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	<title>virus Archivi |</title>
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	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
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	<title>virus Archivi |</title>
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		<title>La settimana che ha smarrito l’articolo, nel Paese delle “spesse volte”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 16:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia della Crusca]]></category>
		<category><![CDATA[ci vediamo settimana prossima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quand’è che in Italia il termine “settimana” ha perso l’articolo “la”? Sempre più persone dicono: «Ci vediamo settimana prossima». Perché? Sarà una specie di virus che si diffonde inesorabilmente, e per il quale occorrerebbe un vaccino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/la-settimana-che-ha-smarrito-larticolo-nel-paese-delle-spesse-volte/">La settimana che ha smarrito l’articolo, nel Paese delle “spesse volte”</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Dovevo essere distratto, sicuramente ero intento a far altro, e ve lo giuro: non me ne sono accorto. Non riesco proprio a ricordare quand’è che in Italia il termine “settimana” ha perso l’articolo “la”. Ci deve essere stato un momento che ha dato l’avvio a questa abitudine, purtroppo sempre più diffusa, di eliminare quella parte variabile del discorso la quale, secondo la grammatica italiana, si colloca prima di un nome o una parola. Si tratta &#8211; suppongo &#8211;&nbsp; di una specie di virus, visto che si diffonde con una velocità preoccupante, e che agisce un po’ come il covid (solo che quello azzerava gusto e olfatto). La colpa, questa volta, non possiamo darla ai cinesi, e men che meno ai pipistrelli, che d’italiano non ne sanno un’acca. La colpa è nostra, che di prenderci cura delle cose &#8211; e in questo caso della lingua &#8211; non abbiamo proprio voglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non occorre scomodare l’Accademia della Crusca (che ovviamente ritiene corretta la forma con l’articolo) per ipotizzare che magari c’è chi, nello scopiazzare la classica espressione inglese “next week” (che non richiede l’articolo), si senta più moderno, al passo con i tempi (probabilmente questo soggetto direbbe: più smart). In fondo &#8211; sosterrebbe probabilmente costui &#8211; che “settimana” è un termine femminile lo sappiamo: che bisogno c’è di metterle accanto l’articolo? È una perdita di tempo!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse è per questo che la moda si è sviluppata prima a Milano, dove la gente lavora ininterrottamente e, quando stacca, va di corsa in barca o a sciare per il weekend. Con questi ritmi non è possibile sprecare nemmeno un centesimo di secondo per costruire una frase correttamente. Quello che mi stupisce, però, è sentire sempre più napoletani salutarti con un: «Ci vediamo settimana prossima». Lo sanno tutti che noi napoletani non abbiamo questo assillo del lavoro (per chi ce l’ha) e passiamo la giornata a bere caffè, a cantare, a mangiare pizze piegate a libretto davanti al murales di Maradona. Allora mi chiedo: che senso ha risparmiare un attimo nel pronunciare un’espressione che, privata dell’articolo, diventa davvero brutta?</p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:34% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="980" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=980%2C980&#038;ssl=1" alt="Open Italian dictionary with torn pages on wooden desk" class="wp-image-1728 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=768%2C768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=640%2C640&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/image-6a1d4607d13e7.png?resize=500%2C500&amp;ssl=1 500w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<h2 class="wp-block-heading">Quand’è che in Italia il termine “settimana” ha perso l’articolo “la”? Si tratta di una specie di virus, visto che si diffonde con una velocità preoccupante. Servirebbe subito un vaccino</h2>
</blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">E passi per i politici, sui quali non mi dilungo perché abbiamo tutti perso le speranze che possano essere &#8211; o quanto meno apparire &#8211; migliori degli elettori. Che dire dei numerosi giornalisti e scrittori contagiati da questo virus? Loro con le parole ci lavorano: andrebbero curati subito con un vaccino obbligatorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma che le cose sarebbero andate così avrei dovuto capirlo qualche decennio fa, quando l’allora direttore del più grande quotidiano nazionale, ad ogni pie’ sospinto, ci regalava l’espressione “spesse volte”, oggi diventata di dominio pubblico. Eppure si dà il caso che il termine “spesso”, quando è avverbio, cioè quando lo usiamo per indicare una cosa che succede di frequente, non può essere declinato al plurale e non ha una sua forma femminile. È “spesso”, punto e basta. Altrimenti, è aggettivo. Ma, a quel punto, significa tutt’altro: e cioè, si fa riferimento allo spessore di una cosa. Quindi, l’espressione “spesse volte” potrebbe riferirsi ad un elemento architettonico di una chiesa o di un’antica costruzione avente volte molto consistenti: appunto, “spesse”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà l’età che avanza inesorabilmente ma, nel corso del tempo, ho sviluppato una crescente allergia a queste espressioni urticanti, che vi prego di non utilizzare, soprattutto combinate: fatelo per il mio bene. Ormai vivo nel terrore di morire per shock anafilattico se qualcuno un giorno dovesse dirmi: «Amico mio, ci vediamo a Capri settimana prossima, io ci vado spesse volte».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Vorrei&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Arianna Avondola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2021 11:43:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto pesa la pandemia? Tanto, tantissimo. Ma quanto pesa dover spiegare ad un figlio al tempo della pandemia che bisogna seguire le regole e che la legge è uguale per tutti e vale per tutti? Questo non è calcolabile. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, lo sai che Marco ieri è andato a casa di Alessio? Ma si può fare in zona rossa?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«No, tesoro, non si può.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, Franco ha organizzato la sua festa di compleanno: partita di calcetto con tutta la classe! Ma si può fare in zona arancione?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«No, amore, mi dispiace non si può fare, perciò non ti mando.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Mamma, lo sai, Alfredo e Fabiana sono andati nella casa delle vacanze. Perché non andiamo anche noi?»</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Purtroppo non si può: è vietato andare in un’altra regione…»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto pesa la pandemia? Tanto, tantissimo. Ma quanto pesa dover spiegare ad un figlio al tempo della pandemia che bisogna seguire le regole e che la legge è uguale per tutti e vale per tutti? Questo non è calcolabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se mentre fai la spesa entra qualcuno e si attacca a te (senza mantenere le distanze) e glielo fai notare, dai fastidio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se tutti i condomini del palazzo entrano ed escono dall’ascensore senza mascherina e lo fai presente, sei un cretino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se non mandi tuo figlio ad una festa di compagni di classe, sei una «fissata» che dovrebbe «stare un po’ tranquillina!»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se stai chiuso dentro casa e segui le regole, ti dicono: «Che esagerata che sei! Si campa una volta sola!».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, io vorrei campare! E vorrei tanto che mio figlio non dovesse sentirsi parte di una minoranza irrisa, per il solo fatto che i suoi genitori gli hanno insegnato a seguire le regole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei che si sentisse parte di una comunità che rinuncia (temporaneamente) ad un piacere personale ed egoistico per un fine comune: liberarci tutti da questo virus maledetto, che ci sta rovinando la vita!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non giudico gli altri, ma non vorrei essere giudicata da loro. E soprattutto vorrei non dovermi più giustificare perché mi attengo alla legge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei che mio figlio non dovesse sentirsi uno stupido perché è ligio. Perché la serietà e la correttezza, il rispetto dell’altro e la tutela dei più deboli sono pregi e non difetti, soprattutto se si hanno solo 12 anni!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei…</p>
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		<title>The Covid Show</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aitan Moon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 11:19:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exploit]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il mondo è pieno di gente che campa di virus», mi ha detto. Le ho dato ragione. Per far passare una pubblicità di quelle che sborsano molto serviva un virologo che dicesse qualcosa di tosto sul virus, tipo: «Questo virus non è virale!». Ma doveva dirlo gridando, guardando la camera con gli occhi fuori dalle orbite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo l’opposizione aveva deciso di dire il contrario di quello che diceva il governo, a prescindere dal virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tua sorella è un problema per te… e quindi ti rompe i coglioni, ci mancava solo il virus!», così le ho detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lei è convinta che dobbiamo acquisire l’immunità di gregge», mi ha detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Io conosco solo l’istinto del gregge», le ho risposto, e l’ho buttata sul filosofico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse Nietzsche c’entrava qualcosa, questa scienza dei fatti e delle certezze non aveva nulla di certo, i loro “fatti” erano stupidi e c’erano in giro solo interpretazioni. Chi interpretava meglio poteva conquistare il potere. La volontà di potenza, nel frattempo, diventava volontà d’impotenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma basta con la filosofia, se si esagera arriva la noia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="523" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=980%2C523&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1113" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1024%2C547&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=768%2C410&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1536%2C820&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=640%2C342&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=937%2C500&amp;ssl=1 937w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>sempre In TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la TV mandava un programma dove si parlava di topi, dalla peste al Covid la colpa è sempre dei topi. Ma ero io che non avevo capito. Il concetto era un altro, siccome i cinesi mangiano i topi vivi nel caso della pandemia forse avevano mangiato un pipistrello vivo o, probabilmente, un serpente aveva mangiato un pipistrello vivo e, a sua volta, il cinese aveva mangiato il serpente, crudo. Sempre in TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa e si agita in modo tale che è praticamente impossibile ingoiarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La TV è diventata peggio del virus, mi sta corrodendo il cervello», ha aggiunto Gigia. Ma reclusi in casa è difficile spegnerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho cambiato canale e sono apparsi gli svedesi, piuttosto tranquilli, non si sono fatti prendere dal panico come noi. «Allora ha ragione mia sorella!», ha detto Gigia. «No – le ho risposto – vedi che lì magari ci sono altri tipi di virologi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque l’America è sempre l’America, tutta un’altra storia. Per combattere il virus si sono armati fino ai denti. Pistole, mitra bazooka. L’americano lo sa che quando c’è da combattere non ci sono santi, la guerra è guerra.</p>
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