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	<title>Gaetano Munno, Autore presso</title>
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	<description>ExPost / Meglio tardi che mai</description>
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	<title>Gaetano Munno, Autore presso</title>
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		<title>Passata la paura si torna al nucleare?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 16:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Explicit]]></category>
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		<category><![CDATA[Ulrich Beck]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’esplosione della centrale di Cernobyl, gli italiani, nel 1987, dissero no al nucleare, che oggi si vorrebbe reintrodurre. Come mai? La paura di quei giorni si è estinta? La risposta la diede il sociologo Beck 40 anni fa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Era l’aprile del 1986 quando l’esplosione di un reattore a Cernobyl causò il più grave disastro legato all’energia nucleare per scopi civili. Chi ha vissuto quel periodo ricorda bene cosa significa dover sfuggire ad un nemico assolutamente impercettibile ai sensi. Ansia e frustrazione accompagnavano le nostre giornate in attesa dei dati ufficiali sulla radioattività. Nel 1987, con un referendum, sull’onda della paura, gli italiani dissero no al nucleare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era il 1986 quando Ulrich Beck diede alle stampe un testo fondamentale di analisi sociale “La società del rischio”. Fin dalle prime righe l’autore mette a fuoco un tema fondamentale: «Nella società avanzata la produzione sociale di ricchezza va di pari passo con la produzione sociale di rischi.» Rischio e crescita economica sono indissolubilmente legati, tanto da fargli avanzare l’ipotesi che si sarebbe passati da una società classista ad una “società del rischio”.<br></p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained"><div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="627" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6571.jpg?resize=627%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1839" style="aspect-ratio:0.6123111045586062;width:166px;height:auto"/></figure>
</div></div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è inattuale appellarsi al problema della distribuzione della ricchezza perché, in parallelo, si estende la consapevolezza che le sorgenti della ricchezza sono inquinate. «Nel processo di modernizzazione si sprigionano sempre più forze distruttive.» Non si può fare appello alla “razionalizzazione” per comprendere la realtà. Calcolabilità, efficienza e prevedibilità non sono più possibili: nella società del rischio il danno collaterale allo sviluppo non è prevedibile, e riguarda intere generazioni a venire.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">I rischi della radioattività sono invisibili e sono soggetti a interpretazione secondo i periodi. Su di essi il dibattito pubblico, la politica e i media possono ridurli, cambiarli, ingrandirli, minimizzarli. Quindi, chi è deputato alla definizione dei rischi assume posizioni chiave in termini sociali e politici.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre si aspira alla ricchezza della società (beni di consumo, reddito, accesso all’istruzione sono beni desiderabili), «al contrario, i rischi sono un prodotto secondario della modernizzazione» una «indesiderabile abbondanza che va eliminata, o negata, o reinterpretata», sottolinea Beck. I pericoli subiscono il filtro delle interpretazioni, hanno bisogno di mediatori attraverso teorie, esperimenti, strumenti di misurazione, ecc. E anche il rischio nucleare si sottrae alla capacità umana di percezione. «Nella definizione del rischio il monopolio della razionalità della scienza viene infranto» aggiunge il sociologo tedesco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, se la razionalità della scienza si muove su criteri probabilistici, bisogna prendere atto che non è orientata ai valori, ma tratta i dati in modo asettico e in maniera tale da minimizzare i rischi con presunta razionalità. Ma, afferma Beck: «Quando basta un solo incidente (nucleare) per essere annientati, anche una probabilità minima è pur sempre troppo alta.» Nel tentativo da parte del potere politico di far accettare il rischio rientra anche l’argomento della relativizzazione del rischio stesso: un prodotto pericoloso può essere difeso drammatizzando i rischi di un altro prodotto (ad esempio: gli idrocarburi sono molto più dannosi, in termini di riscaldamento globale, rispetto al nucleare). Questo è uno dei falsi argomenti che proprio adesso vengono riproposti.<br></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-bottom" style="grid-template-columns:23% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="390" height="498" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6572.png?resize=390%2C498&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1840 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6572.png?w=390&amp;ssl=1 390w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/IMG_6572.png?resize=235%2C300&amp;ssl=1 235w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«Quando basta un solo incidente (nucleare) per essere annientati, anche una probabilità minima è pur sempre troppo alta.»</p>
</blockquote>
</blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, la sintesi proposta dal sociologo tedesco 40 anni fa è ancora di una attualità sorprendente: la ricchezza a cui tendere è tangibile, i rischi sono irreali perché il centro della coscienza del rischio non è nel presente ma nel futuro.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui ritorniamo alla paura che, nel 1987, in Italia fece assumere una determinante coscienza del rischio, ovvero del passaggio dalla società classista a quella del rischio. Si passa dall’«ho fame», all’«ho paura». Quindi, «al posto della comunanza indotta dalla penuria subentra la comunanza indotta dalla paura. (…) la solidarietà della paura nasce e diventa una forza della politica» (…)» afferma Beck, che poi si chiede: «Ma non sarà questa comunanza una base troppo incerta per i movimenti politici? Le comunanze per paura non si prestano forse ad essere spazzate via già dal tenue venticello della controinformazione?»<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">La paura del 1986 si è estinta, divorata dalla lontananza nel tempo e dalla manipolazione del potere politico e scientifico. E così, con capacità profetiche, ritroviamo gli argomenti che annunciano il ritorno al nucleare qui in Italia.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bacone, il labirinto e l’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:05:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Explicit]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'umanità è minacciata dall'intelligenza artificiale, che può diventare strumento di dominio in mano a pochi, come sostiene Papa Leone? O dovremmo dare retta al filosofo Bacone, il quale riteneva che la tecnica offre congiuntamente sia il male che il rimedio al male?</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Intelligenza artificiale, nuova sfida sul cammino dell’uomo. Questo il senso e l’allarme della enciclica “Magnifica humanitas”, che invoca la «custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale», umanità minacciata da uno strumento che condiziona le esistenze, che prende decisioni e che diventa utensile di dominio in mano a pochi.