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	<title>Napoli Archivi |</title>
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	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
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	<title>Napoli Archivi |</title>
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		<title>Alla ricerca dell&#8217;umanità perduta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pino Imperatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 17:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete perso la reputazione? Niente paura: rivolgetevi a Jack Soriano, vi aiuterà a rintracciarla. Volete ritrovare il filo del discorso? Non andate nel panico: Soriano vi risolverà il caso in quattro e quattr’otto. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h6 class="has-text-align-center wp-block-heading"><em>Prefazione al libro &#8220;Cause perse &#8211; Una maledetta  primavera per Jack Soriano&#8221; di Antonio Vastarelli (Edizioni Mea)</em></h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete perso la reputazione? Niente paura: rivolgetevi a Jack Soriano, vi aiuterà a rintracciarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Volete ritrovare il filo del discorso? Non andate nel panico: Soriano vi risolverà il caso in quattro e quattr’otto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Desiderate recuperare la memoria? Soriano è a vostra disposizione: vi farà tornare in mente, col vostro permesso, anche ciò che non volevate più ricordare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avete perso le staffe, i sensi, la faccia? Soriano ve li restituirà in un batter d’occhio, come nuovi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Astuto, suadente, cordiale, l’investigatore privato Jack Soriano, un passato da borseggiatore e un presente che viaggia sulle rotte dell’improvvisazione, fa il suo esordio in questa singolare commedia di Antonio Vastarelli. Ed è un esordio col botto, perché il personaggio – e con lui l’opera – è appetitoso, esilarante, effervescente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Campa alla giornata, Soriano, acquattato come un felino (<em>nomen omen</em>) nel suo angusto ufficio-abitazione; non ha certezze, né ha alcuna intenzione di averne: prende la vita come viene, punto e basta. E se la spassa, scherza, si diverte, convinto com’è che ogni impedimento e ogni disgrazia debbano essere affrontati con allegria e leggerezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indolente, pigro, creativo, sfuggente, Soriano. Sa discernere l’onestà dalla cattiveria e si adatta con rapidità alle situazioni in cui di volta in volta si ritrova coinvolto per caso, per necessità o per invocazione altrui. È irriverente e scorretto quel tanto che basta per sopravvivere in un mondo in cui pullulano bugiardi, approfittatori, ipocriti e individui fuori di testa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un <em>tombeur-de-femmes</em>, Soriano: non c’è donna capace di schivare la sua ragnatela seduttiva, fatta di trame neanche troppo studiate e sofisticate che lo rendono una simpatica, irresistibile canaglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con i suoi modi compassati e la sua perspicacia deduttiva, Jack Soriano ammicca ai detective di scuola statunitense che tanto successo hanno avuto nella letteratura del Novecento: è un Philip Marlowe <em>made in Naples</em>; è provvisto di un pratico cinismo alla Sam Spade; ha i modi pasticcioni di Toby Peters. Cervello sveglio, battuta pronta e faccia da schiaffi, non ha bisogno di farsi valere con pistole e proiettili; la sua arma esclusiva è la favella, con cui spara parole (e giochi di parole) che mettono in scacco ogni interlocutore.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=212%2C297&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1607" width="212" height="297" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=731%2C1024&amp;ssl=1 731w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=214%2C300&amp;ssl=1 214w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=768%2C1075&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1097%2C1536&amp;ssl=1 1097w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1463%2C2048&amp;ssl=1 1463w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=640%2C896&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=1024%2C1433&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?resize=357%2C500&amp;ssl=1 357w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2022/04/COPERTINA-CAUSE-PERSE-01.jpg?w=1773&amp;ssl=1 1773w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Come una calamita, attrae tipi eccentrici, strampalati, i quali gli propinano le circostanze più inconsuete e irrazionali che l’umana esistenza possa partorire. Se non fosse per l’assenza di elementi horror, farebbe concorrenza al fumettistico “investigatore dell’incubo” Dylan Dog, anch’egli quotidianamente alle prese con clienti affatto normali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle donne in cui Soriano si imbatte, la psicologa Sabrina, è incuriosita dalla sua condizione: «Vorrei approfondire questa storia del suo lavoro, questa sua tendenza ad aiutare le persone bizzarre, a cercare cose perse, un’attività molto poetica». Poetica e tuttavia redditizia: Soriano deve pur sbarcare il lunario, indi arraffa banconote a destra e a manca a titolo di ricompensa per le proprie prestazioni <em>sui generis</em>. L’unica eccezione la fa per le performance erotiche: in quel campo si concede gratis e volentieri, con risultati al di sopra della media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull’argomento va fornita una doverosa avvertenza: gustatevi queste pagine senza provare a indovinare l’evoluzione della vicenda (ammesso e non concesso che la vicenda abbia un’evoluzione), godendovi in totale relax ogni passaggio del testo; se al contrario proverete ad avanzare supposizioni e congetture, l’autore vi spiazzerà conducendovi nella direzione opposta a quella immaginata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da meritato vincitore del premio per la scrittura comica intitolato a Massimo Troisi, Vastarelli mostra una notevole padronanza dei meccanismi utili a produrre buonumore e risate; risate colte, intelligenti, pregne di sottintesi e sottotracce che sovente sfociano nel <em>nonsense </em>e negli universi paralleli dell’assurdo e del surreale. Si tratta, come ben sanno i cultori dell’<em>ars ridendi</em>, di un’operazione letteraria – in tal caso anche teatrale – ambiziosa e allo stesso tempo temeraria, poiché se non è governata e dosata nel modo opportuno, rischia di implodere su se stessa. E non c’è peggiore condanna, per uno scrittore dallo stile arguto e brillante, di quella di veder precipitare i propri intenti ilari in una accoglienza fredda da parte dei lettori. Vastarelli sfugge a cotanto pericolo grazie al talento di cui è dotato e agli insegnamenti di grandi autori del passato. Due, in particolare: Eugene Ionesco e Achille Campanile. In “Cause perse” si avvertono con chiarezza gli echi delle loro opere; si pensi, ad esempio, alle <em>pièces </em>“La cantatrice calva” e “La lezione” del drammaturgo rumeno e alle commedie “Il povero Piero” e “L’inventore del cavallo” di Campanile, quattro capolavori che ancora oggi, a diversi decenni dalla loro pubblicazione e dalle loro prime rappresentazioni, mantengono una forza dirompente, in quanto costituiscono una denuncia autorevole delle assurdità, delle follie e delle illogicità che l’umanità manifesta in ogni epoca storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Cause perse” non ha un attimo di tregua; è una commedia briosa, incalzante, ricca di sorprese. Muovendosi come in una veloce quadriglia, i personaggi di Vastarelli si incrociano, si scambiano di posto, intrecciano l’uno con l’altro azioni, storie e conversazioni. L’esito è una vivace carrellata di avvenimenti da assaggiare scena dopo scena, dialogo dopo dialogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene allora da chiedersi: chi è davvero Jack Soriano? Un investigatore maldestro o un profondo indagatore di manie e fobie? Un amabile cialtrone o uno smascheratore di paradossi e irragionevolezze?