in Italia, sarebbe mai stata accettata dall’opinione pubblica l’idea di un blitz in una scuola piena zeppa di bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quell’episodio mostrò al mondo la feroce e cinica determinazione di un autocrate che, negli anni seguenti, è stato quanto meno tollerato dall’Occidente e, da alcuni leader politici (da Trump in giù), addirittura additato come esempio di efficienza da seguire. Molti adulatori li ha avuti anche in Italia: è inutile farne i nomi, perché li conoscono tutti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="561" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=980%2C561&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1567" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=1024%2C586&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=300%2C172&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=768%2C440&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=640%2C366&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?resize=874%2C500&amp;ssl=1 874w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/02/Beslan7.png?w=1347&amp;ssl=1 1347w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption>Sezione di pagina da Napolipiù del 5 settembre 2004</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Questa sottovalutazione del &#8220;pericolo Putin&#8221; è figlia di una realpolitik di corto respiro che ha fatto dimenticare a tanti che l’interesse maggiore dell’Europa, la sua ragione fondativa, è la pace basata sull’unità dei popoli, quella pace e quell’unità che l’invasione dell’Ucraina rischia di far andare in frantumi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per vincere la guerra contro le autocrazie, quindi, più che i soldi e le armi (a volte, purtroppo, indispensabili) servono valori saldi, serve ricordarsi che le democrazie occidentali non sono un incidente della storia ma faticose conquiste che vanno difese innanzitutto da noi stessi, dai nostri troppi compromessi, dalla nostra cecità. L’antidoto al terrore è aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà, che già prorompeva dagli occhi di quei bambini di Beslan sui quali, invece, abbiamo abbassato lo sguardo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin/">Da Beslan a Kiev, gli occhi chiusi del mondo su Putin</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/da-beslan-a-kiev-gli-occhi-chiusi-del-mondo-su-putin/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1563</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Una vita tra il Serio e il faceto</title>
		<link>https://www.expost.blog/una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto</link>
					<comments>https://www.expost.blog/una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 14:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extraterrestri]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[extraterrestri]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Bocca]]></category>
		<category><![CDATA[indulto]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Serio]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli corpo a corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Napolipiù]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[stile di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[way of life]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.expost.blog/?p=1505</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il Nord non capisce il nostro stile di vita. Qui si vive e anche bene». Questo sostenne Michele Serio, scrittore multiforme e irregolare, tra gli autori cult del pulp italiano (morto il 24 ottobre scorso), in un'intervista che mi rilasciò esattamente 15 anni fa e che oggi vi ripropongo. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto/">Una vita tra il Serio e il faceto</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<pre class="wp-block-verse has-small-font-size"><em>Il 24 ottobre scorso è morto Michele Serio, scrittore multiforme e irregolare, tra gli autori cult del pulp italiano. Per ricordarlo, ripubblico – a seguire – un’intervista che mi ha rilasciato esattamente 15 anni fa (il 4 novembre del 2006) per il quotidiano Napolipiù. Lo spunto era una polemica nata da alcune affermazioni del giornalista Giorgio Bocca il quale sosteneva che a Napoli avesse vinto la camorra. Dalle risposte di Serio emerge il suo sguardo ironico, ma mai scontato, sulla città che amava proprio per i suoi (presunti) difetti.</em></pre>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph">Michele Serio, scrittore partenopeo, nel suo libro “Napoli corpo a corpo”, contraddice le tesi catastrofiste di Giorgio Bocca (il quale sostiene su <em>L’Espresso</em> di ieri che a Napoli ha vinto la camorra): «La criminalità c’è sempre stata, ma noi napoletani abbiamo già trovato il sistema di combatterla, sopravvivendo, ma anche vivendo, amando. La verità è che il Nord si rifiuta di capire il nostro stile di vita».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Ma come, Serio, Napoli è sulle prime pagine di tutti i giornali per l’emergenza criminalità, Bocca su <em>L’Espresso</em> dice che ha vinto la camorra, e lei minimizza?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«A me sembra la Napoli di sempre. C’è solo un problema contingente causato dall’indulto».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=249%2C347&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1517" width="249" height="347" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=733%2C1024&amp;ssl=1 733w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=215%2C300&amp;ssl=1 215w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=768%2C1073&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1099%2C1536&amp;ssl=1 1099w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1466%2C2048&amp;ssl=1 1466w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=640%2C894&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1024%2C1431&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=358%2C500&amp;ssl=1 358w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?w=1622&amp;ssl=1 1622w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /><figcaption><em>La pagina di Napolipiù <br>del 4 novembre 2006<br>con l&#8217;intervista a Michele Serio</em></figcaption></figure></div>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Prodi sostiene che le statistiche non confermano la tesi che sia colpa dell’indulto.