<br>Papa Leone XIV chiede di liberare l’IA da logiche che la trasformino in dispositivo di supremazia, esclusione o morte e invoca il «disarmo» delle tecnologie perché si pongano al servizio del «bene comune».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ripresenta un antico problema, vecchio quanto l’avvento di quelle che un tempo si chiamavano “arti meccaniche”, ora tecnologie, e che per la filosofia del novecento diventa “La questione della tecnica”. Quello che il filosofo Paolo Rossi, parlando di Bacone, definisce il «rischio che si corre, per ogni tentativo che l’uomo fa per migliorare la sua condizione di vita». La consapevolezza di questo rischio è già ben presente nel filosofo inglese, da sempre definito il precursore della rivoluzione industriale, fautore di quel progresso che avrebbe dovuto far acquisire all’umanità delle condizioni di vita migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è proprio qui il punto, Bacone non è così sprovveduto da non comprendere i rischi insiti in ogni progresso tecnologico. C’è un testo, tra quelli meno celebrati, Il <em>De sapientia veterum</em> (Sulla sapienza degli antichi), che si rivolge all’analisi del mito e che rivela quante verità filosofiche e scientifiche contenessero quelle narrazioni. Il filosofo sembra quasi voler dimostrare come il progresso si muova sempre nell’ambito di questi racconti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E qui diventa chiarificatrice la figura di Dedalo, il personaggio mitico dalle grandi capacità tecniche. La storia è nota, Dedalo «costruì infatti per la libidine di Pasifae una macchina che le permettesse di unirsi ad un toro: in tal modo dalla scellerata industria e dal pericoloso ingegno di quest’uomo trasse la sua infelice ed infame origine il mostruoso Minotauro che divorava la nobile gioventù.» Ma Dedalo fece una seconda cosa, costruì il labirinto che serviva a nascondere il Minotauro. Ma non volle rimanere nella memoria degli uomini per queste cose nefande e costruì anche il filo che consentiva ai giovani di uscire dal labirinto. Quindi per Bacone la tecnica crea strumenti pericolosi ma offre congiuntamente il male e il rimedio al male. In Bacone è profondo il senso dell’ambiguità della tecnica.</p>



<div class="wp-block-media-text has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:auto 46%"><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="wp-block-heading has-text-align-right">Dedalo costruì una macchina che permettesse a Pasifae di unirsi ad un toro: così nacque il Minotauro che divorava la gioventù. Ma costruì anche il labirinto per nasconderlo e il filo che consentiva ai giovani di uscire dal labirinto. Quindi per Bacone la tecnica offre sia il male che il rimedio al male.</h3>
</div><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="387" height="425" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/Dedalo.pasifae.jpg?resize=387%2C425&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1774 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/Dedalo.pasifae.jpg?w=387&amp;ssl=1 387w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2026/06/Dedalo.pasifae.jpg?resize=273%2C300&amp;ssl=1 273w" sizes="(max-width: 387px) 100vw, 387px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">In lui si evidenzia la consapevolezza che ogni impresa è un’impresa rischiosa, perché ogni tentativo che gli uomini fanno per migliorare la loro condizione di vita presenta delle incognite. Se si vogliono evitare rischi bisogna rinunciare all’impresa. Ma il genere umano non ci rinuncerà mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora la domanda che ci poniamo è la seguente: possono delle esortazioni che fanno riferimento a delle forti convinzioni religiose, che implicano sicuri riferimenti etici, sortire un qualche effetto? Avranno il potere di limitare o far cambiare direzione alle pericolose trasformazioni che minacciano l’umanità in seguito all’affermarsi dell’IA?</p>



<p class="wp-block-paragraph">O dovremo attendere, come ci suggerisce Bacone, che emerga in modo spontaneo il “rimedio al male”? E, inoltre, questa nuova frontiera del progresso umano giustifica i diffusi timori?<br>Non è casuale aver rimesso in gioco Bacone in questo discorso. Nei suoi confronti, piuttosto che in Cartesio, la critica della Chiesa, e nello specifico del filosofo e teologo Ratzinger, ha dimostrato la sua attenzione. Come precisa Riccardo Campa in un suo saggio: «Questo accade perché Bacone, collegando la scienza alla prassi secondo il ben noto motto “sapere è potere”, offre anche una speranza terrena che è assente nella filosofia cartesiana. Non lascia gli individui soli a se stessi, in questa valle di lacrime, ma propone anche un degno sostituto della provvidenza e dei miracoli: la tecnologia. Qui sta la forza di questo pensiero: offre all’uomo una nuova via di redenzione, una nuova speranza.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi anche nel caso dell’intervento della Chiesa ci troviamo di fronte all’antico timore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’enciclica invoca una minaccia e il suo pronunciamento ha il valore di un monito: c’è un limite che non deve essere oltrepassato. Su questo la Chiesa non ha dubbi. Anche Bacone di dubbi non ne ha, il divieto difficilmente funziona perché: «Se la tecnologia è un imbroglio, essa cadrà in disuso per causa propria, punita dalle leggi naturali.» (<em>Ratzinger contra Bacone &#8211; articolo di Riccardo Campa sulla rivista Mondoperaio del marzo-aprile 2008</em>).<br><br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Cogito ergo Webbo! Cartesio, il dubbio e il Cacciari in TV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 10:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono due Cacciari, il filosofo ed il personaggio televisivo. Quest’ultimo ha molto poco di filosofico ma, in compenso, ha come alter ego il Cacciari filosofo. Quando va in televisione parla come “Cacciari in TV” ma si porta dietro anche il “Cacciari prof”. I siparietti con Lilli Gruber sono ormai da antologia [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Massimo Cacciari è un noto filosofo, docente universitario. Una personalità di rilievo della filosofia italiana. Questo è quello che dicono tutti ed io ci credo, personalmente non sarei all’altezza di esprimere un giudizio sul filosofo Cacciari anche perché, lo ammetto, non ho mai letto un suo libro. Ho visto qualche sua lezione sul web e lo trovo piuttosto noioso e poco coinvolgente, mi trasmette una strana sensazione, come se ad ogni pausa pensasse «io so tutto e voi non sapete niente»: ma mi rendo conto che forse è solo una mia fisima.&nbsp; Mi ripeto, per quel poco di filosofia che mastico non mi permetterei mai di esprimere un giudizio su questo emerito professore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma esistono due Cacciari, io credo, il filosofo ed il personaggio televisivo. Quest’ultimo ha molto poco di filosofico ma, in compenso, ha come alter ego il Cacciari filosofo. Quando va in televisione parla come “Cacciari in TV” ma si porta dietro anche il “Cacciari prof”. I siparietti con Lilli Gruber sono ormai da antologia, tanti spettatori lo seguono in attesa della scena che ormai è diventata un classico, la minaccia di lasciare lo studio tentando, con fare impacciato, di liberarsi del microfono, magari dimenticando l’auricolare.