</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questa commedia è solo un <em>divertissement </em>o un pregevole affresco dei comportamenti sociali contemporanei?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A voi le risposte. Io ora mi faccio da parte. Non vorrei cadere nell’errore di farvi perdere tempo e di conseguenza costringervi a scomodare il buon Soriano, che in questo momento starà sicuramente facendo una pennichella sognando di interpretare il ruolo di protagonista in nuove, dilettevoli avventure.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>gustatevi queste pagine senza provare a indovinare l’evoluzione della vicenda (ammesso e non concesso che la vicenda abbia un’evoluzione); se al contrario proverete ad avanzare supposizioni e congetture, l’autore vi spiazzerà conducendovi nella direzione opposta a quella immaginata.</p></blockquote>
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		<title>Una vita tra il Serio e il faceto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 14:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extraterrestri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Il Nord non capisce il nostro stile di vita. Qui si vive e anche bene». Questo sostenne Michele Serio, scrittore multiforme e irregolare, tra gli autori cult del pulp italiano (morto il 24 ottobre scorso), in un'intervista che mi rilasciò esattamente 15 anni fa e che oggi vi ripropongo. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<pre class="wp-block-verse has-small-font-size"><em>Il 24 ottobre scorso è morto Michele Serio, scrittore multiforme e irregolare, tra gli autori cult del pulp italiano. Per ricordarlo, ripubblico – a seguire – un’intervista che mi ha rilasciato esattamente 15 anni fa (il 4 novembre del 2006) per il quotidiano Napolipiù. Lo spunto era una polemica nata da alcune affermazioni del giornalista Giorgio Bocca il quale sosteneva che a Napoli avesse vinto la camorra. Dalle risposte di Serio emerge il suo sguardo ironico, ma mai scontato, sulla città che amava proprio per i suoi (presunti) difetti.</em></pre>



<p class="is-style-default wp-block-paragraph">Michele Serio, scrittore partenopeo, nel suo libro “Napoli corpo a corpo”, contraddice le tesi catastrofiste di Giorgio Bocca (il quale sostiene su <em>L’Espresso</em> di ieri che a Napoli ha vinto la camorra): «La criminalità c’è sempre stata, ma noi napoletani abbiamo già trovato il sistema di combatterla, sopravvivendo, ma anche vivendo, amando. La verità è che il Nord si rifiuta di capire il nostro stile di vita».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Ma come, Serio, Napoli è sulle prime pagine di tutti i giornali per l’emergenza criminalità, Bocca su <em>L’Espresso</em> dice che ha vinto la camorra, e lei minimizza?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«A me sembra la Napoli di sempre. C’è solo un problema contingente causato dall’indulto».</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=249%2C347&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1517" width="249" height="347" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=733%2C1024&amp;ssl=1 733w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=215%2C300&amp;ssl=1 215w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=768%2C1073&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1099%2C1536&amp;ssl=1 1099w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1466%2C2048&amp;ssl=1 1466w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=640%2C894&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=1024%2C1431&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?resize=358%2C500&amp;ssl=1 358w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/pp-bocca-serio.jpg?w=1622&amp;ssl=1 1622w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /><figcaption><em>La pagina di Napolipiù <br>del 4 novembre 2006<br>con l&#8217;intervista a Michele Serio</em></figcaption></figure></div>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Prodi sostiene che le statistiche non confermano la tesi che sia colpa dell’indulto.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Ma io sono una persona abituata ad ascoltare, mi fido delle mie statistiche, quelle del vicolo. Deve sapere che, in estate, alcune persone di strada mi hanno fatto presente che sarebbero tornate molto tardi dalle vacanze, almeno a fine settembre, perché, dopo l’indulto, si prevedeva un po’ di casino».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, l’emergenza Napoli esiste?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Solo in maniera contingente a causa dell’indulto. C’è stata una grave sottovalutazione di quello che poteva accadere al Sud dove esiste una grossa presenza della criminalità organizzata. E mi dispiace che a varare il provvedimento sia stato un politico campano. Forse l’avrà fatto perché si chiama Clemente. Ma, devo essere sincero, io avrei preferito che il ministro della Giustizia si chiamasse Severo».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Lei si chiama Serio, eppure scherza. Se la vuole cavare con una battuta?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«È la situazione nella quale viviamo in questi giorni a non essere seria».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, se si tratta di un fatto contingente, non è giustificato &#8211; lei sostiene &#8211; tutto questo clamore sulla stampa nazionale. Di cosa si tratta, allora, di una “recrudescenza” dei mass media?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Direi di sì. Questo tipo di “recrudescenza” è ciclica. Ma non si preoccupi, tanto di solito dura sei sette giorni, poi l’attenzione calerà perché non si tratta di un’attenzione seria. Quando c’è la notizia ci si avventa sopra, poi tutto torna in sordina e chi se ne frega!».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Ammetterà che la criminalità a Napoli esiste. Vede particolari responsabilità politiche?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Del governo sicuramente. L’indulto è stato un provvedimento superficiale e stupido. Per quanto riguarda le istituzioni locali, sinceramente, quelle attuali non mi sembrano né peggio, né meglio di quelle che le hanno precedute. E non faccio un discorso politico, ma di risultati».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Eppure, alle elezioni, il centrosinistra ha sempre stravinto a Napoli e in Campania, negli ultimi tredici anni. Come se lo spiega?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Con il fatto che l’opposizione non esiste e la gente vota sempre gli stessi perché non ha una reale alternativa. Infatti, io dividerei equamente le colpe, al cinquanta per cento, tra governo e opposizione».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, ha ragione <em>L’Espresso</em>, Napoli è perduta?