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	<title>Ex Libris Archivi |</title>
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	<title>Ex Libris Archivi |</title>
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		<title>In onore dell&#8217;iconica Quant, Flocco ci dà un taglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scrittrice napoletana Federica Flocco ha condensato la vita, anzi lo spirito, dell'iconica stilista inglese Mary Quant in un libricino che parla di donne, di libertà e anche un po' della sua vita. Il risultato è... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con questo testo aspiro al record della recensione più corta di sempre, in onore di Mary Quant, che i vestiti li accorciava, e soprattutto di Federica Flocco, che ha condensato la vita, anzi lo spirito, dell’iconica stilista inglese (inventrice della minigonna) nel brevissimo libricino dall’insolito titolo “Mary Quant” (edito da Marotta&amp;Cafiero). La narrazione è così concentrata (sebbene esauriente), che fate prima a leggere il libro che a sorbirvi la trama rimasticata in una pallosa rubrica letteraria. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanto ve lo dico io: Federica parla di donne, di libertà, e anche un po’ di sé stessa. È un libro bellissimo e appassionante. È una ventata di fresco. Ed è autentico. Se dovessi sbagliarmi, mi scuso, ma non ve ne dorrete molto, visto che il prezzo di copertina è praticamente simbolico. Non resta che ringraziare l’autrice per averci emozionato.</p>
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		<title>Alla ricerca dell&#8217;umanità perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Imperatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 17:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete perso la reputazione? Niente paura: rivolgetevi a Jack Soriano, vi aiuterà a rintracciarla. Volete ritrovare il filo del discorso? Non andate nel panico: Soriano vi risolverà il caso in quattro e quattr’otto. [...]</p>
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<h6 class="has-text-align-center wp-block-heading"><em>Prefazione al libro &#8220;Cause perse &#8211; Una maledetta  primavera per Jack Soriano&#8221; di Antonio Vastarelli (Edizioni Mea)</em></h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete perso la reputazione? Niente paura: rivolgetevi a Jack Soriano, vi aiuterà a rintracciarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volete ritrovare il filo del discorso? Non andate nel panico: Soriano vi risolverà il caso in quattro e quattr’otto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desiderate recuperare la memoria? Soriano è a vostra disposizione: vi farà tornare in mente, col vostro permesso, anche ciò che non volevate più ricordare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete perso le staffe, i sensi, la faccia? Soriano ve li restituirà in un batter d’occhio, come nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Astuto, suadente, cordiale, l’investigatore privato Jack Soriano, un passato da borseggiatore e un presente che viaggia sulle rotte dell’improvvisazione, fa il suo esordio in questa singolare commedia di Antonio Vastarelli. Ed è un esordio col botto, perché il personaggio – e con lui l’opera – è appetitoso, esilarante, effervescente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campa alla giornata, Soriano, acquattato come un felino (<em>nomen omen</em>) nel suo angusto ufficio-abitazione; non ha certezze, né ha alcuna intenzione di averne: prende la vita come viene, punto e basta. E se la spassa, scherza, si diverte, convinto com’è che ogni impedimento e ogni disgrazia debbano essere affrontati con allegria e leggerezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indolente, pigro, creativo, sfuggente, Soriano. Sa discernere l’onestà dalla cattiveria e si adatta con rapidità alle situazioni in cui di volta in volta si ritrova coinvolto per caso, per necessità o per invocazione altrui. È irriverente e scorretto quel tanto che basta per sopravvivere in un mondo in cui pullulano bugiardi, approfittatori, ipocriti e individui fuori di testa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un <em>tombeur-de-femmes</em>, Soriano: non c’è donna capace di schivare la sua ragnatela seduttiva, fatta di trame neanche troppo studiate e sofisticate che lo rendono una simpatica, irresistibile canaglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con i suoi modi compassati e la sua perspicacia deduttiva, Jack Soriano ammicca ai detective di scuola statunitense che tanto successo hanno avuto nella letteratura del Novecento: è un Philip Marlowe <em>made in Naples</em>; è provvisto di un pratico cinismo alla Sam Spade; ha i modi pasticcioni di Toby Peters. Cervello sveglio, battuta pronta e faccia da schiaffi, non ha bisogno di farsi valere con pistole e proiettili; la sua arma esclusiva è la favella, con cui spara parole (e giochi di parole) che mettono in scacco ogni interlocutore.