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="541" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=980%2C541&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1541 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=1024%2C565&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=300%2C166&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=768%2C424&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=640%2C353&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?resize=906%2C500&amp;ssl=1 906w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cacciari-gruber.jpg?w=1100&amp;ssl=1 1100w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="wp-block-heading">I siparietti con Lilli Gruber sono da antologia, gli spettatori attendono che Cacciari minacci di lasciare lo studio tentando, con fare impacciato, di liberarsi del microfono.</h3>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il “Cacciari in TV”, nell’ultimo suo intervento (parlando di vaccini e green pass), ha rivendicato il carattere costitutivo della sua professione: criticare e insinuare dubbi. Le strade della filosofia, d’altronde, sono lastricate di pensatori dubbiosi. “Se dubito esisto” diceva Sant’Agostino, per non parlare del dubbioso più famoso della storia della filosofia: Cartesio. (Meditazioni cartesiane).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cartesio.jpg?resize=138%2C184&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1539" width="138" height="184" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cartesio.jpg?w=512&amp;ssl=1 512w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cartesio.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/11/cartesio.jpg?resize=375%2C500&amp;ssl=1 375w" sizes="(max-width: 138px) 100vw, 138px" /><figcaption>René Descartes &#8211; Cartesio</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Cartesio meditava, ma meditava di fronte ad una stufa (così si racconta), la stufa non interagiva e la legna continuava a bruciare, lo sguardo di Cartesio verso il fulgore della fiamma, il fuoco unico ascoltatore dei dubbi di Cartesio.<br>Per Cacciari è diverso, il cogito (la meditazione, il pensiero carico di dubbi) ha un supporto, un interlocutore, non è una vera e propria meditazione solitaria, è bensì sostenuto da un fuoco elettronico: il personal computer. «I dubbi sono posti da me e da tanti altri scienziati tacitati, io mi informo, mi informo navigando sul web dalla mattina alla sera!» (M. Cacciari su La7)<br>Ecco, dalla stufa di Cartesio al computer di Cacciari.<br>Cogito ergo Webbo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/cogito-ergo-webbo-cartesio-il-dubbio-e-il-cacciari-in-tv/">Cogito ergo Webbo! Cartesio, il dubbio e il Cacciari in TV</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
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		<title>Paura del vaccino? Ci pensa David Hume</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 10:40:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Astrazeneca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Gran Bretagna, sono stati rilevati solo poco più di due casi gravi per ogni milione di vaccinati con Astrazeneca. Quindi, è razionale pensare che si tratta di un evento rarissimo. Ma è altrettanto razionale pensare: e se uno di quei due fossi io? Per decidere cosa fare, può aiutarci il filosofo Hume. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">«Non è contrario alla ragione che io preferisca la distruzione del mondo intero piuttosto che graffiarmi un dito» (David Hume)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche questa è razionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio amico è stato chiamato per sottoporsi alla vaccinazione con Astrazeneca e non nasconde un certo timore. Io cerco di minimizzare: «In Gran Bretagna hanno rilevato 30 casi per 18 milioni di dosi somministrate, poco più di due persone per milione». È un’affermazione razionale, basata su calcoli statistici. Dovrebbe essere sufficiente per tranquillizzare. Ma c’è un’altra ipotesi, altrettanto razionale: e se fra quei poco più di due toccasse a me? Chi può garantire che non accadrà? Nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È razionale pensare che l’evento è altamente improbabile, è altrettanto razionale pensare che la possibilità di un danno irreversibile esista, perché è matematicamente specificata, poco più di due ogni milione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inutile quindi relegare nella zona indefinita della suggestione psicologica il timore di un infausto esito della puntura, la paura è ben supportata da argomentazioni razionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi non è contrario alla ragione rischiare di prendere un virus (una possibilità su 400) piuttosto che morire con una vaccinazione (2 su un milione). Entrambi sono ipotesi che rimandano al singolo, che non ha alcuna intenzione di graffiarsi il dito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perciò questa ragione è schiava delle passioni (sempre Hume) o meglio è comprensibile come ragione solo se ha un’anima passionale: «La ragione è una pacata determinazione delle passioni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto il mio amico attende una risposta, lui che non ha alcun interesse per i ragionamenti filosofici, lui che crede siano solo una perdita di tempo. Certo, gli rispondo, ma di questa paura ne dobbiamo parlare? Da dove viene? Perché esiste e si manifesta?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:47% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="875" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=875%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1414 size-full" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=875%2C1024&amp;ssl=1 875w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=256%2C300&amp;ssl=1 256w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=768%2C899&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=640%2C749&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=1024%2C1198&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?resize=427%2C500&amp;ssl=1 427w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2021/04/david-hume-4984362_1280.png?w=1094&amp;ssl=1 1094w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non è contrario alla ragione che io preferisca la distruzione del mondo intero piuttosto che graffiarmi un dito</p><p>David Hume</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, direbbe sempre Hume, è tipico della natura umana agire mediante l’immaginazione. Essa, l’immaginazione, si estende oltre il reale e fa sentire vicine le cose lontane (sono saldamente fermo sul balcone in cemento armato del cinquantesimo piano e la ringhiera di ferro spesso, ben conficcata nel cemento, mi trattiene, ma intanto ho paura di cadere giù).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio amico si rammarica, si rimprovera una scarsa razionalità, immagina vicino un evento (esito infausto del vaccino) che statisticamente è molto lontano. La razionalità non gli dà nessun supporto, o meglio si rivela razionale il timore, perché in fin dei conti quello che si graffierà sarà il suo dito e non quello degli altri sconosciuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo circa un’ora di discussione concordiamo che comunque è opportuno vaccinarsi non perché sia una conclusione razionale, ma unicamente perché il calcolo utilitaristico della probabilità ci dice che è preferibile graffiarsi il dito con una puntura sul braccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, al contrario di quello che si è detto per secoli del signor Hume, nessun esito scettico. Anche per noi, come per lui, si dà scienza solo del probabile, la certezza la lasciamo ai polli d’allevamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto il mondo è ancora in piedi, indifferente alle nostre vaccinazioni. «E se il sole è sorto fino ad oggi non è detto che sorgerà anche domani» (sempre lui, il signor Hume).</p>