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Napoli è così da un’eternità. È da sempre che viviamo in questa situazione fatta di politici che non sono l’ideale e di intellettuali fumosi. Ma, in fondo, si vive bene».</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:35% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="827" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio.jpg?resize=980%2C827&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1519 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=1024%2C864&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=300%2C253&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=768%2C648&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=1536%2C1295&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=2048%2C1727&amp;ssl=1 2048w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=640%2C540&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?resize=593%2C500&amp;ssl=1 593w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/Michele_Serio-scaled.jpg?w=1960&amp;ssl=1 1960w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="wp-block-heading">«La verità sa qual è? Al Nord non vogliono capire, anzi, diciamo che non capiscono il nostro stile di vita. Vengono qui, ci giudicano e poi se ne vanno.»</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Se la sente Bocca, si arrabbia.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Non so a Milano, ma a Napoli i ristoranti sono sempre pieni. Abbiamo uno sportello bancario ogni quattro metri, tremila società finanziarie. A me non sembra affatto che la gente si stia per suicidare. Io vedo gente che vive, sopravvive, ama. Mi sembra di vedere anche un sacco di gente gioiosa. Come da secoli a questa parte».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, tutto bene?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Tutto come al solito. Sono secoli che campiamo così, nel bene e nel male, sfornando camorra, ma anche generazioni di comici, scrittori, musicisti, cantanti. La verità sa qual è?»</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quale?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Che al Nord non vogliono capire, anzi, diciamo che non capiscono il nostro stile di vita. Vengono qui, ci giudicano e poi se ne vanno. Io e lei, che siamo persone civili, se andiamo in Uganda e vediamo persone che ballano seminude non pensiamo che sono sporcaccioni ma, da Occidentali intelligenti, rispettiamo i loro costumi. O no?».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Quindi, si tratta solo di stili di vita?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo parlando dell’Italia. Una nazione che ha una storia lunghissima, con città antiche che hanno abitudini molto diverse tra loro e tutte consolidate. Lei ha presente il <em>way of life</em> americano?».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>Prego?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Parlo dello stile di vita statunitense, quello che si è affermato in tutto il mondo perché era vincente. Ecco: ognuno ha il suo stile e Napoli ha il suo».</p>



<h3 class="has-normal-font-size wp-block-heading"><strong>E il Nord teme di essere colonizzato dal nostro <em>way of life</em>?</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">«Non so, ma se dovesse succedere, vuol dire che le nostre abitudini sono vincenti».</p>
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		<title>Diego e Gigino. La vera storia de &#8220;La mano de Dios&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Necco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 17:03:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Diego]]></category>
		<category><![CDATA[Ex libris]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[La mano de dios]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Necco]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali 1986]]></category>
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		<category><![CDATA[Necco Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[Novantesimo minuto]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità. Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino. Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Diego viene da Lanus, Gigi dalla Sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Otto fratelli Diego, otto fratelli Gigino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego tra Lanus e Paternal fa il mago coi palloni, nelle strade e poi nelle scuole calcio, principale attrattiva del luogo; Gigino abita affianco al Museo Nazionale, che ha l’entrata libera e ci va con le sorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego già nella morsa della macchina del calcio, passione e dominio; a 15 anni Gigino si barcamena tra più mestieri, lontani da quelli della comunicazione. Ogni tanto trascrive col fratello le commedie per Eduardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni Diego si prepara ad entrare con l’Argentina nel tunnel del regime totalitario, a 15 anni Gigino ancora non si è ripreso dal postguerra che ha stremato il popolo del sud.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per entrambi la famiglia è una responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego, appena gli è possibile, esprime le sue idee di sinistra; Gigino è figlio di comunista sovversivo, ed anche se il papà, quando ha lo stipendio, pensa prima al partito che alla famiglia, anche lui è di sinistra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A 15 anni sono magri. Tutti e due.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno dei due ha troppa scelta, ma talento sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Diego piacciono le donne. A Gigino pure, ed è qualche fidanzata che inizia a chiamarlo Luigi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando Diego e Luigi si incontrano a Napoli forse si riconoscono e, come riferiscono i più, si sono simpatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego ha 23 anni, Luigi 50. È il 1984.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego è l’astro del calcio che un Presidente scaltro riesce a strappare al Barca, il giocatore che ogni squadra vorrebbe, è genio e “quasi” sregolatezza; Luigi è giornalista RAI, si sta laureando all’Orientale, gli ha sparato la camorra, ed è sulle tracce del tesoro di Priamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si preparano a vivere le più entusiasmanti vicende calcistiche che città terremotata abbia mai vissuto, 7 anni di rinascita partenopea, di cui il calcio è la punta dell’iceberg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’istituzione della seconda rete RAI molti giornalisti si spostano lì, pensando di avere maggiori opportunità, e Gigino, rimasto solo alla uno, prende il treno, quello di Novantesimo minuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi segue Diego. Brevi sketch nelle interviste, presenze condivise in programmi sportivi, Gigino tifa anche quando non dovrebbe. Diego qualche volta gli dà qualche intervista preferenziale, e anche se è lui che è il Campione, è lui che si concede, fa intravedere una certa stima. Con quel giornalista garantista, che non aizza ma smorza gli animi, si diverte.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=371%2C251&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1335" width="371" height="251" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?w=666&amp;ssl=1 666w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/12/necco_5_maradona.OK_.jpg?resize=640%2C433&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /><figcaption><em>Luigi Necco con Diego Armando Maradona</em></figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scudetto ’87, Coppa Italia ’87, Coppa Uefa ’89, Scudetto ’90, Supercoppa ’90.