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=212%2C297&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1607" width="212" height="297" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=731%2C1024&amp;ssl=1 731w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=214%2C300&amp;ssl=1 214w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=768%2C1075&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1097%2C1536&amp;ssl=1 1097w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1463%2C2048&amp;ssl=1 1463w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=640%2C896&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1024%2C1433&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=357%2C500&amp;ssl=1 357w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?w=1773&amp;ssl=1 1773w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Come una calamita, attrae tipi eccentrici, strampalati, i quali gli propinano le circostanze più inconsuete e irrazionali che l’umana esistenza possa partorire. Se non fosse per l’assenza di elementi horror, farebbe concorrenza al fumettistico “investigatore dell’incubo” Dylan Dog, anch’egli quotidianamente alle prese con clienti affatto normali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle donne in cui Soriano si imbatte, la psicologa Sabrina, è incuriosita dalla sua condizione: «Vorrei approfondire questa storia del suo lavoro, questa sua tendenza ad aiutare le persone bizzarre, a cercare cose perse, un’attività molto poetica». Poetica e tuttavia redditizia: Soriano deve pur sbarcare il lunario, indi arraffa banconote a destra e a manca a titolo di ricompensa per le proprie prestazioni <em>sui generis</em>. L’unica eccezione la fa per le performance erotiche: in quel campo si concede gratis e volentieri, con risultati al di sopra della media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’argomento va fornita una doverosa avvertenza: gustatevi queste pagine senza provare a indovinare l’evoluzione della vicenda (ammesso e non concesso che la vicenda abbia un’evoluzione), godendovi in totale relax ogni passaggio del testo; se al contrario proverete ad avanzare supposizioni e congetture, l’autore vi spiazzerà conducendovi nella direzione opposta a quella immaginata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da meritato vincitore del premio per la scrittura comica intitolato a Massimo Troisi, Vastarelli mostra una notevole padronanza dei meccanismi utili a produrre buonumore e risate; risate colte, intelligenti, pregne di sottintesi e sottotracce che sovente sfociano nel <em>nonsense </em>e negli universi paralleli dell’assurdo e del surreale. Si tratta, come ben sanno i cultori dell’<em>ars ridendi</em>, di un’operazione letteraria – in tal caso anche teatrale – ambiziosa e allo stesso tempo temeraria, poiché se non è governata e dosata nel modo opportuno, rischia di implodere su se stessa. E non c’è peggiore condanna, per uno scrittore dallo stile arguto e brillante, di quella di veder precipitare i propri intenti ilari in una accoglienza fredda da parte dei lettori. Vastarelli sfugge a cotanto pericolo grazie al talento di cui è dotato e agli insegnamenti di grandi autori del passato. Due, in particolare: Eugene Ionesco e Achille Campanile. In “Cause perse” si avvertono con chiarezza gli echi delle loro opere; si pensi, ad esempio, alle <em>pièces </em>“La cantatrice calva” e “La lezione” del drammaturgo rumeno e alle commedie “Il povero Piero” e “L’inventore del cavallo” di Campanile, quattro capolavori che ancora oggi, a diversi decenni dalla loro pubblicazione e dalle loro prime rappresentazioni, mantengono una forza dirompente, in quanto costituiscono una denuncia autorevole delle assurdità, delle follie e delle illogicità che l’umanità manifesta in ogni epoca storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Cause perse” non ha un attimo di tregua; è una commedia briosa, incalzante, ricca di sorprese. Muovendosi come in una veloce quadriglia, i personaggi di Vastarelli si incrociano, si scambiano di posto, intrecciano l’uno con l’altro azioni, storie e conversazioni. L’esito è una vivace carrellata di avvenimenti da assaggiare scena dopo scena, dialogo dopo dialogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene allora da chiedersi: chi è davvero Jack Soriano? Un investigatore maldestro o un profondo indagatore di manie e fobie? Un amabile cialtrone o uno smascheratore di paradossi e irragionevolezze?</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questa commedia è solo un <em>divertissement </em>o un pregevole affresco dei comportamenti sociali contemporanei?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A voi le risposte. Io ora mi faccio da parte. Non vorrei cadere nell’errore di farvi perdere tempo e di conseguenza costringervi a scomodare il buon Soriano, che in questo momento starà sicuramente facendo una pennichella sognando di interpretare il ruolo di protagonista in nuove, dilettevoli avventure.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>gustatevi queste pagine senza provare a indovinare l’evoluzione della vicenda (ammesso e non concesso che la vicenda abbia un’evoluzione); se al contrario proverete ad avanzare supposizioni e congetture, l’autore vi spiazzerà conducendovi nella direzione opposta a quella immaginata.</p></blockquote>
