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	<title>covid Archivi |</title>
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	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
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	<title>covid Archivi |</title>
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		<title>Il paradosso del Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Avondola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 10:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Excursus]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il covid è una malattia che divide non solo fisicamente, ma anche mentalmente. Guardandolo da un altro punto di vista, però, il virus ha anche avvicinato profondamente chi la pensa allo stesso modo. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In tanti, in questi due anni di pandemia, abbiamo vissuto (direttamente o indirettamente) la faccia disumana del covid: il distanziamento forzoso, la lontananza fisica, il dover evitare gli abbracci e i baci, o (ipotesi più dolorosa di tutte, perché inesorabile) la negazione dell’ultimo saluto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, tutta questa esperienza di dolore ha un risvolto, se così si può dire, positivo: io lo chiamerei “il paradosso del covid”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di una valutazione ottimistica che proprio non appartiene alla mia natura, ciò nonostante è scattata come una molla nella mia mente grazie alle telefonate, casualmente in successione, di tre delle mie amiche più care, che sembrano essersi sincronizzate negli ultimi due giorni inconsapevolmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco il paradosso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il covid è una malattia che divide non solo fisicamente, ma anche mentalmente. È una malattia che separa le persone in categorie: vaccinati e non vaccinati, fragili e “forti”, rigorosi ed elastici, paurosi e impavidi, casalinghi e mondani…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenze che sono sempre esistite, ma che il covid ha improvvisamente accentuato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa strana (e paradossale, appunto) è che, a voler guardare queste differenze da un altro punto di vista, il virus, al contrario, ha avvicinato profondamente chi la pensa allo stesso modo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, confrontarsi solo con persone che la pensano come te non è un bene: è solo grazie al confronto con ciò che è diverso che si riesce a costruire un pensiero critico personale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo caso, però, i simili si sono riconosciuti tra loro e per molti è stata un’esperienza rassicurante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi cinquant’anni mi sono ritrovata a condividere i medesimi pensieri con gli amici che da sempre considero i più cari e questa cosa mi ha confortato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non nel senso che così credo di aver ragione io e che tutto il resto del mondo sia nel torto. Semplicemente mi conforta l’essermi ritrovata tra miei simili, forse perché mi sono sentita fortunata per aver scelto bene le persone da amare. E parlare con loro, riconoscermi nei loro pensieri, mi ha profondamente consolato e sostenuto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Grazie al virus, i simili si sono riconosciuti tra loro e per molti è stata un&#8217;esperienza rassicurante condividere le idee con gli amici più cari</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Intendiamoci, non sto parlando di un “pensiero unico”, perché le differenze tra noi (per fortuna) resistono, ma sono quelle caratteriali. I massimi sistemi, invece, che rispecchiano i principi etici e morali, il rispetto per le regole e per il sociale, il senso della comunità, ecco, quelli sono identici e totalmente condivisi. Questo è confortante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, perciò, spero che il covid sparisca al più presto anche per un altro motivo: vorrei tanto che mio figlio possa conoscere più mondi possibili, i pensieri più diversi e le persone più strane e lontane da lui, per potersi ritrovare un giorno con pochi, carissimi, suoi simili!</p>
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		<title>Occhi specchio dell&#8217;anima, con il Covid non più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Avondola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 09:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Explicit]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[occhi specchio dell&#039;anima]]></category>
		<category><![CDATA[viso coperto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono delle “perle di saggezza” con cui si cresce e che consideriamo delle verità inconfutabili. Ma poi arriva la pandemia e le fa crollare. Gli occhi sono ancora lo specchio dell'anima? [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Esistono delle “perle di saggezza” con cui si cresce e che consideriamo delle verità inconfutabili e unanimemente acquisite. Punti di riferimento certi e inviolabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di frasi come: «la fretta è cattiva consigliera», «le bugie hanno le gambe corte», «gli occhi sono lo specchio dell’anima», che diventano assiomi che mai penseremmo di mettere in discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma poi arriva la pandemia e fa crollare, una alla volta, tutte le certezze che si hanno. Anche le più radicate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi riferisco in particolare agli occhi come specchio dell’anima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quante volte abbiamo comunicato un sentimento attraverso un semplice sguardo: la comprensione rivolta ad un amico che ti confida una difficoltà, l’interesse intrigante verso un uomo che ti attrae, la complicità con il partner, un bonario rimprovero per la marachella di un figlio. Ma anche l’approvazione per un comportamento che condividiamo, la rabbia che non si può esprimere, il compiacimento per un lavoro di gruppo portato a termine in tempo. Mille e mille volte abbiamo effettivamente detto tanto solo attraverso un’occhiata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a un anno fa ero fermamente convinta che fossero gli occhi, e soltanto gli occhi, a parlare. Mi ero sbagliata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete provato a esprimere compiacimento con la mascherina? Bisogna stendere gli occhi così tanto da diventare cinesi! (Ovviamente so che questo paragone oggi è politicamente scorretto, ma faccio parte di una generazione per la quale questa similitudine era consentita, per fortuna).