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	<title>Exploit Archivi |</title>
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	<title>Exploit Archivi |</title>
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		<title>Operazione Teseo: storia del partigiano Riccioni, ultima scoperta di Necco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 16:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exploit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco nel suo ultimo libro “Operazione Teseo” (2014) in cui narra la vicenda, poco conosciuta, di Siro Riccioni, sottotenente italiano che, durante la seconda guerra mondiale, decise di combattere al fianco dei partigiani greci, diventando un eroe. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco, un&#8217;avvertenza per chi cercasse in questo libro (“Operazione Teseo” – 2014 – Tullio Pironti Editore) l’asettica descrizione di avvenimenti. Il testo è una narrazione appassionata, convulsa, con rapidi e improvvisi cambiamenti di scena, che riporta il clima di caos e smarrimento che consegue all’armistizio dell’8 settembre. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro narra, ma la narrazione è storica, frutto di una ricerca durata dieci anni. Un lavoro lungo e instancabile, tipico dell’attività di Luigi Necco, giornalista del presente e del passato, anche quello più remoto (vedi ritrovamento del tesoro di Troia dato per perduto).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un incontro fortunato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1984 Necco si trova a Creta per seguire gli scavi capeggiati da Louis Godart, segue la sua prima e mai sopita passione: l’archeologia. Sta tornando alla luce un insediamento distrutto da un incendio, probabilmente intorno al 1800 avanti Cristo. Ed è qui che avviene l’incontro che dà il via alla narrazione: «Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito (…). Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Operazione-Teseo-2014-Tullio-Pironti-Editore.jpg?resize=121%2C180&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1186" width="121" height="180"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Anghelo Manolis è un <em>antarte</em>, un partigiano greco, ed ha conquistato “il giornalista” per il suo portamento solenne come un wanax, l’antico re-sacerdote miceneo. Necco comprende che la sua intenzione di ricostruire, attraverso le testimonianze dirette dei cretesi, i rapporti tra l’Italia e l’isola è lì a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Manolis racconta, racconta che, con il suo gruppo di partigiani, dopo aver catturato un intero plotone di tedeschi destinati ad essere soppressi, risparmiò un prigioniero italiano dall’esecuzione immediata solo perché «c’è un altro italiano che sta con noi e combatte senza paura». Nessuno ne conosceva il vero nome, si faceva chiamare Georgos Sfendilakis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Georgos Sfendilakis è il sottotenente Siro Riccioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di quel che avvenne a Creta dopo l’8 settembre ci regala un ulteriore tassello di quel tormentato periodo. Cosa potevano fare gli italiani dopo un proclama di questo genere?</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito. Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi erano i nemici? Tutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una scelta di libertà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I Greci, che volevano vendicarsi dell’aggressione subita, i tedeschi che non avevano altro obiettivo che neutralizzare e schiavizzare i traditori, gli inglesi che non si fidavano degli italiani e quindi avevano deciso di non aiutarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro Riccioni sceglie, sceglie la libertà, diventa consapevole che è giunto il momento di combattere il nazismo, la sua è una scelta di campo dettata da valori, non è calcolo utilitaristico di eventuali (improbabili) benefici immediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riccioni sceglie e sceglie subito, non consegnando ai tedeschi un deposito di munizioni. Da lì parte la sua battaglia, le sue fughe attraverso montagne, gole, impervi sentieri, soffrendo il freddo e la fame fino ad arrivare ad un passo dalla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ferocia dei nazisti non si ferma, il cinismo degli inglesi non ha limiti. I tedeschi imbarcano sul mercantile Sinfre più di 2.500 italiani, gli “ex capitolati”, cioè quelli che non volevano né combattere e neppure collaborare con i tedeschi, sono destinati ad essere deportati chissà dove. Ammassati come bestie nella stiva, sorvegliati dai nazisti, la nave salpa ma un siluro inglese la colpisce, gli italiani tentano di salire in coperta ma vengono respinti dai mitra tedeschi. La nave affonda rapidamente, muoiono 1.850 italiani.