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		<title>Taitichinchan, stanchi del lockdown aboliscono lo Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 18:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini del Taitichinchan, stufi delle privazioni imposte per la pandemia, con un referendum hanno abolito lo Stato: via libera a movida e spritz. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In un piccolo stato dell&#8217;America del Sud, il Taitichinchan, hanno fatto un esperimento molto interessante. La stampa ne ha dato poco risalto, la notizia la conoscono in pochi, in genere solo gli affezionati alle riviste di geopolitica. Afflitti dal perdurare della pandemia, stanchi delle privazioni della libertà imposte dallo Stato, una democrazia presidenziale, i cittadini, con un referendum, hanno deciso di sospendere per un lungo periodo tutti i poteri statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gente, libera, ha dato finalmente sfogo alla propria sete di vita: movida, spritz, ristoranti pieni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inevitabilmente il virus è diventato devastante, con un numero di morti e di persone malate fuori controllo. In un primo momento dei gruppi organizzati, nella più classica delle tradizioni, hanno dato avvio alla caccia dei responsabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i primi ad essere accusati per la diffusione del virus c&#8217;è stata la minoranza etnica degli istriemiti, un antico gruppo indigeno relegato in una riserva ai confini della foresta pre-amazzonica. La loro abitudine di nutrirsi di animali selvatici ha scatenato i sospetti che, naturalmente senza alcuna verifica, sono diventate certezze. Il gruppo è stato totalmente isolato con la costruzione di un recinto di filo spinato ad alta tensione lungo tutto il perimetro della riserva. Sono bastate due settimane per constatare che nessun caso di infezione da covid 19 si era verificata nella riserva, mentre il numero di malati e di infetti in tutto il piccolo stato continuava a crescere vertiginosamente.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">La paura, non più mitigata dalla ricerca dei responsabili, ha preso il sopravvento e la gente si è chiusa in casa: niente parrucchiere, niente palestra, ristorante, bar, spritz, ecc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza del potere statale, esaurita la possibilità di trovare altri responsabili, a queste categorie (ristoratori, barbieri, venditori di spritz), così come alla maggior parte dei cittadini, non rimaneva che prendersela direttamente con l&#8217;invisibile virus.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si racconta che per strada il popolo disperato prendeva a schiaffi l&#8217;aria, mentre altri pregavano per il ritorno di un potere centrale che facesse qualcosa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In assenza del potere statale, il popolo disperato prendeva a schiaffi l&#8217;aria</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il capro espiatorio (lo Stato) che prima era stato soppresso ora li avrebbe dovuti salvare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fatto abbastanza insolito è che questi abitanti pregavano per il ritorno di un potere comune che ne regolasse l’esistenza, ma non capivano verso quale direzione indirizzare le loro suppliche che si disperdevano nell’aria quasi come un bisbigliato passaparola.</p>
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		<title>Liberate i negazionisti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 09:43:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[complottista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se un tizio attraversa i binari mentre sfreccia il treno ha un’alta probabilità di rimetterci la pelle, questo è un fatto, ed è immediatamente evidente. Poi si passa alle interpretazioni: si è suicidato? era ubriaco e non si è accorto del treno? ha tentato di attraversare i binari ma non ha ben calcolato i tempi? Intanto non resta che organizzare il funerale, e questo è un altro fatto. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Io non sono un negazionista, non lo sono mai stato, non ho mai negato la realtà, a differenza di altri che si accontentano di interpretarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un tizio attraversa i binari mentre sfreccia il treno ha un’alta probabilità di rimetterci la pelle, questo è un fatto, ed è immediatamente evidente. Poi si passa alle interpretazioni: si è suicidato? era ubriaco e non si è accorto del treno? ha tentato di attraversare i binari ma non ha ben calcolato i tempi? Intanto non resta che organizzare il funerale, e questo è un altro fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se c’è una pandemia si rischia di morire? “Sì, ma: muoiono solo i più fragili, chi era già malato” (i più fragili è sempre un altro non identificato). “Ne muoiono di più con gli incidenti stradali!” (allora aspettiamo una più ampia diffusione del virus così finalmente potremo dire di aver raggiunto il record).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“È l’ennesimo tentativo, segno dell’epoca, di imporre una dittatura sanitaria”. Chi sarebbe il dittatore? Il ministro della salute? Dove non si è fenomenizzata la cosiddetta dittatura sanitaria è comparsa la dittatura economica espressa in concreti indirizzi di governo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La causa finale, il fine o il disegno degli uomini (che naturalmente amano la libertà e il dominio sugli altri) nell’introdurre quella restrizione su loro stessi (in cui li vediamo vivere negli stati) è la previsione di ottenere con quel mezzo la propria preservazione e una vita più soddisfacente.</p><p><em>Thomas Hobbes, Leviatano</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Inutile negare che in Usa e in Brasile la politica minimizzatrice è tesa a salvaguardare il totem dell’economia: così si muore due volte, per il virus e per l’economia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, mi chiedo per un altro verso, se la diffusione del virus corrisponde ad un piano che vuole imporre una “dittatura sanitaria”, perché non pensare che potrebbe essere un disegno di “rinascita del mercato” che, senza tragedie planetarie, potrebbe essere destinato alla stagnazione? Perché il complottista non pensa che le grandi ripartenze, in economia, sono accadute dopo le grandi tragedie? Dalle macerie dell’Italia è nato il boom economico (con il quale ancora campiamo di rendita), per non parlare della potente Germania, ecc. Quindi un serio complottista, se vuole allargare il campo del suo “delirio”, dovrebbe includere anche questo tipo di cospirazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dittatura sanitaria implica perdita della libertà, questa è l’equazione del complottista: ma di quale libertà parla? Credo si tratti di una libertà immaginaria, quel volo del moscone di cui parlava Gaber.