Ed eccomi qua, ci sono cascato: ho comprato “Kaos”, il libro di Massimo Cacciari e Roberto Esposito. Non parlo di quest’ultimo, più ferrato e incisivo in ambito politico, ma dei fuochi d’artificio linguistico-filosofici che il filosofo veneziano spara dando nuove vesti al suo protagonismo di pensatore in Tv. Il mondo è nel Kaos, ma non vi spaventate, la chiave di lettura la troverete ripercorrendo i sentieri del mito. Ripassate Esiodo, comprate le metamorfosi di Ovidio e se non capite sono cavoli vostri! L’informazione parte da lontano, con il chiaro intento di riempire pagine. Il tutto per dimostrare la centralità dello “spazio da conquistare” come motore dell’agire di dominio. E così si parte da Poseidone che è costretto a conquistare il mare diventando sposo di Gaia, che però con il tridente conserva i suoi strumenti terranei, e mira sempre alla conquista della terra. Poi si passa ad Omero che chiama l’Oceano ἀψόρροος, con tutto l’apparato mitologico che ne segue fino ad Odisseo, il tutto per dimostrare che chi “voglia dominare sul Globo deve saper navigare l’Oceano”.
Ma non basta, bisogna andare oltre, l’acqua è avvolta nell’aria: il potere politico dovrà affrontare questa terza navigazione, perché il radicamento spaziale deve essere completo. E così si va avanti mentre il lettore attende chiarimenti su questo Kaos. Pensava di aver acquistato il libro con la speranza di una lettura che si aggrappasse a qualche elemento concreto. Invece la narrazione va in tutt’altra direzione Che la politica si stia esaurendo nell’economico, per Cacciari è solo una profezia che si rimanda sine die.

Che la politica si stia esaurendo nell’economico, per Cacciari è solo una profezia che si rimanda sine die. forse non compra nulla da Amazon, non usa Pay Pal, non sa che Trump e i suoi amici hanno visto aumentare in modo esponenziale i loro patrimoni
Chissà, forse non compra nulla da Amazon, non usa Pay Pal, forse non sa che Trump e i suoi amici hanno visto aumentare in modo esponenziale i loro patrimoni, senza aver bisogno di conquiste spaziali (tra l’altro solo minacciate, vedi Groenlandia). Più che dello spazio fisico bisognerebbe rivolgersi allo spazio virtuale: è qui che l’elemento economico si salda con il dominio sugli esseri concreti. Siamo diventati dei dati che camminano, con il corpo sostituito da algoritmi funzionali ai pochi dominatori delle reti digitali. Questo spazio è direttamente dipendente dal tempo, che non può essere messo in secondo piano. È nelle frazioni di secondo che le grandi transazioni economiche, le speculazioni, l’insider trading si salda con il potere dove gli stati nazione esistono, in alcuni casi, come sala da pranzo del dominio politico.
Il testo, nella sua scontata pretenziosità, si infrange sugli scogli dell’astrattezza metafisica. Lo sfoggio di complessità serve solo a nascondere un vuoto, ovvero una non chiara visione dei concreti fattori che potrebbero generare questo ipotetico Kaos.
Illuminante questa parte della recensione di Alfonso Berardinelli pubblicata su Il Foglio: «Nella premessa viene promesso tutto il vuoto in cui il libro consiste fino all’esasperazione, benché Esposito poi si farà capire un po’ meglio di Cacciari. Ma i due sono complici nel non saper cosa dire.» Non vi aspettate, quindi, analisi che vi aiutino ad orientarvi nell’odierno Kaos mondiale. Più semplicemente vi informa, il filosofo della laguna, che siamo nel Kaos.
Aitan Moon