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma prima, prima che il Napoli conquisti lo scudetto, succede qualcosa di inusitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il 1986, ci sono i Mondiali in Messico. Diego conduce la sua Argentina, non proprio favorita, Luigi va al seguito dell’Italia, campione in carica, contento soprattutto di vedere l’archeologia dei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia non ce la fa, la squadra lo capisce al pareggio con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre il 12 giugno allo stadio Azteca a Città del Messico ai quarti di finale «Maradona tira fuori dal cilindro due tra i più controversi e assurdi gol della storia del calcio» (Dario Saltari).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi è là, con i suoi colleghi, e riesce a raggiungere Diego e glielo chiede, e prima di chiedere ha cercato le parole, ha cercato come parlare dell’indicibile, di un goal che esce dalle regole del gioco di cui gli arbitri non si sono accorti, ha pochi istanti, come sempre, ma gli vengono in soccorso i suoi studi di storia russa e tedesca, ripercorre mentalmente la sua passione, l’Odissea, e forse è proprio questo che lo aiuta perché per spiegare l’inspiegabile c’è solo il fato, che pertiene al divino: «La mano de Dios o la cabeza de Maradona?» Diego sorride e risponde: «Las dos».</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mondiali 1986, dopo la partita Argentina-Inghilterra, il giornalista Luigi Necco chiede: «La mano de dios o la cabeza de Maradona?» Diego risponde: «Las Dos»</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Una battuta geniale, che non doveva suscitare incidenti diplomatici» scrive l’amico Antonio Corbo, testimone in Messico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Gigino per questa frase lo intervistano le tv sudamericane. Diego va a vincere il mondiale con l’Argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diego va oltre la diplomazia e nella sua autobiografia&nbsp;scrive che con quel 2-1 era stato «come riprendersi parte delle Malvinas» dopo che «tanti ragazzi argentini erano stati falciati come uccellini dagli inglesi» nel conflitto del 1982. Dichiarazioni con esiti devastanti sulle già martoriate Falkland, che subiscono attualmente un embargo economico dall’Argentina e che solo poche settimane fa hanno sminato la baia di Yorke (Lisa Watson).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi e Diego nell’86 non lo sanno, continuano ad essere trainati dai loro animi pieni dei desideri di ragazzi. Di successo, di giustizia sociale, di amicizia. Una fame che non si sazia e che diventa reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Luigi e Diego diventano grossi e grassi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non si curano tanto della loro salute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno cercato di pensare agli altri al meglio delle loro possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luigi muore solo. Diego muore solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà cosa ha chiesto a Diego quando è arrivato.</p>
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		<title>L&#8217;ultimo dribbling di DIegO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 18:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extraterrestri]]></category>
		<category><![CDATA[D10s]]></category>
		<category><![CDATA[Diego]]></category>
		<category><![CDATA[Dios]]></category>
		<category><![CDATA[dribbling]]></category>
		<category><![CDATA[dribbling Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
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		<category><![CDATA[Maradona morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Sorpreso?»<br />
Il tipo con la barba lunga davanti al portone l’invitava ad entrare, ma Maradona lo guardava interdetto, uscendo dall’ascensore che lo aveva trasportato tra le nuvole.<br />
«Ma tu sei...?»<br />
«San Pietro» annuì sorridendo il vecchio. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Sorpreso?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">Il tipo con la barba lunga davanti al portone l’invitava ad entrare, ma Maradona lo guardava interdetto, uscendo dall’ascensore che lo aveva trasportato tra le nuvole.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma tu sei…?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«San Pietro» annuì sorridendo il vecchio.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«E questo è…?» chiese guardandosi attorno.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Il Paradiso.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma non capisco. Non me l’aspettavo» disse, sorpreso.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Lo so, lo so. Ne hai fatte di cavolate. Ma il Padre Eterno ti ha perdonato.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma mi drogavo, tradivo mia moglie, ho anche picchiato qualche poveretto…»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Acqua passata, ora sei qui» lo rassicurò Pietro, poggiandogli un braccio sulla spalla e guidandolo oltre il portone.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ho anche detto che quel gol l’aveva segnato la mano di Dio: si sarà arrabbiato!»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Non è che gli abbia fatto piacere, ma poi ci ha riso su.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Quindi, è come pensavo: gli ultimi saranno i primi. Nostro Signore perdona tutti, anche le pecorelle smarrite» si compiacque Diego.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Non proprio tutti» si schermì il Santo.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«In che senso?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Per te ha fatto un’eccezione» chiarì.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Un’eccezione?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Diavolo! Sei Maradona!» esclamò.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Lo so chi sono.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Sei il più forte di sempre!»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«So anche questo: non c’è bisogno che me lo dici tu!» iniziò a spazientirsi.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«E allora: che pensavi che ti avrebbe lasciato a Satana?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Per la verità, lo temevo» ammise, grattandosi la testa per l’imbarazzo.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma che dici? Così quello vinceva il campionato tutti gli anni fino alla fine dei tempi, sai che incubo!» sbottò.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Quale campionato?» chiese stupito Diego.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Quello dell’Aldilà! A volte vinciamo noi e altre l’Inferno ma, se fossi andato lì giù, avrebbero vinto sempre loro.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«E ora, invece?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Vinceremo sempre noi, che ne sappiamo una più del Diavolo.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«In che senso?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Lui ti ha corteggiato per tutta la vita, tentandoti, per poterti schierare nella sua squadra, una volta morto. Ma il Signore Dio Nostro, nella sua immensa bontà, ha deciso di perdonarti, così puoi stare qui con noi, che abbiamo anche spogliatoi molto più belli, campi con l’erba soffice, divise con lo sponsor migliore…»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Scusa Pietro, fammi capire: ma organizzate un campionato con due sole squadre?