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I classici ci insegnano che la vera libertà si esprime sottomettendosi a quel potere superiore che chiamiamo Stato. Preservazione significa salvaguardia del bene più prezioso che è la vita, quello che nella Costituzione è il diritto alla salute (con tutti i limiti che si porta dietro l’idea di diritto). Lo stato moderno nasce da questa “semplice” osservazione, la libertà che si compie nel vincolo, poiché senza il vincolo la libertà non avrebbe senso (liberi da cosa?).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È così che il complottista, con la teoria della macchinazione, invoca la libertà per se stesso, ignorando il vincolo che lo rende libero: lo stato, la comunità.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>In generale, il Diritto è la Libertà in quanto Idea [unità di concetto e realtà]</p><p><em>G.W.F. Hegel, Lineamenti della Filosofia del Diritto</em></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Andando nello specifico poi, l’amante della libertà, il tenace oppositore alla dittatura sanitaria, invoca l’abuso di Dpcm del governo italiano. A nulla seve rispondere che tutte le grandi democrazie europee hanno imposto forti limitazioni della libertà con i loro strumenti legislativi: cambiati i mezzi il fine è raggiunto allo stesso modo, anche nella nazione dei “freedom lovers”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione: liberate i negazionisti che, privi di vincoli, si renderanno consapevoli di quanto li rende schiavi la libertà immaginaria.</p>
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		<title>Evviva, evviva: la colpa è di Ancelotti!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 21:09:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pace è tornata, i legami che rischiavano di spezzarsi nel team del Napoli si sono rinsaldati. Insigne, che si sentiva messo in discussione da Re Carlo, adesso gioca sempre e nella posizione che piace a lui. Sembra il finale di una bella fiaba. Ma bisogna eliminare il "mostro", alrimenti il bel finale non può esistere. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La pace è tornata, i legami che rischiavano di spezzarsi nel team del Napoli si sono rinsaldati, tutto è tranquillo, tutti d’amore e d’accordo. Il nervosismo di Insigne che si sentiva messo in discussione da Re Carlo è solo un antico ricordo, adesso gioca sempre e nella posizione che piace a lui, con i tentativi di penetrazione in area che preferisce, il canonico tiro a giro (che a volte gira e a volte no). Sembra il finale di una bella fiaba.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma, la fiaba, per avere un bel finale deve eliminare il “mostro”, senza il sacrificio e la soppressione del “mostruoso” il bel finale non può esistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei momenti di grande trambusto, all’epoca dell’ormai quasi rimosso “ammutinamento”, i colpevoli erano i giocatori (vedi multe), l’unico che si presentò e obbedì all’ordine del ritiro fu Ancelotti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle cronache dei giornali (anche in quelli che parlano solo del Napoli) le diverse versioni della sceneggiata negli spogliatoi si rincorrevano e cambiavano ogni ora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sono tutti pentiti, oggi hanno capito di aver sbagliato. Lo dice il presidente De Laurentiis: «Avrei dovuto mandarlo via dopo il primo anno, non sei fatto per il tipo di calcio che vogliono a Napoli» (intervista al Corriere dello Sport).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure quando ingaggiò Ancelotti qualcuno gli chiese: «Presidente comprerà un top player?». E lui rispose: «Il nostro top player è Ancelotti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non aveva comprato un top player ma un capro espiatorio.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-center" style="grid-template-columns:53% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="649" height="492" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=649%2C492&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1268" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?w=649&amp;ssl=1 649w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/Acelotti-de-laurentiis.jpg?resize=640%2C485&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 649px) 100vw, 649px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>De Laurentiis annunciò: «Il nostro top player è ancelotti». ma, in realtà, aveva acquistato un capro espiatorio</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati del Napoli, a parte la Coppa Italia, non sono esaltanti. Un continuo altalenarsi di prestazioni convincenti ad altre deludenti con i problemi cronici rimasti quasi immutati: scarsa precisione nelle conclusioni in porta (si realizza molto poco in rapporto a quel che si crea), amnesie in difesa che determinano realizzazioni da parte degli avversari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si guardano i risultati, in termini di classifica, sotto il profilo dei numeri assoluti il miglioramento si vede, ma le distanze dalle concorrenti in Champions rimangono abissali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo ipotizzare comunque che il vero salvatore del Napoli è Ancelotti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la teoria del capro espiatorio sicuramente sì: ecco perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancelotti ha:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Disinnescato il conflitto tra giocatori e dirigenza ergendosi come bersaglio legittimo e non pericoloso. Infatti nessuno potrà vendicarlo e neppure lui stesso potrà farlo essendosi accordato secondo i patti contrattuali.</li><li>Il suo sacrificio ha cementato di nuovo il rapporto dei calciatori con la dirigenza poiché entrambe le parti hanno accettato per vera “la menzogna”, cioè si sono accordati sul fatto che la colpa è solo di Ancelotti (mentre entrambe le parti sanno che così non è).</li><li>Con il sacrificio, giocatori e dirigenza, hanno sviato le critiche da parte della tifoseria concentrandole su Carlo Ancelotti: adesso anche il tifoso è (momentaneamente) non più esacerbato nei confronti della squadra e dei dirigenti.</li><li>Ancelotti è facilmente sacrificabile poiché appartiene alla schiatta reale degli allenatori e quindi talmente elevata e inavvicinabile da rendere la sua immolazione un atto di grandissimo valore: il capro espiatorio deve essere il capro più grande e più bello.</li><li>Tifosi, squadra e dirigenza si sono convinti che uno solo è responsabile di tutto, in lui c’era “il male” che li contaminava tutti, una volta rimosso anche “il male” scomparirà.</li><li>Purtroppo così non è.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo breve scritto, naturalmente, è stato solo il tentativo di applicare, con leggerezza, una celebre teoria del capro espiatorio al calcio, mi auguro che il tentativo sia riuscito.</p>
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		<title>Lo scarafaggio scomparso nella megalibreria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 10:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Explicit]]></category>