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=395%2C296&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1175" width="395" height="296" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /><figcaption>Siro Riccioni (il secondo partendo da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Gli inglesi non conoscevano il carico della nave? Dovevano essere soppresse le eventuali braccia lavorative a servizio del nemico? Questa è la guerra, questo è ciò che è accaduto dopo l’8 settembre, a Creta come altrove. Il tragico episodio spinge ancor di più Riccioni all’azione, unico è l’imperativo: salvare la vita ai suoi commilitoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione si svolge in un arco temporale che parte dalla caduta di Mussolini fino all’aprile del 1945.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo arco di tempo Riccioni si conquista il rispetto dei partigiani greci, per loro è il <em>capetan</em>. Ma proprio mentre i cretesi stanno riprendendo possesso dell’isola, si scatena l’istinto di vendetta nei confronti degli italiani, Siro Riccioni sfugge ad un altro attentato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il blitz contro i tedeschi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È il primo aprile del 1945 quando Riccioni viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di trecento italiani, per lo più gente malata che non vuole schierarsi con loro. Siro, con pochi uomini, tra cui Anghelo Manolis, tende un agguato al plotone che si accingeva a sterminare i prigionieri aprendo il fuoco pochi attimi prima dell’esecuzione. Salvi 272 italiani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il 1 aprile 1945, siro viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di 300 italiani, considerati traditori. con pochi uomini, tende un agguato al plotone d&#8217;esecuzione e ne salva 272</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nella motivazione alla medaglia d’argento al valore militare si legge: «Mentre i nostri fratelli già allineati al muro ascoltavano impavidi, l’iniqua condanna, con epico slancio, alla testa di pochi valorosi offertisi volontari per l’audace impresa, piombava sul plotone d’esecuzione, che si apprestava ad eseguire l’orrendo massacro e con lancio di bombe a mano e raffiche di mitraglia lo sbaragliava, ridonando alla vita ed alla patria i morituri figli d’Italia. Figura degna delle sublimi tradizioni dell’eroismo italiano.»&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro ritorna in patria, prende una seconda laurea, ridiventa tenente e poi capitano nel 1951. Muore nel 1956 durante un’esercitazione militare in montagna con i suoi alpini, un masso si stacca da una cresta e gli piomba sul capo: il luogo si chiama Creta delle Cianevate.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1178" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1178" class="wp-image-1178" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1174" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1174" class="wp-image-1174" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?w=1536&amp;ssl=1 1536w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">A sinistra, Luigi Necco riceve la cittadinanza onoraria di Bussi sul Tirino (paese di Riccioni, in Abruzzo) per aver raccontato la storia del sottotenente-partigiano; a destra, il giornalista posa con gli alpini di Bussi sul Tirino</figcaption></figure>
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		<title>The Covid Show</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aitan Moon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 11:19:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gigia continuava a rompermi le scatole con le sue solfe sulla sorella che non ne vuole sapere di starsene a casa in questo periodo di reclusione. Intanto la TV mandava in diretta il virus dei virologi che diceva il contrario del virus della sera prima.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il mondo è pieno di gente che campa di virus», mi ha detto. Le ho dato ragione. Per far passare una pubblicità di quelle che sborsano molto serviva un virologo che dicesse qualcosa di tosto sul virus, tipo: «Questo virus non è virale!». Ma doveva dirlo gridando, guardando la camera con gli occhi fuori dalle orbite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo l’opposizione aveva deciso di dire il contrario di quello che diceva il governo, a prescindere dal virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tua sorella è un problema per te… e quindi ti rompe i coglioni, ci mancava solo il virus!», così le ho detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Lei è convinta che dobbiamo acquisire l’immunità di gregge», mi ha detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Io conosco solo l’istinto del gregge», le ho risposto, e l’ho buttata sul filosofico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse Nietzsche c’entrava qualcosa, questa scienza dei fatti e delle certezze non aveva nulla di certo, i loro “fatti” erano stupidi e c’erano in giro solo interpretazioni. Chi interpretava meglio poteva conquistare il potere. La volontà di potenza, nel frattempo, diventava volontà d’impotenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma basta con la filosofia, se si esagera arriva la