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«In realtà, sono tre: c’è anche il Purgatorio, ma loro non vincono mai, sono proprio scarsi» disse con un ghigno di sufficienza.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Quindi, sono obbligato a stare qui su?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Che domande! Nessuno è obbligato, ma tutti vogliono venire qui su da noi: è ovvio.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Allora, in teoria potrei decidere anche di andare sotto?»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«La regola è che nessuno può chiedere di andare da giù a su, ma se uno vuole scendere, può farlo, lì c’è l’ascensore. Da millenni però non è mai successo, ovviamente. Qui si sta da Dio, c’è aria pura e fresca, lì si muore di caldo, c’è puzza, si vive uno sull’altro…»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Capisco, ma preferirei scendere.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma come osi! Preferisci Satana al Signore Dio tuo?» tuonò, ma poi cercò di controllarsi e diventò accomodante, per convincerlo: «Qui abbiamo i calciatori più bravi e, soprattutto, abbiamo una mentalità vincente. Non posso credere che preferisci giocare nell’Inferno.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Infatti, non voglio giocare con loro» lo rassicurò Maradona.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ah… bene, mi avevi fatto prendere uno spavento. Stavi scherzando&#8230;»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«No, non scherzavo: non giocherò né con loro né con voi» spiegò.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma che dici: un talento come te non può smettere di giocare: sarebbe un peccato mortale!» lo lusingò Pietro.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma non intendo smettere: giocherò con il Purgatorio.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Questa è bella! Quelle sono delle pippe, non vincono mai. Se esistesse la serie B, retrocederebbero tutti gli anni. È ridicolo!» balbettò il Santo, facendo tintinnare le chiavi che aveva in mano per il nervosismo.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Non hanno mai vinto… fino ad oggi…» fece Diego, voltandosi e camminando verso l’ascensore.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ma chi ti credi di essere?» avvampò Pietro.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Lo hai detto tu: sono Maradona.»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Sì, ma…»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Hai detto che sono il migliore…» aggiunse entrando nella cabina e premendo un tasto per scendere.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Certo, ma…»</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">«Ci vediamo in campo!» ridacchiò, facendo ciao-ciao con la mano, mentre le porte dell’ascensore si chiudevano.</p>



<p class="is-style-lead wp-block-paragraph">Pietro, con la testa incassata tra le spalle, tornò sui suoi passi. Era disperato: non sapeva come dare la tragica notizia a Dio. Mentre chiudeva a mandate il portone del Paradiso, sentì un coro salire dal Purgatorio. Gli sembrò che cantassero: «Alè, alè, alè, alè, Diegooo, Diegooo.»</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L&#8217;immagine in pagina è stata realizzata da Anna De Luca</em></p>
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		<title>Evviva, evviva: la colpa è di Ancelotti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 21:09:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Extreme]]></category>
		<category><![CDATA[ammutinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Ancelotti]]></category>
		<category><![CDATA[capro espiatorio]]></category>
		<category><![CDATA[De Laurentiis]]></category>
		<category><![CDATA[ExPost]]></category>
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		<category><![CDATA[Gattuso]]></category>
		<category><![CDATA[insigne]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pace è tornata, i legami che rischiavano di spezzarsi nel team del Napoli si sono rinsaldati. Insigne, che si sentiva messo in discussione da Re Carlo, adesso gioca sempre e nella posizione che piace a lui. Sembra il finale di una bella fiaba. Ma bisogna eliminare il "mostro", alrimenti il bel finale non può esistere. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La pace è tornata, i legami che rischiavano di spezzarsi nel team del Napoli si sono rinsaldati, tutto è tranquillo, tutti d’amore e d’accordo. Il nervosismo di Insigne che si sentiva messo in discussione da Re Carlo è solo un antico ricordo, adesso gioca sempre e nella posizione che piace a lui, con i tentativi di penetrazione in area che preferisce, il canonico tiro a giro (che a volte gira e a volte no). Sembra il finale di una bella fiaba.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, la fiaba, per avere un bel finale deve eliminare il “mostro”, senza il sacrificio e la soppressione del “mostruoso” il bel finale non può esistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei momenti di grande trambusto, all’epoca dell’ormai quasi rimosso “ammutinamento”, i colpevoli erano i giocatori (vedi multe), l’unico che si presentò e obbedì all’ordine del ritiro fu Ancelotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle cronache dei giornali (anche in quelli che parlano solo del Napoli) le diverse versioni della sceneggiata negli spogliatoi si rincorrevano e cambiavano ogni ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sono tutti pentiti, oggi hanno capito di aver sbagliato. Lo dice il presidente De Laurentiis: «Avrei dovuto mandarlo via dopo il primo anno, non sei fatto per il tipo di calcio che vogliono a Napoli» (intervista al Corriere dello Sport).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure quando ingaggiò Ancelotti qualcuno gli chiese: «Presidente comprerà un top player?». E lui rispose: «Il nostro top player è Ancelotti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non aveva comprato un top player ma un capro espiatorio.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:53% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="649" height="492" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=649%2C492&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1268" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?w=649&amp;ssl=1 649w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=640%2C485&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>De Laurentiis annunciò: «Il nostro top player è ancelotti». ma, in realtà, aveva acquistato un capro espiatorio</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati del Napoli, a parte la Coppa Italia, non sono esaltanti. Un continuo altalenarsi di prestazioni convincenti ad altre deludenti con i problemi cronici rimasti quasi immutati: scarsa precisione nelle conclusioni in porta (si realizza molto poco in rapporto a quel che si crea), amnesie in difesa che determinano realizzazioni da parte degli avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si guardano i risultati, in termini di classifica, sotto il profilo dei numeri assoluti il miglioramento si vede, ma le distanze dalle concorrenti in Champions rimangono abissali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo ipotizzare comunque che il vero salvatore del Napoli è Ancelotti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la teoria del capro espiatorio sicuramente sì: ecco perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancelotti ha:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Disinnescato il conflitto tra giocatori e dirigenza ergendosi come bersaglio legittimo e non pericoloso. Infatti nessuno potrà vendicarlo e neppure lui stesso potrà farlo essendosi accordato secondo i patti contrattuali.