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per disapprovare qualcuno o qualcosa dietro una FFP2? Bisogna aggrottare la fronte fino alla paralisi per farsi capire!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per non parlare dello stupore… Fino a che grado di altitudine riuscite ad arcuare le sopracciglia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, in barba alle perle di saggezza, gli occhi senza il resto del viso non riescono a fare granché, questo è sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qualche giorno ho fatto la seconda dose di vaccino. Ancora non so quando avrò il coraggio di togliere la mascherina in pubblico. So per certo, però, che non vedo l’ora che i miei occhi ricomincino a parlare, a viso scoperto!</p>
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		<title>Vorrei&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Avondola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 11:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Explicit]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto pesa la pandemia? Tanto, tantissimo. Ma quanto pesa dover spiegare ad un figlio al tempo della pandemia che bisogna seguire le regole e che la legge è uguale per tutti e vale per tutti? Questo non è calcolabile. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, lo sai che Marco ieri è andato a casa di Alessio? Ma si può fare in zona rossa?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«No, tesoro, non si può.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, Franco ha organizzato la sua festa di compleanno: partita di calcetto con tutta la classe! Ma si può fare in zona arancione?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«No, amore, mi dispiace non si può fare, perciò non ti mando.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, lo sai, Alfredo e Fabiana sono andati nella casa delle vacanze. Perché non andiamo anche noi?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Purtroppo non si può: è vietato andare in un’altra regione…»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto pesa la pandemia? Tanto, tantissimo. Ma quanto pesa dover spiegare ad un figlio al tempo della pandemia che bisogna seguire le regole e che la legge è uguale per tutti e vale per tutti? Questo non è calcolabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se mentre fai la spesa entra qualcuno e si attacca a te (senza mantenere le distanze) e glielo fai notare, dai fastidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se tutti i condomini del palazzo entrano ed escono dall’ascensore senza mascherina e lo fai presente, sei un cretino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non mandi tuo figlio ad una festa di compagni di classe, sei una «fissata» che dovrebbe «stare un po’ tranquillina!»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se stai chiuso dentro casa e segui le regole, ti dicono: «Che esagerata che sei! Si campa una volta sola!».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, io vorrei campare! E vorrei tanto che mio figlio non dovesse sentirsi parte di una minoranza irrisa, per il solo fatto che i suoi genitori gli hanno insegnato a seguire le regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei che si sentisse parte di una comunità che rinuncia (temporaneamente) ad un piacere personale ed egoistico per un fine comune: liberarci tutti da questo virus maledetto, che ci sta rovinando la vita!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non giudico gli altri, ma non vorrei essere giudicata da loro. E soprattutto vorrei non dovermi più giustificare perché mi attengo alla legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei che mio figlio non dovesse sentirsi uno stupido perché è ligio. Perché la serietà e la correttezza, il rispetto dell’altro e la tutela dei più deboli sono pregi e non difetti, soprattutto se si hanno solo 12 anni!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei…</p>
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		<title>Liberate i negazionisti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 09:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[complottista]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se un tizio attraversa i binari mentre sfreccia il treno ha un’alta probabilità di rimetterci la pelle, questo è un fatto, ed è immediatamente evidente. Poi si passa alle interpretazioni: si è suicidato? era ubriaco e non si è accorto del treno? ha tentato di attraversare i binari ma non ha ben calcolato i tempi? Intanto non resta che organizzare il funerale, e questo è un altro fatto. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Io non sono un negazionista, non lo sono mai stato, non ho mai negato la realtà, a differenza di altri che si accontentano di interpretarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un tizio attraversa i binari mentre sfreccia il treno ha un’alta probabilità di rimetterci la pelle, questo è un fatto, ed è immediatamente evidente. Poi si passa alle interpretazioni: si è suicidato? era ubriaco e non si è accorto del treno? ha tentato di attraversare i binari ma non ha ben calcolato i tempi? Intanto non resta che organizzare il funerale, e questo è un altro fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è una pandemia si rischia di morire? “Sì, ma: muoiono solo i più fragili, chi era già malato” (i più fragili è sempre un altro non identificato). “Ne muoiono di più con gli incidenti stradali!” (allora aspettiamo una più ampia diffusione del virus così finalmente potremo dire di aver raggiunto il record).