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	<title>Luigi Necco Archivi |</title>
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	<title>Luigi Necco Archivi |</title>
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		<title>Diego e Gigino. La vera storia de &#8220;La mano de Dios&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Necco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 17:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina Inghilterra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità. Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino. Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego già nella morsa della macchina del calcio, passione e dominio; a 15 anni Gigino si barcamena tra più mestieri, lontani da quelli della comunicazione. Ogni tanto trascrive col fratello le commedie per Eduardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego si prepara ad entrare con l’Argentina nel tunnel del regime totalitario, a 15 anni Gigino ancora non si è ripreso dal postguerra che ha stremato il popolo del sud.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per entrambi la famiglia è una responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego, appena gli è possibile, esprime le sue idee di sinistra; Gigino è figlio di comunista sovversivo, ed anche se il papà, quando ha lo stipendio, pensa prima al partito che alla famiglia, anche lui è di sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni sono magri. Tutti e due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno dei due ha troppa scelta, ma talento sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Diego piacciono le donne. A Gigino pure, ed è qualche fidanzata che inizia a chiamarlo Luigi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando Diego e Luigi si incontrano a Napoli forse si riconoscono e, come riferiscono i più, si sono simpatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego ha 23 anni, Luigi 50. È il 1984.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego è l’astro del calcio che un Presidente scaltro riesce a strappare al Barca, il giocatore che ogni squadra vorrebbe, è genio e “quasi” sregolatezza; Luigi è giornalista RAI, si sta laureando all’Orientale, gli ha sparato la camorra, ed è sulle tracce del tesoro di Priamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si preparano a vivere le più entusiasmanti vicende calcistiche che città terremotata abbia mai vissuto, 7 anni di rinascita partenopea, di cui il calcio è la punta dell’iceberg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’istituzione della seconda rete RAI molti giornalisti si spostano lì, pensando di avere maggiori opportunità, e Gigino, rimasto solo alla uno, prende il treno, quello di Novantesimo minuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi segue Diego. Brevi sketch nelle interviste, presenze condivise in programmi sportivi, Gigino tifa anche quando non dovrebbe. Diego qualche volta gli dà qualche intervista preferenziale, e anche se è lui che è il Campione, è lui che si concede, fa intravedere una certa stima. Con quel giornalista garantista, che non aizza ma smorza gli animi, si diverte.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=371%2C251&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1335" width="371" height="251" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?w=666&amp;ssl=1 666w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=640%2C433&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /><figcaption><em>Luigi Necco con Diego Armando Maradona</em></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scudetto ’87, Coppa Italia ’87, Coppa Uefa ’89, Scudetto ’90, Supercoppa ’90.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma prima, prima che il Napoli conquisti lo scudetto, succede qualcosa di inusitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il 1986, ci sono i Mondiali in Messico. Diego conduce la sua Argentina, non proprio favorita, Luigi va al seguito dell’Italia, campione in carica, contento soprattutto di vedere l’archeologia dei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia non ce la fa, la squadra lo capisce al pareggio con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il 12 giugno allo stadio Azteca a Città del Messico ai quarti di finale «Maradona tira fuori dal cilindro due tra i più controversi e assurdi gol della storia del calcio» (Dario Saltari).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi è là, con i suoi colleghi, e riesce a raggiungere Diego e glielo chiede, e prima di chiedere ha cercato le parole, ha cercato come parlare dell’indicibile, di un goal che esce dalle regole del gioco di cui gli arbitri non si sono accorti, ha pochi istanti, come sempre, ma gli vengono in soccorso i suoi studi di storia russa e tedesca, ripercorre mentalmente la sua passione, l’Odissea, e forse è proprio questo che lo aiuta perché per spiegare l’inspiegabile c’è solo il fato, che pertiene al divino: «La mano de Dios o la cabeza de Maradona?» Diego sorride e risponde: «Las dos».