</li><li>Il suo sacrificio ha cementato di nuovo il rapporto dei calciatori con la dirigenza poiché entrambe le parti hanno accettato per vera “la menzogna”, cioè si sono accordati sul fatto che la colpa è solo di Ancelotti (mentre entrambe le parti sanno che così non è).</li><li>Con il sacrificio, giocatori e dirigenza, hanno sviato le critiche da parte della tifoseria concentrandole su Carlo Ancelotti: adesso anche il tifoso è (momentaneamente) non più esacerbato nei confronti della squadra e dei dirigenti.</li><li>Ancelotti è facilmente sacrificabile poiché appartiene alla schiatta reale degli allenatori e quindi talmente elevata e inavvicinabile da rendere la sua immolazione un atto di grandissimo valore: il capro espiatorio deve essere il capro più grande e più bello.</li><li>Tifosi, squadra e dirigenza si sono convinti che uno solo è responsabile di tutto, in lui c’era “il male” che li contaminava tutti, una volta rimosso anche “il male” scomparirà.</li><li>Purtroppo così non è.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo breve scritto, naturalmente, è stato solo il tentativo di applicare, con leggerezza, una celebre teoria del capro espiatorio al calcio, mi auguro che il tentativo sia riuscito.</p>
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		<title>Salvate il soldato Milik</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 10:54:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Milik chi?» dicevano un po’ tutti in città il giorno in cui uscì la notizia che il Napoli stava pensando di acquistare il 22enne attaccante dell’Aiax per sostituire Higuain, pronto a correre in soccorso della Juventus vincitrice. Una perplessità che si è prolungata nel tempo, fino ad oggi. Tanto che il Napoli vuole venderlo. Eppure, i numeri dicono che Arek è l'attaccante della serie A con la migliore media gol su azione degli ultimi 4 anni. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Milik chi?» dicevano un po’ tutti in città il giorno in cui uscì la notizia che il Napoli stava pensando di acquistare il 22enne attaccante dell’Aiax per sostituire Higuain, pronto a correre in soccorso della Juventus vincitrice, dopo aver conquistato con 36 reti stagionali in maglia azzurra il podio di capocannoniere più prolifico della storia della Serie A.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Chi è? Mai sentito» ripetevano molti amici. «Ma come – rispondevo, &#8211; non lo avete visto agli Europei con la Polonia? È fortissimo». Parole inutili: non riuscivo ad essere convincente. E quella perplessità iniziale dei miei amici, e dei tifosi napoletani in genere, si è prolungata nel tempo, fino ad oggi. Inspiegabilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri relativi a tutte le competizioni (che per realizzare questo articolo ho tratto da Transfermarkt, Lega Serie A e Whoscored) dicono che Arkadius Milik, Arek per gli amici, è uno dei migliori attaccanti degli ultimi anni, tra quelli che giocano in Italia, sicuramente il più sottovalutato. Questo nonostante un doppio infortunio consecutivo ai legamenti crociati che avrebbe potuto far chiudere definitivamente una carriera promettente.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La magia dei numeri che se ne fregano delle opinioni</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Da quando è al Napoli, cioè da 3 campionati e mezzo (stagione 2016/2017), Arek ha collezionato ben 46 gol in 110 partite. Come tutti sanno, però, in moltissimi casi l’attaccante polacco è subentrato dalla panchina, spesso negli ultimissimi minuti. Per la precisione, ha segnato un gol ogni 133 minuti in campo, cioè un gol ogni partita e mezza giocata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>L&#8217;attaccante polacco non è molto amato dai tifosi, inspiegabilmente, perché i numeri smentiscono l&#8217;opinione ricorrente che sia soltanto un buon giocatore</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Confrontando la sua media gol/minuti giocati con quella dei principali bomber delle squadre italiane, le sorprese sono tante. E fanno a pugni con il giudizio di troppi opinionisti che considerano Milik, quando va bene, solo un buon giocatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dzeko, capocannoniere della Serie A nella stagione 2016/2017, negli stessi 4 anni scarsi, ha tenuto una media di un gol ogni 152 minuti. Quagliarella, capocannoniere l’anno scorso, ha segnato un gol ogni 167 minuti. Higuain, dal 2016 (anno di arrivo di Milik in Italia), con la maglia di Juve e Milan, ha tenuto una media di un gol ogni 174 minuti. E anche il fenomeno Dybala segna con minor frequenza: ogni 172 minuti. Così come quello che alcuni telecronisti indicano come l’astro nascente del calcio mondiale, Lautaro Martinez, che realizza “soltanto” un gol ogni 164 minuti in campo. Mentre quello che era stato indicato nello scorso campionato come astro nascente, Duvan Zapata, si ferma a un gol ogni 167 minuti in campo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Tutti sotto Milik, quindi? Non proprio.</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Icardi, che il Napoli ha sognato per sostituire Higuain (viste le perplessità su Milik), pur avendo vinto il titolo di capocannoniere nella stagione 2017/2018 (in condominio con Immobile), ci mette solo un minuto meno di Milik per segnare un gol: 132.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E l’osannatissimo Lukaku quanto ci impiega? Presto detto: 130 minuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A staccare Arek sono soltanto Ronaldo (un gol ogni 124 minuti) e, soprattutto, Immobile (che, negli ultimi 3 anni e mezzo, ha segnato un gol ogni 117 minuti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni di questi giocatori non hanno disputato tutti e quattro i campionati ai quali faccio riferimento, ma i dati sono confrontabili perché, per infortuni e scelte degli allenatori, Milik ha giocato davvero poco: solo 6.129 minuti in totale da quando è a Napoli, mentre Ronaldo ne ha giocati 6.573 in un anno e mezzo, Icardi 9.528 in tre anni (prima di andare al Psg in questa stagione) e Lukaku ben 2.994 in poco più di mezza stagione.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La partita si decide ai rigori</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, c’è da tener presente che tutti i suoi avversari che hanno ottenuto una media migliore tirano molti rigori. Il re incontrastato è Immobile che, in 3 stagioni e mezzo, ha realizzato ben 30 reti dal dischetto: un record. Ma gli altri non sono da meno: in un anno e mezzo, Ronaldo ne ha segnati ben 14 e Icardi 16 negli ultimi tre anni italiani. È partito a razzo anche Lukaku, che ne ha realizzati 5 in meno di un anno, mentre Milik è fermo solo a 3 rigori segnati in 4 anni. E non per incapacità (la freddezza con cui ieri ha tirato quello decisivo per la vittoria della Coppa Italia lo dimostra), ma perché in questi anni di rigori il Napoli ne ha avuti pochi, e quei pochi li ha tirati qualcun altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se considerassimo soltanto i gol su azione, quindi, Milik avrebbe la miglior media realizzativa degli ultimi 4 anni: un gol ogni 142 minuti. Staccati tutti gli altri: Immobile si ferma a 158, Lukaku a 166, Ronaldo a 168 e chiude la top five Icardi con un gol ogni 170 minuti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ballottaggio sbagliato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Allora è giusto che giochi lui al posto di Mertens? In realtà, nei 3 anni e mezzo presi in considerazione, nei quali si è dovuto reinventare prima punta, “Ciro” ha tenuto la media fenomenale di un gol ogni 130 minuti, di poco migliore rispetto a quella di Milik, raggiungendo la vetta di miglior marcatore della storia del Napoli. Se consideriamo solo i gol su azione, però, sottraendo i 9 rigori siglati dal belga, Mertens scende ad un gol ogni 145 minuti, la media più alta in assoluto in Italia dopo quella di Arek. Il Napoli avrebbe in rosa, quindi, i due attaccanti più prolifici del campionato su azione (di sicuro la coppia più forte, secondo i numeri), ma non li fa quasi mai giocare insieme. Perché?