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		<title>Diego e Gigino. La vera storia de &#8220;La mano de Dios&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Necco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 17:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità. Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino. Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego già nella morsa della macchina del calcio, passione e dominio; a 15 anni Gigino si barcamena tra più mestieri, lontani da quelli della comunicazione. Ogni tanto trascrive col fratello le commedie per Eduardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego si prepara ad entrare con l’Argentina nel tunnel del regime totalitario, a 15 anni Gigino ancora non si è ripreso dal postguerra che ha stremato il popolo del sud.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per entrambi la famiglia è una responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego, appena gli è possibile, esprime le sue idee di sinistra; Gigino è figlio di comunista sovversivo, ed anche se il papà, quando ha lo stipendio, pensa prima al partito che alla famiglia, anche lui è di sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni sono magri. Tutti e due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno dei due ha troppa scelta, ma talento sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Diego piacciono le donne. A Gigino pure, ed è qualche fidanzata che inizia a chiamarlo Luigi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando Diego e Luigi si incontrano a Napoli forse si riconoscono e, come riferiscono i più, si sono simpatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego ha 23 anni, Luigi 50. È il 1984.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego è l’astro del calcio che un Presidente scaltro riesce a strappare al Barca, il giocatore che ogni squadra vorrebbe, è genio e “quasi” sregolatezza; Luigi è giornalista RAI, si sta laureando all’Orientale, gli ha sparato la camorra, ed è sulle tracce del tesoro di Priamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si preparano a vivere le più entusiasmanti vicende calcistiche che città terremotata abbia mai vissuto, 7 anni di rinascita partenopea, di cui il calcio è la punta dell’iceberg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’istituzione della seconda rete RAI molti giornalisti si spostano lì, pensando di avere maggiori opportunità, e Gigino, rimasto solo alla uno, prende il treno, quello di Novantesimo minuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi segue Diego. Brevi sketch nelle interviste, presenze condivise in programmi sportivi, Gigino tifa anche quando non dovrebbe. Diego qualche volta gli dà qualche intervista preferenziale, e anche se è lui che è il Campione, è lui che si concede, fa intravedere una certa stima. Con quel giornalista garantista, che non aizza ma smorza gli animi, si diverte.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=371%2C251&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1335" width="371" height="251" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?w=666&amp;ssl=1 666w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=640%2C433&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /><figcaption><em>Luigi Necco con Diego Armando Maradona</em></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scudetto ’87, Coppa Italia ’87, Coppa Uefa ’89, Scudetto ’90, Supercoppa ’90.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma prima, prima che il Napoli conquisti lo scudetto, succede qualcosa di inusitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il 1986, ci sono i Mondiali in Messico. Diego conduce la sua Argentina, non proprio favorita, Luigi va al seguito dell’Italia, campione in carica, contento soprattutto di vedere l’archeologia dei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia non ce la fa, la squadra lo capisce al pareggio con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il 12 giugno allo stadio Azteca a Città del Messico ai quarti di finale «Maradona tira fuori dal cilindro due tra i più controversi e assurdi gol della storia del calcio» (Dario Saltari).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi è là, con i suoi colleghi, e riesce a raggiungere Diego e glielo chiede, e prima di chiedere ha cercato le parole, ha cercato come parlare dell’indicibile, di un goal che esce dalle regole del gioco di cui gli arbitri non si sono accorti, ha pochi istanti, come sempre, ma gli vengono in soccorso i suoi studi di storia russa e tedesca, ripercorre mentalmente la sua passione, l’Odissea, e forse è proprio questo che lo aiuta perché per spiegare l’inspiegabile c’è solo il fato, che pertiene al divino: «La mano de Dios o la cabeza de Maradona?» Diego sorride e risponde: «Las dos».