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È l’ennesimo tentativo, segno dell’epoca, di imporre una dittatura sanitaria”. Chi sarebbe il dittatore? Il ministro della salute? Dove non si è fenomenizzata la cosiddetta dittatura sanitaria è comparsa la dittatura economica espressa in concreti indirizzi di governo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La causa finale, il fine o il disegno degli uomini (che naturalmente amano la libertà e il dominio sugli altri) nell’introdurre quella restrizione su loro stessi (in cui li vediamo vivere negli stati) è la previsione di ottenere con quel mezzo la propria preservazione e una vita più soddisfacente.</p><p><em>Thomas Hobbes, Leviatano</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Inutile negare che in Usa e in Brasile la politica minimizzatrice è tesa a salvaguardare il totem dell’economia: così si muore due volte, per il virus e per l’economia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, mi chiedo per un altro verso, se la diffusione del virus corrisponde ad un piano che vuole imporre una “dittatura sanitaria”, perché non pensare che potrebbe essere un disegno di “rinascita del mercato” che, senza tragedie planetarie, potrebbe essere destinato alla stagnazione? Perché il complottista non pensa che le grandi ripartenze, in economia, sono accadute dopo le grandi tragedie? Dalle macerie dell’Italia è nato il boom economico (con il quale ancora campiamo di rendita), per non parlare della potente Germania, ecc. Quindi un serio complottista, se vuole allargare il campo del suo “delirio”, dovrebbe includere anche questo tipo di cospirazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dittatura sanitaria implica perdita della libertà, questa è l’equazione del complottista: ma di quale libertà parla? Credo si tratti di una libertà immaginaria, quel volo del moscone di cui parlava Gaber.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I classici ci insegnano che la vera libertà si esprime sottomettendosi a quel potere superiore che chiamiamo Stato. Preservazione significa salvaguardia del bene più prezioso che è la vita, quello che nella Costituzione è il diritto alla salute (con tutti i limiti che si porta dietro l’idea di diritto). Lo stato moderno nasce da questa “semplice” osservazione, la libertà che si compie nel vincolo, poiché senza il vincolo la libertà non avrebbe senso (liberi da cosa?).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È così che il complottista, con la teoria della macchinazione, invoca la libertà per se stesso, ignorando il vincolo che lo rende libero: lo stato, la comunità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In generale, il Diritto è la Libertà in quanto Idea [unità di concetto e realtà]</p><p><em>G.W.F. Hegel, Lineamenti della Filosofia del Diritto</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Andando nello specifico poi, l’amante della libertà, il tenace oppositore alla dittatura sanitaria, invoca l’abuso di Dpcm del governo italiano. A nulla seve rispondere che tutte le grandi democrazie europee hanno imposto forti limitazioni della libertà con i loro strumenti legislativi: cambiati i mezzi il fine è raggiunto allo stesso modo, anche nella nazione dei “freedom lovers”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione: liberate i negazionisti che, privi di vincoli, si renderanno consapevoli di quanto li rende schiavi la libertà immaginaria.</p>
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		<title>Dall&#8217;Ottocento ai social, andata e ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Avondola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2020 10:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Excursus]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[cuoricini]]></category>
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		<category><![CDATA[didattica a distanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho sempre avuto un rapporto difficile con la tecnologia. Un’ostilità innata. Mi definivo “ottocentesca”, con un misto di snobismo e superiorità. Il computer, per me, è poco più di una macchina da scrivere. Poi è arrivato il Covid con il lockdown e ho dovuto fare un salto nell’iperspazio, sono piombata nel 2020 (per me 2220) [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho sempre avuto un rapporto difficile con la tecnologia. Un’ostilità innata. Una diffidenza. Mi definivo “ottocentesca”, con un misto di snobismo e superiorità. Mi piacciono i libri di carta e non il Kindle. Amo prendere un caffè con un’amica, invece di fare una videochiamata. Preferisco mille volte una telefonata di tre secondi, piuttosto che dire le stesse cose perdendo mezz’ora per scrivere un messaggio Whatsapp. Il computer, per me, è poco più di una macchina da scrivere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi è arrivato il Covid con il lockdown e, nel giro di una settimana, ho dovuto fare un salto nell’iperspazio, sono piombata nel 2020 (per me 2220) e ho imparato in pochi giorni a fare videochiamate, a utilizzare il programma per la dad (didattica a distanza); ho persino creato un test per i miei studenti direttamente on line. Insomma, mi sono dovuta adeguare al mondo che mi circonda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento è avvenuto così repentinamente che, un giorno (sciagurato) di due mesi fa, mi sono fatta convincere da mio figlio di 11 anni ad entrare nel magico mondo dei social…</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intendiamoci, mio figlio, che mi conosce bene, mi ha detto: «Mamma, penso che Instagram sia adatto a te: devi solo mettere qualche foto, se vuoi, e poi puoi guardare il mio profilo».