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:37% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="805" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=805%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1140" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=805%2C1024&amp;ssl=1 805w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=236%2C300&amp;ssl=1 236w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=768%2C977&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=640%2C814&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?resize=393%2C500&amp;ssl=1 393w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/milik-3.jpg?w=887&amp;ssl=1 887w" sizes="(max-width: 805px) 100vw, 805px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In 4 anni, è Arek il primo in serie A nella media gol/minuti giocati su azione, seguito da Mertens. Staccati immobile, ronaldo, lukaku e icardi</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Forse perché l’ideologia del 4-3-3 ne esclude uno, mentre in un modulo con due punte potrebbero tranquillamente convivere, completandosi. Ancelotti ci ha provato ma, oltre alla resistenza di alcuni elementi della squadra al cambio di modulo (ad esempio Insigne, che veniva impiegato poco anche nelle nazionali di Conte e Ventura che giocavano con due attaccanti), ha avuto raramente entrambi in condizioni fisiche ottimali nello stesso momento. Un peccato!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>E passa la palla!</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i numeri svelano anche qualche altro segreto. Nella scorsa stagione, il giocatore che ha tirato più volte in porta in assoluto in Serie A è stato Ronaldo, con la media di 5,7 tiri a partita. Il secondo, però, è una sorpresa: non è un centravanti, infatti. È Insigne, che ha fatto registrare una media di 4,3 tiri a partita contro una media di 3,2 di Milik, solo dodicesimo. Eppure, Lorenzo ha segnato soltanto 10 gol e Milik 17 (più 7 pali, record stagionale assoluto nella speciale classifica della sfiga).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche quest’anno a guidare la classifica è Ronaldo, con 90 tiri scagliati verso la porta, seguito da Immobile (83) e Dzeko (76). Al quarto posto, però, c’è ancora lui, Insigne, che con 64 tiri precede addirittura Lukaku (58), così come Lautaro&nbsp; e Dybala (entrambi a 55).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Napoli, i due che hanno segnato di più, hanno tirato molte volte di meno in porta: Mertens 44 e Milik 41. Ed è qui che i numeri confermano un’impressione spiacevole, e cioè che Insigne dovrebbe passare di più la palla a chi tira in maniera più efficace, anche considerate le sue grandi qualità di assist-man (quando resiste alla tentazione di tirare).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="524" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=980%2C524&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1138" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=1024%2C548&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=300%2C160&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=768%2C411&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=640%2C342&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?resize=935%2C500&amp;ssl=1 935w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Bomber.jpg?w=1206&amp;ssl=1 1206w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption>Da sinistra, Dries Mertens, Edinson Cavani e Gonzalo Higuain</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>In fin dei conti</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, i numeri sono freddi, e magari Milik non infiamma i cuori come altri giocatori che negli ultimi quindici anni hanno vestito la maglia azzurra. Campioni meno efficaci sotto porta, forse, ma molto più divertenti, dall’idolo del San Paolo Lavezzi in giù. Il calcio è passione e al cuor non si comanda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, una società, prima di cedere un calciatore, dovrebbe guardare anche ai numeri che dicono ancora altro: da quando il Napoli è tornato in Serie A, con un gol ogni 133 minuti, Milik è il giocatore azzurro con la terza migliore media gol. Meglio di lui hanno fatto soltanto due top player: Higuain (un gol ogni 121 minuti, grazie al record del 2015/2016) e l’irraggiungibile Cavani che realizzava un gol ogni 111 minuti, quasi uno a partita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ai gravi infortuni che ha avuto, all’impiego a singhiozzo, al fatto di non essere molto amato dai tifosi (e forse anche da qualche compagno) aggiungiamo che Arek ha appena compiuto 26 anni, ed è il più giovane di tutti gli altri bomber del campionato italiano, ad esclusione del 23enne Lautaro Martinez, appare chiarissimo il motivo per il quale la Juventus, e Sarri che l’ha già allenato, lo vogliano a Torino. Considerato anche che costa, tra cartellino e ingaggio, molto meno di tanti altri che segnano meno di lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi chiedo, quindi: ma perché dobbiamo regalarglielo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda, lo so, è stupida. Ma temo che la risposta potrebbe esserlo ancora di più.</p>
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		<title>Una cena elettorale molto particolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 22:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ex Libris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un breve brano tratto dal romanzo giallo “Dieci piccoli napoletani”, edito da Fanucci nella collana Nero Italiano di Time Crime.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>(Tratto dal romanzo giallo “Dieci piccoli napoletani”, edito da Fanucci nella collana Nero Italiano di Time Crime)</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">[&#8230;] Di materiale non ne mancava: quel salone sembrava un ipermercato di varia umanità. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=218%2C334" alt="" class="wp-image-605" width="218" height="334" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?w=340&amp;ssl=1 340w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=196%2C300&amp;ssl=1 196w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2019/01/Cover-tondo-dieci.png?resize=326%2C500&amp;ssl=1 326w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scaltri preti rubizzi che trincavano a go go e audaci suore ridanciane che viaggiavano a tre a tre; solerti dirigenti statali in abito grigio e calzini bianchi; grossi, medi e piccoli commercianti di sé stessi; grandi industriali che mendicavano misure a favore del loro sviluppo; ricche signore cinquantenni che inciuciavano sulle loro migliori amiche; signorine che rallegravano i mariti delle pettegole, improbabili galletti rosolati in barca a vela o in uva; ragazzi col cervello in vacanza alle Maldive in astinenza da coca, accompagnati da ragazze bene in astinenza sessuale; </p>