</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mondiali 1986, dopo la partita Argentina-Inghilterra, il giornalista Luigi Necco chiede: «La mano de dios o la cabeza de Maradona?» Diego risponde: «Las Dos»</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Una battuta geniale, che non doveva suscitare incidenti diplomatici» scrive l’amico Antonio Corbo, testimone in Messico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Gigino per questa frase lo intervistano le tv sudamericane. Diego va a vincere il mondiale con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego va oltre la diplomazia e nella sua autobiografia&nbsp;scrive che con quel 2-1 era stato «come riprendersi parte delle Malvinas» dopo che «tanti ragazzi argentini erano stati falciati come uccellini dagli inglesi» nel conflitto del 1982. Dichiarazioni con esiti devastanti sulle già martoriate Falkland, che subiscono attualmente un embargo economico dall’Argentina e che solo poche settimane fa hanno sminato la baia di Yorke (Lisa Watson).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi e Diego nell’86 non lo sanno, continuano ad essere trainati dai loro animi pieni dei desideri di ragazzi. Di successo, di giustizia sociale, di amicizia. Una fame che non si sazia e che diventa reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Luigi e Diego diventano grossi e grassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non si curano tanto della loro salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno cercato di pensare agli altri al meglio delle loro possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi muore solo. Diego muore solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà cosa ha chiesto a Diego quando è arrivato.</p>
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		<title>UNO, il disco fuori tempo dei Gatti distratti&#8230; dalla propria luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 21:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[AnniNovanta]]></category>
		<category><![CDATA[DavideMunno]]></category>
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		<category><![CDATA[GattiDistratti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una band che si chiama Gatti Distratti dalla Luce negli Occhi mira, già dal nome, a non essere collocata nel proprio tempo. Correvano gli anni Novanta, a Napoli c’era la Pantera, i centri sociali, la posse, gli Almamegretta e molti altri gruppi. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una band che si chiama <em>Gatti Distratti dalla Luce negli Occhi</em> mira, già dal nome, a non essere collocata nel proprio tempo. Correvano gli anni Novanta, a Napoli c’era la Pantera, i centri sociali, la posse, gli Almamegretta e molti altri gruppi. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Due ragazzi di Portici, che si vedevano giù alla Riccia, si confrontavano sulla musica che avevano ascoltato da piccoli quando i loro fratelli maggiori, con i capelli lunghi, mettevano sullo stereo dei dischi strani, grandi come una pizza, che suonavano in contrasto con le canzonette che si sentivano in giro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quei due ragazzi, Davide Munno e Massimo D’Avanzo (porticesi <em>’e vascio ’a Riccia</em>), mentre discutevano suonavano a voce i riff dei King Crimson, gli assoli dei Pink Floyd, gli stacchi del geniale Copeland dei Police. I due avevano un’urgenza: fare una band. Dall’altra parte della città, a metà tra il Vomero e Soccavo, i fratelli Della Monica (Davide e Cristiano) erano cresciuti a pane e Beatles insieme all’amico d’infanzia Mario Capomazza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fusione tra le due componenti vulcaniche (vesuviana e flegrea), avvenne quasi per caso. Capomazza conosceva Ettore De Lorenzo (sì proprio lui, il giornalista Rai, all’epoca giovane studente di Portici) che invitò Munno e D’avanzo al concerto del gruppo dei fratelli Della Monica (<em>Haeven can wait</em>), dove Mario Capomazza suonava il basso. Con un colpo di fulmine cominciò la storia dei Gatti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=598%2C449&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-977" width="598" height="449" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti4.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption>In primo piano, Davide Munno. Alle spalle, da sinistra, Cristiano e Davide Della Monica</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale si rivelò la scelta di prendere uno spazio dove fare musica, a Bagnoli, nel quartiere operaio, nell’epoca della dismissione dell’Italsider, un quartiere che, trasformandosi, iniziava a perdere la sua identità. Il luogo si trasformò in un laboratorio di vivace scambio tra diverse realtà musicali. Vi si svolgevano prove, registrazioni, e soprattutto momenti di confronto tra diverse sensibilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lì i <em>Gatti Distratti</em> muovevano i primi passi facendosi le ossa come tecnici del suono e produttori artistici, realizzando provini e dischi, assistendo in sala prove i musicisti, sia giovanissimi che affermati professionisti (tra cui Gragnaniello, Buonocore, De Piscopo), e dedicandosi alle proprie creazioni nella stanza accanto. Lo spazio nei suoi