		<category><![CDATA[expost.blog]]></category>
		<category><![CDATA[Inversionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ero deciso, avrei comprato l'ultimo di McEwan. Sono entrato nella megalibreria, mi sono fatto strada tra gli espositori che proponevano premi Strega e scrittori napoletani, ma il libro di McEwan non c'era, andava ordinato. [...]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi ero deciso, avrei comprato l’ultimo di McEwan.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono sceso nella solita affollatissima via e sono entrato nella megalibreria, mi sono fatto strada tra gli espositori che proponevano premi Strega e scrittori napoletani, questi sempre presenti in prima esposizione, poiché la napoletanità va sempre promossa, il marchio va difeso e affermato, il localismo antiglobalizzazione è una scelta forte, difendere sempre pizza e mozzarella, niente prosecco ma falanghina spumante.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione il libro di McEwan non c’era, andava ordinato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho aspettato tre giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi finalmente l’ho avuto tra le mani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attacco del racconto segue la metamorfosi di Kafka al contrario, la bestia si ritrova trasformata in uomo, capo del gabinetto inglese, e le basta poco per sentirsi a suo agio in quei panni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il riferimento a Kafka finisce qui, quel che sostiene la storia è l’idea dell’assurdo che diventa realtà. Jim Sams ha come programma politico l’attuazione di una rivoluzionaria riforma economica: l’Inversionismo. Si tratta di invertire il flusso finanziario per invertire l’intero paese, uno sconvolgimento purificatore che avrebbe eliminato tutte le ingiustizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Alla conclusione della settimana di lavoro, un dipendente paga alla ditta le ore svolte» e, quando va a fare la spesa, viene pagato per ogni articolo che porta a casa, ma la legge impedisce di accumulare contante, e il denaro viene depositato in banca producendo alti interessi negativi, in conseguenza di tutto ciò, prima che i suoi risparmi finiscano, il lavoratore dovrà cercarsi un lavoro migliore e più costoso. Tutto questo stimolerà in modo incredibile l’economia.</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile" style="grid-template-columns:auto 32%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="646" height="1024" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=646%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1254" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=646%2C1024&amp;ssl=1 646w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=189%2C300&amp;ssl=1 189w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=768%2C1217&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=969%2C1536&amp;ssl=1 969w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=640%2C1014&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?resize=315%2C500&amp;ssl=1 315w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/07/lo-scarafaggio-McEwan.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="has-text-align-right wp-block-heading">L’attacco del racconto segue la metamorfosi di Kafka al contrario, la bestia si ritrova trasformata in uomo, capo del gabinetto inglese, e le basta poco per sentirsi a suo agio in quei panni</h3>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Più che l’apparato teorico è la capacità d’imporlo con le armi della retorica che conta. Il furore populista riesce a cancellare la realtà facendo apparire come vera qualsiasi cosa in grado di preannunciare un radicale cambiamento, quel che importa, ai populisti, è uscire dallo stato esistente che sempre, e in ogni caso, viene percepito come il peggiore mai esistito. L’unico obiettivo è far scomparire il vero, ed ogni arma è legittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché fare tutto questo? Perché sì, punto e basta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo programma il leader inglese trova un ottimo alleato nel presidente americano, che ha come principale interesse la distruzione dell’UE. Ma forse anche lui, in passato, aveva sei zampe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà compito degli storici del futuro comprendere, dice McEwan nella postfazione, «il fenomeno di obnubilamento prodotto da un tipo particolare di polvere magica comune a tutti i movimenti populistici che attualmente attanagliano l’Europa, gli Stati Uniti (…) e molte altre nazioni.» Questa polvere è un mix esplosivo di «irrazionalità sfrenata, ostilità verso lo straniero, rifiuto di un’analisi seria della realtà, diffidenza nei confronti degli “esperti”, ecc.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo mostro, il populismo, assume le sembianze umane ma, una volta attuato il suo delirante progetto, rivelerà quello che realmente è: uno scarafaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’appello di McEwan è un invito a vedere il mostro nelle sue vere sembianze, senza farsi ingannare dalle apparenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto sto ancora pensando agli espositori della megalibreria, piena di scrittori napoletani che parlano di Napoli e mi sento sollevato, certo: ho aspettato tre giorni ma ho letto un libro di respiro mondiale scritto da un europeo che sente le cose che sento io che mangio la pizza almeno una volta alla settimana.</p>
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		<title>Operazione Teseo: storia del partigiano Riccioni, ultima scoperta di Necco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 16:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exploit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco nel suo ultimo libro “Operazione Teseo” (2014) in cui narra la vicenda, poco conosciuta, di Siro Riccioni, sottotenente italiano che, durante la seconda guerra mondiale, decise di combattere al fianco dei partigiani greci, diventando un eroe. [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Questo non è un libro di storia. Questa è la storia di un uomo che voleva salvare i suoi amici.» Così esordisce Luigi Necco, un&#8217;avvertenza per chi cercasse in questo libro (“Operazione Teseo” – 2014 – Tullio Pironti Editore) l’asettica descrizione di avvenimenti. Il testo è una narrazione appassionata, convulsa, con rapidi e improvvisi cambiamenti di scena, che riporta il clima di caos e smarrimento che consegue all’armistizio dell’8 settembre. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro narra, ma la narrazione è storica, frutto di una ricerca durata dieci anni. Un lavoro lungo e instancabile, tipico dell’attività di Luigi Necco, giornalista del presente e del passato, anche quello più remoto (vedi ritrovamento del tesoro di Troia dato per perduto).</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un incontro fortunato</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1984 Necco si trova a Creta per seguire gli scavi capeggiati da Louis Godart, segue la sua prima e mai sopita passione: l’archeologia. Sta tornando alla luce un insediamento distrutto da un incendio, probabilmente intorno al 1800 avanti Cristo. Ed è qui che avviene l’incontro che dà il via alla narrazione: «Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito (…). Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla.»</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Operazione-Teseo-2014-Tullio-Pironti-Editore.jpg?resize=121%2C180&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1186" width="121" height="180"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Anghelo Manolis è un <em>antarte</em>, un partigiano greco, ed ha conquistato “il giornalista” per il suo portamento solenne come un wanax, l’antico re-sacerdote miceneo. Necco comprende che la sua intenzione di ricostruire, attraverso le testimonianze dirette dei cretesi, i rapporti tra l’Italia e l’isola è lì a portata di mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E Manolis racconta, racconta che, con il suo gruppo di partigiani, dopo aver catturato un intero plotone di tedeschi destinati ad essere soppressi, risparmiò un prigioniero italiano dall’esecuzione immediata solo perché «c’è un altro italiano che sta con noi e combatte senza paura». Nessuno ne conosceva il vero nome, si faceva chiamare Georgos Sfendilakis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Georgos Sfendilakis è il sottotenente Siro Riccioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di quel che avvenne a Creta dopo l’8 settembre ci regala un ulteriore tassello di quel tormentato periodo. Cosa potevano fare gli italiani dopo un proclama di questo genere?</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dal mucchio muove un vecchio. Dritto e impettito. Fucile a tracolla, Anghelo Manolis avanza tra il rispetto della folla</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi erano i nemici? Tutti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una scelta di libertà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">I Greci, che volevano vendicarsi dell’aggressione subita, i tedeschi che non avevano altro obiettivo che neutralizzare e schiavizzare i traditori, gli inglesi che non si fidavano degli italiani e quindi avevano deciso di non aiutarli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro Riccioni sceglie, sceglie la libertà, diventa consapevole che è giunto il momento di combattere il nazismo, la sua è una scelta di campo dettata da valori, non è calcolo utilitaristico di eventuali (improbabili) benefici immediati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riccioni sceglie e sceglie subito, non consegnando ai tedeschi un deposito di munizioni. Da lì parte la sua battaglia, le sue fughe attraverso montagne, gole, impervi sentieri, soffrendo il freddo e la fame fino ad arrivare ad un passo dalla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ferocia dei nazisti non si ferma, il cinismo degli inglesi non ha limiti. I tedeschi imbarcano sul mercantile Sinfre più di 2.500 italiani, gli “ex capitolati”, cioè quelli che non volevano né combattere e neppure collaborare con i tedeschi, sono destinati ad essere deportati chissà dove. Ammassati come bestie nella stiva, sorvegliati dai nazisti, la nave salpa ma un siluro inglese la colpisce, gli italiani tentano di salire in coperta ma vengono respinti dai mitra tedeschi. La nave affonda rapidamente, muoiono 1.850 italiani.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=395%2C296&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1175" width="395" height="296" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Riccioni2.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /><figcaption>Siro Riccioni (il secondo partendo da sinistra)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Gli inglesi non conoscevano il carico della nave? Dovevano essere soppresse le eventuali braccia lavorative a servizio del nemico? Questa è la guerra, questo è ciò che è accaduto dopo l’8 settembre, a Creta come altrove. Il tragico episodio spinge ancor di più Riccioni all’azione, unico è l’imperativo: salvare la vita ai suoi commilitoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione si svolge in un arco temporale che parte dalla caduta di Mussolini fino all’aprile del 1945.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo arco di tempo Riccioni si conquista il rispetto dei partigiani greci, per loro è il <em>capetan</em>. Ma proprio mentre i cretesi stanno riprendendo possesso dell’isola, si scatena l’istinto di vendetta nei confronti degli italiani, Siro Riccioni sfugge ad un altro attentato.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il blitz contro i tedeschi</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">È il primo aprile del 1945 quando Riccioni viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di trecento italiani, per lo più gente malata che non vuole schierarsi con loro. Siro, con pochi uomini, tra cui Anghelo Manolis, tende un agguato al plotone che si accingeva a sterminare i prigionieri aprendo il fuoco pochi attimi prima dell’esecuzione. Salvi 272 italiani.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il 1 aprile 1945, siro viene a conoscenza della decisione dei tedeschi di uccidere più di 300 italiani, considerati traditori. con pochi uomini, tende un agguato al plotone d&#8217;esecuzione e ne salva 272</p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Nella motivazione alla medaglia d’argento al valore militare si legge: «Mentre i nostri fratelli già allineati al muro ascoltavano impavidi, l’iniqua condanna, con epico slancio, alla testa di pochi valorosi offertisi volontari per l’audace impresa, piombava sul plotone d’esecuzione, che si apprestava ad eseguire l’orrendo massacro e con lancio di bombe a mano e raffiche di mitraglia lo sbaragliava, ridonando alla vita ed alla patria i morituri figli d’Italia. Figura degna delle sublimi tradizioni dell’eroismo italiano.»&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siro ritorna in patria, prende una seconda laurea, ridiventa tenente e poi capitano nel 1951. Muore nel 1956 durante un’esercitazione militare in montagna con i suoi alpini, un masso si stacca da una cresta e gli piomba sul capo: il luogo si chiama Creta delle Cianevate.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1178" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1178" class="wp-image-1178" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.cittadinanza.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="735" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=980%2C735&#038;ssl=1" alt="" data-id="1174" data-full-url="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg" data-link="https://www.expost.blog/?attachment_id=1174" class="wp-image-1174" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=640%2C480&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?resize=667%2C500&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/06/Necco.alpini.jpg?w=1536&amp;ssl=1 1536w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure></li></ul><figcaption class="blocks-gallery-caption">A sinistra, Luigi Necco riceve la cittadinanza onoraria di Bussi sul Tirino (paese di Riccioni, in Abruzzo) per aver raccontato la storia del sottotenente-partigiano; a destra, il giornalista posa con gli alpini di Bussi sul Tirino</figcaption></figure>