<p class="wp-block-paragraph">volontari senza volontà; fanatici, fanatiche e natiche in bella vista con o senza fan; intellettuali a gettoniera, abili dispensatori di aforismi datati; geniali architetti progettisti di ponti che non toccano mai terra, di edilizia impopolare, di fontane senza fonte; giornalisti salottieri in cerca di un padrone più potente, egregi conversatori, penne conficcate su una forchetta e vena polemica recisa dalla nascita; </p>



<p class="wp-block-paragraph">politici nazionali con la pipa spenta in bocca, sindacalisti nazionali con mezzo sigaro spento tra le labbra, politici locali con un intero sigaro fumante, sindacalisti locali pieni zeppi di sigarette, e portaborse con mezzo sigaro toscano conficcato nel sedere; massoni da evitare, se li conosci, perché senza cappuccio; vaiasse, capibastone, caporioni e altri esperti in comunicazioni di massa, social media e flussi clientelari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti indispensabili ingranaggi della costosa macchina elettorale. [&#8230;]</p>


<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" class="img-link"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0" src="https://i0.wp.com/i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/80x15.png?w=980&#038;ssl=1"></a><br />Quest&#8217;opera di <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="https://www.expost.blog" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL">https://www.expost.blog</a> è distribuita con Licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 4.0 Internazionale</a>.</p>
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		<title>Benvenuti su Expost, il primo blog per veri pigri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Vastarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 22:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ExPost è un blog per pigri. Per quelli che non riescono a inseguire le migliaia di notizie che ci arrivano ogni giorno in tempo reale, per essere poi smentite dopo poche ore, sempre in tempo reale. Per quelli che ritengono sia meglio fermarsi un momento a riflettere, prima di scrivere. E che preferiscono prendersi un po’ di tempo per leggere, senza saltare da titolo a titolo. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Benvenuti su ExPost. Per presentare questa iniziativa basta dire che, per un giornalista, non c&#8217;è niente di più &#8220;sexy&#8221; del poter scrivere quello che gli passa per la testa, senza dover dar conto a direttori, capiredattori, capiservizio. E, soprattutto, senza dover dar conto alla realtà che ci circonda, che spesso ci distrae da quello che più ci interessa.</strong> <strong>Il presidente Obama, che a noi piace pensare sia ancora in carica, direbbe che ce la possiamo fare. E noi ci proviamo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ExPost è un blog per pigri</strong>. Per quelli che non riescono a inseguire le migliaia di notizie che ci arrivano ogni giorno in tempo reale, per essere poi smentite dopo poche ore, sempre in tempo reale. Per quelli che ritengono sia meglio fermarsi un momento a riflettere, prima di scrivere. E che preferiscono prendersi un po’ di tempo per leggere, senza saltare da titolo a titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’espressione latina <em>ex post</em> (<em>facto</em>) significa “dopo il fatto”. Quindi, gli articoli che troverete in questo blog non rincorreranno la cronaca, non cercheranno di anticiparla. Sono troppi a viaggiare in quella direzione e, per noi pigri, è una gara persa. Poi, stando di lato, mentre gli altri corrono, è possibile vedere le cose da un punto di vista diverso.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-vertically-aligned-center is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:36% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="443" height="607" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/foto.social.ok-copia.jpg?resize=443%2C607" alt="" class="wp-image-618 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/foto.social.ok-copia.jpg?w=443&amp;ssl=1 443w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/foto.social.ok-copia.jpg?resize=219%2C300&amp;ssl=1 219w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/foto.social.ok-copia.jpg?resize=365%2C500&amp;ssl=1 365w" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>ExPost è un blog per pigri. Arriva sempre tardi sulla notizia.</strong> perché correre è troppo faticoso, mentre stare al lato della strada è un esercizio interessante</p>
</blockquote>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualcuno dirà: «È facile parlare a posteriori». Ma non sono d’accordo: penso, invece, che sia difficile. Perché molto è già stato detto. Quindi, il tentativo ambizioso di questo blog è di arrivare dopo gli altri e, con calma, provare a dire qualcosa che non sia stato ancora detto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel blog troverete soprattutto miei articoli, ma anche articoli, foto, video e immagini di amici pigri e autori ospiti, che selezionerò con un unico criterio: il gusto e il divertimento provati nel leggere, ascoltare o guardare i contributi che vorranno inviarmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pigrizia del blog si diffonderà anche attraverso i social, dove il termine “post” ha assunto un nuovo significato. Nell’era di internet, ExPost potrebbe essere tradotto anche come “dai post”. Questo significa che lo sguardo sarà fissato sul mondo reale, che è sempre più digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ExPost è anche un blog che avevo pigramente in mente da oltre vent’anni, e che finalmente sono riuscito a pubblicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito, mi chiamo Antonio Vastarelli, sono giornalista e scrittore, vivo a Napoli. Mi rendo conto solo ora che avrei dovuto presentarmi <em>ex ante</em> (cioè prima) ma, come recita il motto di ExPost, “Meglio tardi che mai”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="748" height="500" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/Napoli.jpg?resize=748%2C500" alt="" class="wp-image-672" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/Napoli.jpg?w=748&amp;ssl=1 748w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/Napoli.jpg?resize=300%2C201&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/04/Napoli.jpg?resize=640%2C428&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 748px) 100vw, 748px" /><figcaption class="wp-element-caption">Questa è Napoli e quello nella foto sopra (quello meno scuro) sono io</figcaption></figure>


<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/" class="img-link"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" alt="Licenza Creative Commons" style="border-width:0" src="https://i0.wp.com/i.creativecommons.org/l/by-nc/4.0/80x15.png?w=980&#038;ssl=1"></a><br />Quest&#8217;opera di <a xmlns:cc="http://creativecommons.org/ns#" href="https://www.expost.blog" property="cc:attributionName" rel="cc:attributionURL">https://www.expost.blog</a> è distribuita con Licenza <a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/">Creative Commons Attribuzione &#8211; Non commerciale 4.0 Internazionale</a>.</p>
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