ultimi tempi diventò una condivisione permanente con gruppi come Bisca/99posse, Von Masoch, Nodomo, Bala Perdida, con evidenti conseguenze fatte di collaborazioni e reciproche invasioni di campo molto stimolanti. Nel frattempo Fabio Piras sostituiva Mario Capomazza introducendo le sonorità del basso a cinque corde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sound che maturava nei <em>Gatti</em> era diverso. Una miscela di rock, progressive rivisitato, melodie d’ispirazione anglosassone, sofisticata ricerca di atmosfere dilatate, attraverso una meticolosa cura dei suoni (intesa anche come possibilità tecnologica) con testi esistenzialmente pregnanti, a tratti enigmatici, frutto, per la maggior parte, del talento di Davide Munno, compositore vulcanico e paroliere ispirato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La band cominciò a lavorare dal vivo in eventi che vedevano una crescente partecipazione di pubblico. I <em>Gatti</em> stupivano anche nell’uso della tecnologia applicata alla musica. Nel live i componenti della band uscivano di scena, uno alla volta, facendo l’inchino, ma il riff musicale che stavano eseguendo continuava a suonare, nonostante lo strumento fosse stato riposto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Era l’uso disinvolto del <em>jam-man</em>, un effetto che prolungava il ciclo continuo (<em>loop</em>) che poi loro interrompevano, di colpo, una volta usciti. I ragazzi, dopo il live, si affollavano nel retro del palco per chiedere come fosse stata possibile quella magia (all’epoca il <em>jam-man</em> non era molto diffuso).</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:52% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="960" height="697" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?resize=960%2C697&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-979" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?resize=768%2C558&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?resize=640%2C465&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti1.jpg?resize=689%2C500&amp;ssl=1 689w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I Gatti vincono Anagrumba, Arezzo Wave e Rock Targato Italia ma si sciolgono prima di riuscire a produrre un disco</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Da lì parte l’ascesa: i <em>Gatti</em> vincono prestigiosi contest (Anagrumba, Arezzo Wave, Rock Targato Italia) e fanno concerti su e giù per lo stivale. Poi nel momento che prelude al grande passo (disco e produzione) i <em>Gatti</em> si sciolgono, abbagliati dalla luce negli occhi che loro stessi avevano cercato. Ognuno seguirà altre strade artistiche, anche significative, ma in tutti c’è sempre il peso di un percorso che si è interrotto senza lasciare traccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2004 cominciano i primi contatti per la ri-unione del gruppo. I ragazzi non sono più ragazzi ma musicisti maturi che lavorano al progetto del loro primo album. Il disco viene sempre ideato ma mai realizzato; ma si sa, fare un album non è come costruire un palazzo, siamo nell’ambito dell’agire non razionale, dove il tempo oggettivo non ha significato e domina solo il tempo interiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La morte di Davide Munno, nel 2016, getta tutti nello sconforto. Il dolore detta un imperativo: il disco progettato si dovrà fare, Davide Munno dovrà continuare a parlarci, anche nelle sue canzoni.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="978" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=980%2C978&#038;ssl=1" alt="Cover del disco Uno" class="wp-image-983" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=1024%2C1022&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=768%2C766&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=640%2C639&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?resize=501%2C500&amp;ssl=1 501w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/PHOTO-2020-05-15-15-14-26-copia-1.jpg?w=1407&amp;ssl=1 1407w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="has-text-align-right wp-block-heading">UNO è il primo e unico album della band napoletana. Un omaggio a Davide Munno, morto prematuramente nel 2016, da parte degli altri componenti del gruppo e di tanti amici dei Gatti</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed eccolo <em>UNO</em> primo e unico album dei <em>Gatti Distratti dalla Luce negli Occhi</em>. Dodici canzoni che, come si legge nelle note di introduzione al disco, «testimoniano la grande capacità compositiva ed artistica di Davide Munno che ha lasciato questo tesoro» a cui i fratelli Della Monica hanno «cercato di dare bellezza e giustizia pur partendo da registrazioni effettuate in tempi e spazi distanti fra loro».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunga la lista dei musicisti che hanno collaborato (oltre al nucleo dei <em>Gatti</em> nelle sue diverse formazioni): Ginevra Di Marco, Ale Innaro, Marco Di Palo, Lino Cannavacciuolo, Osvaldo Costabile, Pino Chillemi, Gaetano Munno e altri. Tutti i brani sono composti da Davide Munno e arrangiati e prodotti da Davide e Cristiano Della Monica e pubblicati dall’etichetta toscana “Il Funambolo” e distribuiti anche sulle principali piattaforme da Audioglobe/The Orchard.