noia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="523" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=980%2C523&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1113" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1024%2C547&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=768%2C410&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=1536%2C820&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=640%2C342&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?resize=937%2C500&amp;ssl=1 937w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/virus-4937553_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>sempre In TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la TV mandava un programma dove si parlava di topi, dalla peste al Covid la colpa è sempre dei topi. Ma ero io che non avevo capito. Il concetto era un altro, siccome i cinesi mangiano i topi vivi nel caso della pandemia forse avevano mangiato un pipistrello vivo o, probabilmente, un serpente aveva mangiato un pipistrello vivo e, a sua volta, il cinese aveva mangiato il serpente, crudo. Sempre in TV, però, mi hanno fatto notare che è impossibile mangiare un topo vivo, perché scappa e si agita in modo tale che è praticamente impossibile ingoiarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La TV è diventata peggio del virus, mi sta corrodendo il cervello», ha aggiunto Gigia. Ma reclusi in casa è difficile spegnerla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ho cambiato canale e sono apparsi gli svedesi, piuttosto tranquilli, non si sono fatti prendere dal panico come noi. «Allora ha ragione mia sorella!», ha detto Gigia. «No – le ho risposto – vedi che lì magari ci sono altri tipi di virologi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunque l’America è sempre l’America, tutta un’altra storia. Per combattere il virus si sono armati fino ai denti. Pistole, mitra bazooka. L’americano lo sa che quando c’è da combattere non ci sono santi, la guerra è guerra.</p>
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		<title>50 anni fa si giocava la partita del secolo: Italia-Germania 4 a 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 22:04:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia-germania 4 a 3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra poco più di un mese, si celebrerà il 50esimo anniversario di quella che è passata alla storia, in tutto il mondo, come "la partita del secolo". Parliamo di Italia-Germania, semifinale del Campionato del Mondo del 1970, che si giocò il 17 giugno allo Stadio Azteca di Città del Messico, e che finì con il risultato di 4 a 3 a favore degli azzurri. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra poco più di un mese, si celebrerà il 50esimo anniversario di quella che è passata alla storia, in tutto il mondo, come &#8220;la partita del secolo&#8221;. Parliamo di Italia-Germania, semifinale del Campionato del Mondo del 1970, che si giocò il 17 giugno allo Stadio Azteca di Città del Messico, e che finì con il risultato di 4 a 3 a favore degli azzurri.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Io avevo appena compiuto un anno, quindi non posso ricordare quella partita, che continua però ad emozionare chi ne guarda le immagini anche a distanza di anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A detta dei cronisti dell&#8217;epoca, non fu un incontro tatticamente e tecnicamente impeccabile, anzi, ma certamente unico dal punto di vista delle emozioni, con continui ribaltamenti di fronte e di risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Italia poi perse la finale con il Brasile. Ma di quell&#8217;edizione dei Mondiali non si ricorda la squadra che alzò la coppa, ma quella che conquistò eroicamente quella semifinale. Perché, quando le imprese sono grandi, le emozioni valgono più dei trofei.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il clima</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sono numerosi i film in cui se ne parla, a cominciare da &#8220;Italia-Germania 4 a 3&#8221; di Andrea Barzini (1990) in cui un gruppo di amici di liceo organizza una rimpatriata per guardare la partita, in occasione del ventesimo anniversario del match.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro fu giocato, inoltre, in un periodo nel quale il clima politico in Italia era abbastanza arroventato, scosso da avvenimenti tragici e forti cambiamenti sociali. Il &#8217;68 era appena passato e lo Statuto dei lavoratori (di cui ricorre il 50enario quest&#8217;anno) era stato approvato meno di un mese prima di quella semfinale, il 20 maggio del &#8217;70.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò nonostante, tutti gli italiani, di destra, di sinistra, dei movimenti, restarono incollati a tv e radioline per assistere a quella partita. Perché, come dice l&#8217;inno, &#8220;l&#8217;Italia chiamò!&#8221;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le immagini</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I tifosi di calcio in astinenza, in attesa della riapertura in sicurezza dei campionati, possono guardare questa bella sintesi video di quella storica impresa della nostra nazionale, che ExPost propone in pagina, realizzata da Mediaitaliatv.</p>



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