</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mondiali 1986, dopo la partita Argentina-Inghilterra, il giornalista Luigi Necco chiede: «La mano de dios o la cabeza de Maradona?» Diego risponde: «Las Dos»</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Una battuta geniale, che non doveva suscitare incidenti diplomatici» scrive l’amico Antonio Corbo, testimone in Messico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Gigino per questa frase lo intervistano le tv sudamericane. Diego va a vincere il mondiale con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego va oltre la diplomazia e nella sua autobiografia&nbsp;scrive che con quel 2-1 era stato «come riprendersi parte delle Malvinas» dopo che «tanti ragazzi argentini erano stati falciati come uccellini dagli inglesi» nel conflitto del 1982. Dichiarazioni con esiti devastanti sulle già martoriate Falkland, che subiscono attualmente un embargo economico dall’Argentina e che solo poche settimane fa hanno sminato la baia di Yorke (Lisa Watson).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi e Diego nell’86 non lo sanno, continuano ad essere trainati dai loro animi pieni dei desideri di ragazzi. Di successo, di giustizia sociale, di amicizia. Una fame che non si sazia e che diventa reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Luigi e Diego diventano grossi e grassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non si curano tanto della loro salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno cercato di pensare agli altri al meglio delle loro possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi muore solo. Diego muore solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà cosa ha chiesto a Diego quando è arrivato.</p>
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		<title>Operazione Teseo: storia del partigiano Riccioni, ultima scoperta di Necco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 16:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exploit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco nel suo ultimo libro “Operazione Teseo” (2014) in cui narra la vicenda, poco conosciuta, di Siro Riccioni, sottotenente italiano che, durante la seconda guerra mondiale, decise di combattere al fianco dei partigiani greci, diventando un eroe. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco, un&#8217;avvertenza per chi cercasse in questo libro (“Operazione Teseo” – 2014 – Tullio Pironti Editore) l’asettica descrizione di avvenimenti. Il testo è una narrazione appassionata, convulsa, con rapidi e improvvisi cambiamenti di scena, che riporta il clima di caos e smarrimento che consegue all’armistizio dell’8 settembre. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro narra, ma la narrazione è storica, frutto di una ricerca durata dieci anni. Un lavoro lungo e instancabile, tipico dell’attività di Luigi Necco, giornalista del presente e del passato, anche quello più remoto (vedi ritrovamento del tesoro di Troia dato per perduto).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un incontro fortunato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1984 Necco si trova a Creta per seguire gli scavi capeggiati da Louis Godart, segue la sua prima e mai sopita passione: l’archeologia. Sta tornando alla luce un insediamento distrutto da un incendio, probabilmente intorno al 1800 avanti Cristo. Ed è qui che avviene l’incontro che dà il via alla narrazione: «Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito (…). Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Operazione-Teseo-2014-Tullio-Pironti-Editore.jpg?resize=121%2C180&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1186" width="121" height="180"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Anghelo Manolis è un <em>antarte</em>, un partigiano greco, ed ha conquistato “il giornalista” per il suo portamento solenne come un wanax, l’antico re-sacerdote miceneo. Necco comprende che la sua intenzione di ricostruire, attraverso le testimonianze dirette dei cretesi, i rapporti tra l’Italia e l’isola è lì a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Manolis racconta, racconta che, con il suo gruppo di partigiani, dopo aver catturato un intero plotone di tedeschi destinati ad essere soppressi, risparmiò un prigioniero italiano dall’esecuzione immediata solo perché «c’è un altro italiano che sta con noi e combatte senza paura». Nessuno ne conosceva il vero nome, si faceva chiamare Georgos Sfendilakis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Georgos Sfendilakis è il sottotenente Siro Riccioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di quel che avvenne a Creta dopo l’8 settembre ci regala un ulteriore tassello di quel tormentato periodo. Cosa potevano fare gli italiani dopo un proclama di questo genere?</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito. Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi erano i nemici? Tutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una scelta di libertà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I Greci, che volevano vendicarsi dell’aggressione subita, i tedeschi che non avevano altro obiettivo che neutralizzare e schiavizzare i traditori, gli inglesi che non si fidavano degli italiani e quindi avevano deciso di non aiutarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro Riccioni sceglie, sceglie la libertà, diventa consapevole che è giunto il momento di combattere il nazismo, la sua è una scelta di campo dettata da valori, non è calcolo utilitaristico di eventuali (improbabili) benefici immediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riccioni sceglie e sceglie subito, non consegnando ai tedeschi un deposito di munizioni. Da lì parte la sua battaglia, le sue fughe attraverso montagne, gole, impervi sentieri, soffrendo il freddo e la fame fino ad arrivare ad un passo dalla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ferocia dei nazisti non si ferma, il cinismo degli inglesi non ha limiti. I tedeschi imbarcano sul mercantile Sinfre più di 2.500 italiani, gli “ex capitolati”, cioè quelli che non volevano né combattere e neppure collaborare con i tedeschi, sono destinati ad essere deportati chissà dove. Ammassati come bestie nella stiva, sorvegliati dai nazisti, la nave salpa ma un siluro inglese la colpisce, gli italiani tentano di salire in coperta ma vengono respinti dai mitra tedeschi. La nave affonda rapidamente, muoiono 1.850 italiani.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=395%2C296&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1175" width="395" height="296" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /><figcaption>Siro Riccioni (il secondo partendo da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Gli inglesi non conoscevano il carico della nave? Dovevano essere soppresse le eventuali braccia lavorative a servizio del nemico? Questa è la guerra, questo è ciò che è accaduto dopo l’8 settembre, a Creta come altrove. Il tragico episodio spinge ancor di più Riccioni all’azione, unico è l’imperativo: salvare la vita ai suoi commilitoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione si svolge in un arco temporale che parte dalla caduta di Mussolini fino all’aprile del 1945.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo arco di tempo Riccioni si conquista il rispetto dei partigiani greci, per loro è il <em>capetan</em>. Ma proprio mentre i cretesi stanno riprendendo possesso dell’isola, si scatena l’istinto di vendetta nei confronti degli italiani, Siro Riccioni sfugge ad un altro attentato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il blitz contro i tedeschi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È il primo aprile del 1945 quando Riccioni viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di trecento italiani, per lo più gente malata che non vuole schierarsi con loro. Siro, con pochi uomini, tra cui Anghelo Manolis, tende un agguato al plotone che si accingeva a sterminare i prigionieri aprendo il fuoco pochi attimi prima dell’esecuzione. Salvi 272 italiani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il 1 aprile 1945, siro viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di 300 italiani, considerati traditori. con pochi uomini, tende un agguato al plotone d&#8217;esecuzione e ne salva 272</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nella motivazione alla medaglia d’argento al valore militare si legge: «Mentre i nostri fratelli già allineati al muro ascoltavano impavidi, l’iniqua condanna, con epico slancio, alla testa di pochi valorosi offertisi volontari per l’audace impresa, piombava sul plotone d’esecuzione, che si apprestava ad eseguire l’orrendo massacro e con lancio di bombe a mano e raffiche di mitraglia lo sbaragliava, ridonando alla vita ed alla patria i morituri figli d’Italia. Figura degna delle sublimi tradizioni dell’eroismo italiano.»&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro ritorna in patria, prende una seconda laurea, ridiventa tenente e poi capitano nel 1951. Muore nel 1956 durante un’esercitazione militare in montagna con i suoi alpini, un masso si stacca da una cresta e gli piomba sul capo: il luogo si chiama Creta delle Cianevate.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1178" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1178" class="wp-image-1178" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1174" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1174" class="wp-image-1174" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?w=1536&amp;ssl=1 1536w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">A sinistra, Luigi Necco riceve la cittadinanza onoraria di Bussi sul Tirino (paese di Riccioni, in Abruzzo) per aver raccontato la storia del sottotenente-partigiano; a destra, il giornalista posa con gli alpini di Bussi sul Tirino</figcaption></figure>
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