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=319%2C239&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1243" width="319" height="239" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/like.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è sembrato un buon compromesso: niente “pipponi” chilometrici da leggere, postati da qualcuno che ha sempre qualcosa su cui pontificare; niente litigi o battibecchi da dover sopportare (mi basta per questo la chat delle mamme); niente cinguettii da seguire, imbrigliati in un numero limitato di caratteri… solo foto. «Ok, facciamolo!» ho detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risultato? Ho postato timidamente qualche immagine. Prima paesaggi. Poi qualche foto personale (mio figlio quando era più piccolo, un compleanno, il mare in movimento intorno a me). Ho 23 follower. Tutti amici (molti sono vecchi amici). E non ho nessuna voglia di cercarne altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scorro le foto e spesso mi emoziono. A volte ho nostalgia per l’amica che non vedo da venti anni e che è ancora bellissima e senza una ruga. A volte ho un po’ di invidia guardando l’immagine di un luogo che magari non riuscirò a vedere mai per la mia paura di volare. In altri momenti mi intenerisco davanti alle foto degli amici di mio figlio, che mi sembrano improvvisamente grandissimi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono i cuoricini… Questa storia dei cuoricini non l’ho presa bene: mica è cosa di poco conto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se metti il cuoricino, stai dicendo a qualcuno che ti piace quello che ti sta facendo vedere di sé. Perciò, se non metti il “tuo cuore”, quel qualcuno potrebbe dispiacersi, oppure offendersi. Ma, se metti il cuore a ciò che non ti piace, stai mentendo e stai mentendo a un tuo amico!</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Questa storia dei cuoricini non l&#8217;ho presa bene. Se li metti a ciò che non ti piace, stai mentendo a un tuo amico</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, vedo mio figlio che mette cuoricini a raffica. Vedo amici che distribuiscono “mi piace” come se piovesse, mentre chiacchierano amenamente a tavola con me un sabato sera al ristorante. Come fanno? Mi domando. E poi capisco l’unica e sola verità. Non c’è niente da fare: nonostante l’impegno, l’alfabetizzazione digitale a tappe forzate per il Covid e l’incoraggiamento di mio figlio, non sono riuscita a sconfiggere l’Ottocento che è in me.</p>
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		<title>The Covid Show</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aitan Moon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 11:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exploit]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il mondo è pieno di gente che campa di virus», mi ha detto. Le ho dato ragione. Per far passare una pubblicità di quelle che sborsano molto serviva un virologo che dicesse qualcosa di tosto sul virus, tipo: «Questo virus non è virale!». Ma doveva dirlo gridando, guardando la camera con gli occhi fuori dalle orbite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo l’opposizione aveva deciso di dire il contrario di quello che diceva il governo, a prescindere dal virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tua sorella è un problema per te… e quindi ti rompe i coglioni, ci mancava solo il virus!», così le ho detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lei è convinta che dobbiamo acquisire l’immunità di gregge», mi ha detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Io conosco solo l’istinto del gregge», le ho risposto, e l’ho buttata sul filosofico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse Nietzsche c’entrava qualcosa, questa scienza dei fatti e delle certezze non aveva nulla di certo, i loro “fatti” erano stupidi e c’erano in giro solo interpretazioni. Chi interpretava meglio poteva conquistare il potere. La volontà di potenza, nel frattempo, diventava volontà d’impotenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma basta con la filosofia, se si esagera arriva la noia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="523" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=980%2C523&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1113" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1024%2C547&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=768%2C410&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1536%2C820&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=640%2C342&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=937%2C500&amp;ssl=1 937w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>sempre In TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la TV mandava un programma dove si parlava di topi, dalla peste al Covid la colpa è sempre dei topi. Ma ero io che non avevo capito. Il concetto era un altro, siccome i cinesi mangiano i topi vivi nel caso della pandemia forse avevano mangiato un pipistrello vivo o, probabilmente, un serpente aveva mangiato un pipistrello vivo e, a sua volta, il cinese aveva mangiato il serpente, crudo. Sempre in TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa e si agita in modo tale che è praticamente impossibile ingoiarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La TV è diventata peggio del virus, mi sta corrodendo il cervello», ha aggiunto Gigia. Ma reclusi in casa è difficile spegnerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho cambiato canale e sono apparsi gli svedesi, piuttosto tranquilli, non si sono fatti prendere dal panico come noi. «Allora ha ragione mia sorella!», ha detto Gigia. «No – le ho risposto – vedi che lì magari ci sono altri tipi di virologi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque l’America è sempre l’America, tutta un’altra storia. Per combattere il virus si sono armati fino ai denti. Pistole, mitra bazooka. L’americano lo sa che quando c’è da combattere non ci sono santi, la guerra è guerra.</p>
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