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un disco da ascoltare e riascoltare perché è la sintesi matura di un gruppo che, rispetto agli esordi, ha saputo concentrare nella forma canzone tutte le esperienze vissute in trent’anni di musica. Stile personale che rivela la consapevolezza dei propri mezzi espressivi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Arpeggi ossessivi di chitarra che accompagnano melodie orecchiabili ma non scontate, suoni elettronici ricercati, uso di strumenti acustici tradizionali, testi che rivelano il mondo interiore di Munno senza scivolare nel già sentito. I testi narrano di un quotidiano fatto dei suoi riti obbligatori al quale si contrappone la voglia di fuga e di completo abbandono (<em>Domani mi regalerò un fiore</em>), o la redenzione attraverso la luce dell’amore (<em>Redenzione</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un disco di questo tempo perché fuori da questo tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="586" height="238" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti3-1.jpg?resize=586%2C238&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-987" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti3-1.jpg?w=586&amp;ssl=1 586w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Gatti.distratti3-1.jpg?resize=300%2C122&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 586px) 100vw, 586px" /><figcaption>I Gatti Distratti dalla Luce negli Occhi</figcaption></figure>
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		<title>Una cena elettorale molto particolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[Agatha Christie]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></category>
		<category><![CDATA[Dieci piccoli indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Dieci piccoli napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[Ex libris]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un breve brano tratto dal romanzo giallo “Dieci piccoli napoletani”, edito da Fanucci nella collana Nero Italiano di Time Crime.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>(Tratto dal romanzo giallo “Dieci piccoli napoletani”, edito da Fanucci nella collana Nero Italiano di Time Crime)</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">[&#8230;] Di materiale non ne mancava: quel salone sembrava un ipermercato di varia umanità. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=218%2C334" alt="" class="wp-image-605" width="218" height="334" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?w=340&amp;ssl=1 340w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=326%2C500&amp;ssl=1 326w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scaltri preti rubizzi che trincavano a go go e audaci suore ridanciane che viaggiavano a tre a tre; solerti dirigenti statali in abito grigio e calzini bianchi; grossi, medi e piccoli commercianti di sé stessi; grandi industriali che mendicavano misure a favore del loro sviluppo; ricche signore cinquantenni che inciuciavano sulle loro migliori amiche; signorine che rallegravano i mariti delle pettegole, improbabili galletti rosolati in barca a vela o in uva; ragazzi col cervello in vacanza alle Maldive in astinenza da coca, accompagnati da ragazze bene in astinenza sessuale; </p>



<p class="wp-block-paragraph">volontari senza volontà; fanatici, fanatiche e natiche in bella vista con o senza fan; intellettuali a gettoniera, abili dispensatori di aforismi datati; geniali architetti progettisti di ponti che non toccano mai terra, di edilizia impopolare, di fontane senza fonte; giornalisti salottieri in cerca di un padrone più potente, egregi conversatori, penne conficcate su una forchetta e vena polemica recisa dalla nascita; </p>



<p class="wp-block-paragraph">politici nazionali con la pipa spenta in bocca, sindacalisti nazionali con mezzo sigaro spento tra le labbra, politici locali con un intero sigaro fumante, sindacalisti locali pieni zeppi di sigarette, e portaborse con mezzo sigaro toscano conficcato nel sedere; massoni da evitare, se li conosci, perché senza cappuccio; vaiasse, capibastone, caporioni e altri esperti in comunicazioni di massa, social media e flussi clientelari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti indispensabili ingranaggi della costosa macchina elettorale. [&#8230;]</p>


<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" class="img-link"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0" src="https://i0.wp.com/i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/80x15.png?w=980&#038;ssl=1"></a><br />Quest&#8217;opera di <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="https://www.expost.blog" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL">https://www.expost.blog</a> è distribuita con Licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 4.0 Internazionale</a>.</p>
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