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Ma io sono una persona abituata ad ascoltare, mi fido delle mie statistiche, quelle del vicolo. Deve sapere che, in estate, alcune persone di strada mi hanno fatto presente che sarebbero tornate molto tardi dalle vacanze, almeno a fine settembre, perché, dopo l’indulto, si prevedeva un po’ di casino».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, l’emergenza Napoli esiste?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Solo in maniera contingente a causa dell’indulto. C’è stata una grave sottovalutazione di quello che poteva accadere al Sud dove esiste una grossa presenza della criminalità organizzata. E mi dispiace che a varare il provvedimento sia stato un politico campano. Forse l’avrà fatto perché si chiama Clemente. Ma, devo essere sincero, io avrei preferito che il ministro della Giustizia si chiamasse Severo».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Lei si chiama Serio, eppure scherza. Se la vuole cavare con una battuta?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«È la situazione nella quale viviamo in questi giorni a non essere seria».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, se si tratta di un fatto contingente, non è giustificato &#8211; lei sostiene &#8211; tutto questo clamore sulla stampa nazionale. Di cosa si tratta, allora, di una “recrudescenza” dei mass media?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Direi di sì. Questo tipo di “recrudescenza” è ciclica. Ma non si preoccupi, tanto di solito dura sei sette giorni, poi l’attenzione calerà perché non si tratta di un’attenzione seria. Quando c’è la notizia ci si avventa sopra, poi tutto torna in sordina e chi se ne frega!».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Ammetterà che la criminalità a Napoli esiste. Vede particolari responsabilità politiche?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Del governo sicuramente. L’indulto è stato un provvedimento superficiale e stupido. Per quanto riguarda le istituzioni locali, sinceramente, quelle attuali non mi sembrano né peggio, né meglio di quelle che le hanno precedute. E non faccio un discorso politico, ma di risultati».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Eppure, alle elezioni, il centrosinistra ha sempre stravinto a Napoli e in Campania, negli ultimi tredici anni. Come se lo spiega?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Con il fatto che l’opposizione non esiste e la gente vota sempre gli stessi perché non ha una reale alternativa. Infatti, io dividerei equamente le colpe, al cinquanta per cento, tra governo e opposizione».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, ha ragione <em>L’Espresso</em>, Napoli è perduta?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Napoli è così da un’eternità. È da sempre che viviamo in questa situazione fatta di politici che non sono l’ideale e di intellettuali fumosi. Ma, in fondo, si vive bene».</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:35% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="827" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio.jpg?resize=980%2C827&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1519 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=1024%2C864&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=300%2C253&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=768%2C648&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=1536%2C1295&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=2048%2C1727&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=640%2C540&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=593%2C500&amp;ssl=1 593w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?w=1960&amp;ssl=1 1960w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="wp-block-heading">«La verità sa qual è? Al Nord non vogliono capire, anzi, diciamo che non capiscono il nostro stile di vita. Vengono qui, ci giudicano e poi se ne vanno.»</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Se la sente Bocca, si arrabbia.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Non so a Milano, ma a Napoli i ristoranti sono sempre pieni. Abbiamo uno sportello bancario ogni quattro metri, tremila società finanziarie. A me non sembra affatto che la gente si stia per suicidare. Io vedo gente che vive, sopravvive, ama. Mi sembra di vedere anche un sacco di gente gioiosa. Come da secoli a questa parte».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, tutto bene?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Tutto come al solito. Sono secoli che campiamo così, nel bene e nel male, sfornando camorra, ma anche generazioni di comici, scrittori, musicisti, cantanti. La verità sa qual è?»</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quale?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Che al Nord non vogliono capire, anzi, diciamo che non capiscono il nostro stile di vita. Vengono qui, ci giudicano e poi se ne vanno. Io e lei, che siamo persone civili, se andiamo in Uganda e vediamo persone che ballano seminude non pensiamo che sono sporcaccioni ma, da Occidentali intelligenti, rispettiamo i loro costumi. O no?».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, si tratta solo di stili di vita?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo parlando dell’Italia. Una nazione che ha una storia lunghissima, con città antiche che hanno abitudini molto diverse tra loro e tutte consolidate. Lei ha presente il <em>way of life</em> americano?».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Prego?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Parlo dello stile di vita statunitense, quello che si è affermato in tutto il mondo perché era vincente. Ecco: ognuno ha il suo stile e Napoli ha il suo».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>E il Nord teme di essere colonizzato dal nostro <em>way of life</em>?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Non so, ma se dovesse succedere, vuol dire che le nostre abitudini sono vincenti».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto/">Una vita tra il Serio e il faceto</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.expost.blog/una-vita-tra-il-serio-e-il-faceto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1505</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