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		<title>Esame di maturità 2020, tra Kafka e Philip K. Dick</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Munno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 17:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'esame di maturità è alle porte. Nell’impossibilità di applicare i protocolli (e per risparmiare), al ministero hanno avuto un'idea geniale: i prof dovrebbero autocertificare di non avere la febbre, di non avere avuto sintomi nei giorni precedenti l’esame, di non aver frequentato ammalati di Covid. [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.expost.blog/esame-di-maturita-2020-tra-kafka-e-philip-k-dick/">Esame di maturità 2020, tra Kafka e Philip K. Dick</a> proviene da <a href="https://www.expost.blog"></a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esame di stato (la maturità), c’è grande preoccupazione nei quotidiani, nelle redazioni delle testate giornalistiche televisive: quest’anno niente titoloni sul tema d’italiano oppure per la versione di greco al classico (corso di studi che rappresenta il tre per cento delle scelte dei ragazzi ma ruba sempre i titoli di testa). Quest’anno lo scritto non si fa. Nel tempo del Covid19 tutto è diverso. Cambierà anche il ritornello della “notte prima degli esami”? Sarà una notte tranquilla?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il momento è proprio la fase dell’epidemia che desta le maggiori preoccupazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molteplici le raccolte di firme di chi, studenti e docenti, questo esame in presenza non lo vuole fare. D’altronde è lecito domandarsi: ma tutto questo entusiasmo ministeriale sulla didattica a distanza, come elemento di grande novità, come mai si spegne proprio nel passaggio cruciale?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:auto 53%"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="625" height="366" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?resize=625%2C366&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1027" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?w=625&amp;ssl=1 625w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/notte-prima-degli-esami-651386.660x368.jpg?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-right is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Nel tempo del Covid cambierà il ritornello della &#8220;notte prima degli esami&#8221;?</p></blockquote>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le università italiane ce ne hanno dato dimostrazione: sessioni di laurea ed esami a distanza, senza pensarci troppo su. I burocrati del ministero smentiscono loro stessi. Si potrebbe pensare che i docenti siano dei fifoni e che non vogliono l’esame in presenza per banale paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A parte la doverosa constatazione che il “parco” docenti italiano è tra i più vecchi del mondo (quindi maggiormente a rischio), quel che più infastidisce gli insegnanti è il fatto che si sentono presi in giro per l’ennesima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’applicazione dei protocolli di sicurezza, se ci fosse stata la volontà di allinearsi a quelli imposti agli altri luoghi di lavoro, avrebbe comportato delle spese, cosa alla quale i vari governi si dimostrano allergici: da decenni a questa parte la scuola è il luogo dove, quando va bene, non bisogna investire e, quando va male, bisogna tagliare (vedi Gelmini e altri).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?resize=260%2C164&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1029" width="260" height="164" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?w=320&amp;ssl=1 320w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/maturita%CC%80-2-copia.jpg?resize=300%2C189&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quel che dà fastidio è il gioco dello scaricabarile. Nell’impossibilità di applicare rigorosamente i protocolli, al ministero si sono inventati l’Autodichiarazione: si dovrebbe autocertificare di non avere la febbre (così risparmio sulla misurazione in presenza), di non avere avuto sintomi pericolosi nei giorni precedenti l’esame, di non essere entrati in contatto, per quanto a conoscenza del povero docente, con persone che avevano sintomi Covid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È chiaro a tutti che, a questo punto, è entrato in scena Kafka. Qualcuno si chiede:</p>



<p class="wp-block-paragraph">a) nel caso in cui si presenti un docente un po’ burlone che dichiarasse di aver avuto 37,5 di febbre due giorni prima cosa accadrebbe? Il presidente dovrebbe bloccare l’esame e sostituirlo e, con i chiari di luna che corrono, se ne passerebbe una settimana;</p>



<p class="wp-block-paragraph">b) come si fa a dichiarare di non aver incontrato alcun infetto se in giro ci sono gli asintomatici? Lo stesso docente burlone potrebbe apporre la seguente firma in calce: il sottoscritto dichiara che, molto probabilmente, nome e cognome sono proprio i suoi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi appello ai lettori: vi appare normale tutto ciò?</p>



<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="641" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=980%2C641&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1054" srcset="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=1024%2C670&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=300%2C196&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=768%2C502&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=1536%2C1005&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=640%2C419&amp;ssl=1 640w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?resize=764%2C500&amp;ssl=1 764w, https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/time-2034990_1920.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<h3 class="has-text-align-right wp-block-heading">Qualcuno svolgerà indagini per scoprire se nel passato il prof ha avuto la febbre, tornando indietro con la macchina del tempo</h3>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">L’opposizione dei docenti a questa trovata del ministero nasce per salvaguardare la propria dignità: si sono laureati, qualcuno ha fatto dottorati, si è specializzato (master, seminari, webinar e non webinar), ha superato concorsi e controconcorsi per fare cosa? Autocertificare ciò che è incertificabile?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il docente dichiara: due giorni fa ho avuto la febbre, chi svolgerà le indagini nel passato per sapere se dice la verità? Chi misurerà nel presente la febbre del docente dopo due giorni? Ecco che da Kafka si passa alla fantascienza: la soluzione è semplice, direbbe Philip K. Dick, basta procurarsi una macchina del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivato fin qui, e per ragioni di brevità, non ho nulla da aggiungere se non farvi notare che tutto è stato architettato per risparmiare sui test sierologici e sui termometri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A voi il giudizio.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Modello-autodichiarazione-5-pdf.jpg?resize=196%2C277&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1047" width="196" height="277"/></figure></div>



<div class="wp-block-file aligncenter"><a href="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Modello-autodichiarazione-5.pdf">Scarica il modello di autodichiarazione</a><a href="https://www.expost.blog/wp-content/uploads/2020/05/Modello-autodichiarazione-5.pdf" class="wp-block-file__button" download>Download</a></div>



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